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sabato 25 febbraio 2012

Fino a quando sopporteremo tutto questo?


Giovanardi, Ciarrapico e poi Annunziata e via così... sembra che in Italia insultare le persone LGBT stia diventando uno sport più popolare del calcio.



Ciarrapico (Pdl): 'I gay? Che schifo'. Capezzone (Pdl): 'Sconcerto e avvilimento'
Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli”
Leggi anche su: http://stopomofobiaverona.blogspot.com/ 

Fonte Gaynews

Roma - Dopo Giovanardi, che ha detto che vedere due donne che si baciano per strada è come vedere qualcuno fare pipì in pubblico, ecco che arriva Giuseppe Ciarrapico, altro esponente del Popolo della Libertà, a gettare benzina sul fuoco: "Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli”. Parole durissime, certamente da condannare. Parole che non fanno bene all'immagine del PdL, all'immagine di un partito serio, liberale e democratico.

Ancora Ciarrapico, intervistato su Radio24 alla Zanzara: "In questo paese i gay non si possono attaccare, ma io preferisco la farfallina di Belen. Questo è uno strano paese dove si salta quando si vede la farfallina sull’inguine di quella bellissima figliola e non si osa attaccare i gay. In Italia oggi ti devono piacere per forza i gay, ma a me piacciono le donne. Per fortuna vedo gli omosessuali una volta l’anno durante il gay pride, poi basta”.

Tantissime le reazioni che hanno scatenato le parole del senatore PdL. Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, in una nota esprime "sconcerto e avvilimento per battute omofobe che lasciano esterrefatti". Capezzone precisa: "Da liberale, difendo la libertà di parola e di opinione, innanzitutto rispetto a parole e opinioni lontane dalle mie. Ma davvero non capisco come, nell'anno 2012, ancora si possano proporre battute e sortite discriminatorie, offensive, lontane dal rispetto che va garantito ad ogni persona, indipendentemente dal suo orientamento e dalle sue preferenze sessuali". Sottoscriviamo in pieno. 

Si fa sentire anche Mara Carfagna, PdL, ex ministro delle Pari opportunità: "Ciascun uomo o donna ha diritto ad esprimere la propria opinione", premette, ma allo stesso tempo invita tutti i suoi colleghi parlamentari, "compreso quei pochissimi che non riescono a risparmiarsi battute, ad imparare a rispettare gli omosessuali e a contenersi. Questo ci si aspetta da esponenti di un partito moderno come vuole essere il Pdl e ciò prevede, tra l'altro, la Costituzione italiana".

Quelle di Ciarrapico sono parole davvero pesanti nei confronti dei gay, che vanno solamente condannate. E' incredibile che siano arrivate da un rappresentante del Parlamento. Ma ormai, con l'andazzo che tira, non ci sorprende davvero più nulla.

Ricoridamo che Giuseppe Ciarrapico è stato rinviato a giudizio per truffa: avrebbe creato due cooperative editoriali per ricevere indebitamente contributi della presidenza del Consiglio dei ministri. Si parla di 30 milioni di euro. Alfano, quand'è che ti decidi a fare pulizia? Fonte: Italia chiama Italia
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Servizio Pubblico, Annunziata offende i gay, l'Olocausto e la libertà di espressione

Le parole di Lucia Annunziata a difesa di Celentano "anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio...." finiscono anche per essere un corner alle parole di Ciarrapico



Roma - (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay) - Le parole di Lucia Annunziata a difesa di Celentano "anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio...." finiscono per essere un corner alle parole di Ciarrapico che proprio ieri, su Radio 24, ha dichiarato “Due gay che si baciano mi fanno schifo. Il fascismo li mandava a Carbonia, scavavano e stavano benissimo”.


L'Italia è un Paese incredibile: nei 150 anni dell'Unità d'Italia andiamo a scoprire che ciò che unisce personaggi di estrazione politica, culturale, umana e sociale praticamente agli antipodi, come Annunziata e Ciarrapico, è la più assoluta mancanza di sensibilità ed un cinismo capace di utilizzare i più estremi riferimenti per tradursi in omofobia.

Se Lucia Annunziata ha l'ambizione di rimarcare una sua differenza culturale e di linguaggio da un personaggio non nuovo ad affermazioni becere come Ciarrapico, trovi come rimediare. E non sarà semplice, soprattutto perché il riferimento all'Olocausto rivela ulteriore mancanza di rispetto nei confronti di chi l'Olocausto l'ha vissuto ed estrema leggerezza nel trattare una pagina spaventosa della storia umana. 

