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mercoledì 11 giugno 2008

NO VAT OCCUPANO SAN PIETRO

FERMATI E PORTATI IN COMMISSARIATO
Cancellati foto e filmati degli arresti ripresi dai turisti presenti in piazza
domenica 08 giugno 2008 , da
Liberazione

di Vladimir Luxuria

Sono passati 14 anni dal primo Pride a Roma del 1994 e le nostre richieste sono testardamente e convintamente le stesse: parità, dignità, laicità. Come un pendolo in questi 14 anni si sono alternati governi di centro destra e di centro sinistra entrambi colonizzati da componenti integraliste religiose che hanno fatto naufragare qualsiasi ipotesi di una legge che ci restituisca una piena cittadinanza. Tutta l'Europa ha legiferato sulle unioni civili o i matrimoni per tutti, ad eccezione di Irlanda, Malta, Grecia e un altro stato: il Vaticano che bisogna ricordarlo è uno stato estero. E l'Italia? Su questi temi l'Italia è un Paese che si sta muovendo: all'indietro. Non solo non abbiamo ottenuto nulla, ma adesso vogliono mettere bocca e artigli sul nostro sacrosanto diritto di manifestare pacificamente, per chiederli questi diritti: ci negano le piazze, da San Giovanni, a Roma, alla piazza Primo Maggio a Biella, minimizzano gli episodi di violenza contro lesbiche, gay e trans. Fanno il baciamano e il baciapile al papa per dare soldi, anche della nostra comunità, alle scuole private cattoliche che spesso traumatizzano studenti adolescenti omo e transessuali, per ribadire ossessivamente la sacralità di un'unica famiglia, quella composta da un uomo, una donna e possibilmente qualche amante. E' stato presentato un emendamento sul decreto sicurezza. Non è stato proposto da due onorevoli qualsiasi, ma da due presidenti di commissione: Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia, e Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali. Si chiede che la prostituzione femminile, transessuale e maschile, venga considerata «pericolosa per la pubblica moralità». Si vuole rendere reato ciò che è considerato immorale. Ma chi stabilisce i confini tra ciò che è morale e ciò che non lo è? Domani si potrebbe presentare un emendamento per definire immorale il cruising (rimorchiarsi per strada anche senza passaggio di denaro), le dark room, il sadomaso, la transessualità e perché no anche l'omosessualità. Di sicuro non sarà mai considerato immorale il fatto che alla regione Lombardia l'assessore di Alleanza nazionale, Prosperini, quello che invocò la surreale garrotta come tortura per i gay, è sotto inchiesta per truffa ai danni della regione Lombardia per aver utilizzato 200mila euro