La scorsa settimana l'Italia ha aderito al programma del Consiglio d'Europa contro le discriminazioni per diverso orientamento sessuale ed identità di genere, e il Ministro Fornero ha invocato "l'educazione come strumento di lotta all'omofobia ed alla transfobia ", ma evidentemente anche per Lucia Annunziata, come per Ciarrapico, e tanti altri l'Europa è un noioso problema, l'insulto è una facile opportunità e l'Olocausto è una pagina che è meglio dimenticare. 

Roma - (Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli - Andrea Maccarrone – Direttivo) - Lucia Annunziata, ospite nella trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, dichiara: “difenderei Celentano anche se dicesse di mandare i gay ai campi di sterminio”. Dobbiamo informare la giornalista che gli omosessuali, come gli ebrei, i Rom e Sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti. 

Purtroppo di fronte alle quotidiane dichiarazioni di tenore omofobo che vengono dai mezzi di informazione e da esponenti politici, religiosi e dello spettacolo, quello di Lucia Annunziata appare non come un improbabile paradosso ma come l’ennesima cruda dimostrazione di quanto indietro siamo in Italia.

Invitare a mandare i gay, o chiunque altro, ai campi di sterminio, si colloca ovviamente ben al di là dell’ambito della libertà di espressione e l’esempio portato è persino offensivo per la memoria delle decine di migliaia di vittime omosessuali che nei campi di sterminio ci sono stati davvero e ci sono morti. 

Il rispetto per tutte le vittime dell’odio nazista deve essere massimo, sempre, e riteniamo che mai e giustamente l’Annunziata avrebbe osato giocare sul paradosso utilizzando gli ebrei o i partigiani. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli giudica quelle parole inqualificabili e non degne di una professionista della comunicazione dell’esperienza di Lucia Annunziata.

Le scuse migliori, per onorare le vittime dell’ “omocausto” , sarebbero quelle di dedicare una puntata della sua trasmissione proprio a questo tema, così poco conosciuto e sul quale evidentemente si compiono ancora scivoloni inaccettabili 

sabato 18 febbraio 2012

Arcigay Pianeta Urano Verona scrive a Giovanardi


Arcigay Pianeta Urano Verona scrive al Senatore (PDL) Carlo Giovanardi, dopo la sua orrenda uscita sul "bacio lesbico".
Gentile Senatore,
non prendiamo oggi la parola per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Siamo pienamente consapevoli dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahinoi – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo.
Prova ne è il presente intervento, che ci sta rendendo complici, nostro malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Pensiamo a realtà tutt'altro che rare nelle provincie di Verona e Vicenza, che il nostro comitato ha l'onore di rappresentare: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono, e molti) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non potranno manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.Troviamo avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Troviamo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – crediamo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.Auspichiamo pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo con chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la invitiamo a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.Nella speranza che le nostre parole trovino ascolto, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.  Verona, 14 febbraio 2012

Per il Comitato Arcigay Pianeta Urano Verona

Michele Breveglieri
Laura Pesce
Giovanna Bassan
Daniele Speziari
Raffaele Ladu
Zeno Menegazzi
Fabrizio Collareda

nonostante la scarsa considerazione in cui meriterebbe di essere tenuto il personaggio, abbiamo comunque ritenuto di reagire alle più recenti dichiarazioni dell'ex esponente del governo Berlusconi, Carlo Giovanardi. Vi mando di seguito: (1) la nostra risposta; (2) una versione leggermente modificata che ciascuno/a di voi può copiare e incollare e inviare all'indirizzo:  giovanardi_c@posta.senato.it .

Scrivete anche voi al Senatore Giovanardi!
(Testo Modello)
Verona, 14 febbraio 2012

Gentile Senatore,
mi rivolgo a lei per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Come tutti, sono pienamente consapevole dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahimè – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo. Prova ne è il presente messaggio, che mi sta rendendo complice, mio malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Penso a realtà tutt'altro che rare nelle varie provincie italiane: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non possono manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.
Trovo francamente avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Trovo allo stesso modo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza di omosessuali, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – credo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.
Auspico pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo fra la nostra comunità e chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la inviterei a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.
Nella speranza che le mie parole trovino ascolto, le porgo i nostri più cordiali saluti.

sabato 28 gennaio 2012

Pisapia: Questo è un Sindaco!


Milano: fondo anticrisi a sostegno del reddito anche per le coppie omosessuali
 

Il bando per accedere al Fondo, rispetto alla versione della precedente amministrazione, e' stato infatti modificato, allargando la platea di possibili beneficiari anche alle coppie di fatto 

Milano – Il Fondo Anticrisi del Comune di Milano, nella parte destinata al sostegno al reddito, si apre alle coppie di fatto, anche omosessuali, anticipando cosi' la creazione del registro delle unioni civili promesso dal sindaco entro il 2012. Il bando per accedere al Fondo, rispetto alla versione della precedente amministrazione, e' stato infatti modificato, allargando la platea di possibili beneficiari anche alle coppie di fatto (''anche dello stesso sesso'', ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino) e togliendo il limite dei 5 anni di residenza in citta'. Per accedere agli oltre 4 milioni di euro, per i quali una delibera di oggi istituisce un fondo per soggetti in difficolta' occupazionale e per l'acquisto della prima casa o il sostegno all'affitto, basta dimostrare un reddito Isee sotto i 25 mila euro e essere sposati o coabitanti nello stato di famiglia per sussistenza di vincolo affettivo al 1 gennaio 2012. Il contributo, fino a 5 mila euro, potra' essere attribuito ''anche a coppie dello stesso sesso'', ha aggiunto Majorino. I soldi fanno parte dei 6,4 milioni di euro di residui del Fondo Anticrisi 2010. La Giunta ha deciso di destinare l'intera somma, oltre che al sostegno al reddito delle famiglie, anche al sostegno all'occupazione. Cosi' uno stanziamento di 2,2 milioni di euro, che fanno capo all'assessorato alle Politiche per il lavoro, serviranno a dar vita a nuovi bandi di incentivazione alle assunzioni e alle stabilizzazioni di precari (1 milione) e per nuovi fondi di garanzia per facilitare l'accesso al credito bancario per le nuove imprese (800 mila euro) e per tutelare e incentivare 'stage di qualita'' (450 mila euro). La possibilita' anche per le coppie gay di partecipare al bando del Fondo Anticrisi del Comune di Milano ha generato non solo le proteste del centrodestra, ma attriti anche con il principale partito di maggioranza, il Pd, che con il consigliere Marilisa D'Amico, presidente della Commissione Affari Istituzionali, parla di ''una fuga in avanti'' della Giunta. ''E' una decisione inopportuna perche' realizza una fuga in avanti che rischia di dividere e creare conflitti'', spiega infatti l'esponente democratica, ''mentre questo grande tema civile va approfondito in sede consiliare, realizzando una larga convergenza tra le forze politiche''. Il provvedimento quindi renderebbe ''difficile il confronto con l'opposizione'', aggiunge, visto che ''la Giunta mette tutti di fronte a una decisione gia' presa''. 'Tranchant' il giudizio dell'ex vicesindaco Riccardo De Corato (Pdl), secondo il quale ''e' semplicemente un palese insulto al buon senso aprire il Fondo Anticrisi non solo alle coppie di fatto, ma anche a quelle dello stesso sesso'', afferma facendo riferimento anche all'Incontro Mondiale delle Famiglie che quest'anno si svolgera' a Milano e che vedra' la presenza del Papa. Quindi, De Corato si rivolge alla componente cattolica della Giunta. ''Il buon senso di molti cattolici milanesi chiede qualche risposta su questa indecente delibera da chi dichiara di rappresentare nella Giunta arancione una parte del mondo cattolico milanese''.

martedì 22 novembre 2011

Lettera a Monti dalle Associazioni lgbt

Lo scorso15 novembre è stata inviata al Presidente del Consiglio, Sen. Mario Monti, una lettera-appello, firmata da molte Associazioni, nella quale si chiede di considerare tra i temi dell’ emergenza italiana anche il fronte dei diritti civili. La lettera, firmata da Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Luca Coscioni, Arcigay, Associazione Divorzio Breve, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Associazione GayLib, Agedo, GayNet, Fondazione Massimo Consoli, Associazione ‘Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani’, Gaynews.it, Psicologia.com, chiede di intervenire sul tema della Riforma del diritto di famiglia, proposta che ha visto coinvolte negli ultimi anni, per la sua preparazione, giuristi, esperti e associazioni italiane, poi pubblicata nel libro ‘Amore Civile’ e depositata in Parlamento come proposta di legge.
Allegati alla lettera sono stati inviati al Presidente del Consiglio il libro ‘Amore civile – dal Diritto della tradizione al Diritto della ragione’ curato dai giuristi Bruno de Filippis e Francesco Bilotta e il testo della proposta di legge n. 3607 ‘Norme Modifiche al codice civile in materia di testamento biologico, di disciplina del diritto di famiglia e della fecondazione assistita, al codice penale in materia di omicidio del consenziente e di atti di violenza o di persecuzione psicologica all’interno della famiglia, nonché al codice di procedura civile in materia di disciplina della domanda di divorzio (presentata il 6 luglio 2010, prima firmataria la deputata Radicale-Pd On. Rita Bernardini.

domenica 13 novembre 2011

Berlusconi si è dimesso... Per Arcigay è merito della Lobby gay

Berlusconi si è dimesso. Fine di un'epoca. Arcigay: anche lobby gay ha scavato fossa

Patané a KlausCondicio: “La dichiarata omofobia del Premier ha avuto rebound internazionale spaventosi condizionando l’immagine dell’Italia"

Domenica 13 Novembre 2011 da Gay News

Roma - “Ben venga la tesi, anche se fortemente esagerata, di oltranzisti cattolici e leghisti che sostengono come le presunte 'lobby' gay abbiano scavato la fossa al governo Berlusconi. E’ vero, a dargli una spallata fondamentale siamo stati anche noi, per esempio con l’ultimo Gay Pride, e con la nostra attività di denuncia italiana e internazionale contro le discriminazioni. Ma sarebbe sbagliato parlare di una nostra vittoria perché lo è di tutta l’Europa civile.” Lo ha dichiarato il Presidente dell’Arcigay Paolo Patanè, ospite del talk show KlausCondicio in onda su YouTube, che ha dedicato la puntata alla fine del governo Berlusconi. “La dichiarata omofobia del Premier ha avuto rebound internazionale spaventosi, condizionandone negativamente l’immagine e gettando sull’Italia un percepito di terribile oscurantismo” ha detto Patané. E alla domanda di Klaus Davi “quanto ha contato l’ostilità dei gay nella fine della sua corsa?” “Molto. Non tanto solo quelle delle associazioni gay, ma di tutte le istituzioni europee e delle democrazie dell’Unione, del Parlamento Europeo che non hanno condiviso l’omofobia spinta di Berlusconi e la sua determinazione a negare i diritti riconosciuti da tutta l’Europa.” Patanè ricorda nel corso della puntata: “mentre Berlusconi si esercitava un machismo da caserma e si distingueva per la sua aperta e violenta misoginia, Merkel nominava ministro degli esteri un gay regolarmente sposato con un uomo, i sindaci gay di Parigi e Berlino venivano riconfermati; Obama si batteva per i gay nell’esercito. Per lui è stato l’inizio della fine…”


Nella foto: Flashmob di Arcigay Pianeta Urano Verona davanti alla Prefettura di Verona, dopo le dichiarazioni omofobe di Berlusconi

domenica 6 novembre 2011

Leghisti come Nazisti...l'Artista crea scalpore

Le similitudini tra Lega Nord e Nazionalsocialismo ci sono tutte e nessuno lo può negare. Non solo nell' ideologia che nonostante qualche differenza, in fondo dice le stesse cose, ma anche nell'autorappresentazione, nella comunicazione, nell'estetica e nell'iconografia. Dal culto della personalità e obbedianza massima verso il "fuhrer" e gerarchi vari, ai loghi-simbolo di partito (entrambi celtici) che evocano le stesse origini di provenienza di un popolo puro e incontaminato. Ha fatto scalpore e creato proteste, un'opera d'arte grafica, esposta all'ultima edizione dell'ART Verona (Salone dell'Arte e delle Gallerie d'Arte)

«Leghisti come i nazisti», bufera sull’opera esposta ad ArtVerona L’autore è Johan Frisò, belga che vive a Brescia. Il titolo? «La storia si ripete». Bragantini: «Un insulto al nostro partito, valuteremo cosa fare

dal corriere.it/verona

VERONA— «E la storia si ripete ». Sotto il titolo, una fotografia su alluminio alta un metro e mezzo con tre immagini : quella di un raduno nazista, quella di un raduno fascista, quella di un raduno leghista. In realtà la medesima rappresentazione, usata tre volte, un’assise con fior fiore di saluto romano collettivo. Alle pareti la prima volta svastiche, la seconda aquile di mussoliniana memoria, la terza il sole delle alpi. Rigorosamente in verde. E’ questa l’opera che campeggia fra le sale di ArtVerona, arrivata proprio in una delle città più leghiste (e di una Lega emotivamente suscettibile, in questo momento) d’Italia. Autore dell’irriverente trilogia temporal-politica è un certo Johan Frisò, cinquantenne belga trapiantato a Brescia e non nuovo a «soggetti leghisti» di certo da lui non venerati o trattati con i guanti. Nella sua mini biografia, che si apre a cassetto dal suo sito, d’altra parte, si legge: «Il ragazzo più cattivo della "Generazione Sensation", decisamente il più provocatorio e dirompente artista che sconvolge la critica dei nostalgici sulle sue opere, con aggettivi come: spiacevoli, trasgressive, scioccanti, assurde, sgradevoli, volgari, repellenti, antiestetiche, distruttive, vomitevoli, orrende, blasfeme, di cattivo gusto ». E ancora: «Nei suoi lavori non ammette il compromesso - si legge -: li realizza basandosi sulla propria visione della cruda realtà della nostra società capitalista». Come dire: qualche arrabbiatura l’ha già creata di sicuro qua e là, con le sue opere in tournée, di volta in volta, nelle zone «offese» dalla sua espressione forte. A confermarlo Matteo Bragantini, parlamentare veronese del Carroccio ed ex segretario locale del partito che ieri sera ha potuto vedere una foto dell’opera. «Un conto è la libertà di pensiero e di espressione, anche provocatoria, a cui ha diritto un artista, ci mancherebbe - spiega -, un altro conto è esternare un insulto come questo ad un movimento solidale come il nostro e che da sempre è stato per la libertà di tutti. Lo ripeto: questo è un insulto che non ammettiamo. Ora valuteremo cosa fare». Non solo: « Non capisco che messaggio abbia voluto dare l’artista, non lo capisco proprio - prosegue Bragantini -. Se qualcuno ha una critica da fare, anche politica, a qualcuno o a qualche partito o movimento, la esterni a quel soggetto, non lo metta in relazione ad altri eventi o soggetti così negativi che nulla hanno a che fare con la realtà in questione. Non si possono assolutamente accostare due cose come il nazismo e il fascismo ad un movimento come la Lega Nord, scherziamo?». Per il parlamentare veronese, poi, «sarebbe stato più «comprensibile, al limite, associare l’Armata Rossa al Partito comunista». Silvia Maria Dubois

mercoledì 26 ottobre 2011

Attacco a SEL e ad Alessandro Zan da Gay.tv: Diritti al ribasso

Gabriele Strazio (autore con Matteo Winkler del libro "L'abominevole diritto - Gay e lesbiche, giudici e legislatori") attacca su GAY.TV (uno fra i maggiori portali web d'informazione e socialità gay italiano ) con un pesante articolo Alessandro Zan, Responsabile Diritti Civili di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) e Assessore nel Comune di Padova.Secondo Strazio, nel partito di Vendola e Zan si gioca al ribasso, stralciando dall'agenda il "Matrimonio Gay" e parlando solo di Unioni Civili come ai tempi di Prodi.
C'è chi da tempo pensa che Vendola strizzi l'occhio ad un certo elettorato cattolico non certo integralista, ma che sentirebbe qualche mal di pancia nel votare un programma troppo "Massimalista" sui Diritti Civili.

Fra botte e risposte, il dibattito si è acceso su blog, portali e social network.
:: Matrimonio gay: Vendola gioca al ribasso. Di Gabriele Strazio su GAY.TV

:: Diritti civili, le nostre proposte - di Alessandro Zan sul sito ufficiale di SINISTRA ECOLOGIA E  LIBERTA' (SEL)


:: Esponente gay di Sel come Vendola: "Nozze gay? Meglio di no" - su Gay.it

:: Il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso è riformismo sinceroPaolo Patanè - Presidente di Arcigay su Arcigay.it

E voi come la pensate?
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LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento - Blog di informazione e discussione politica a cura di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona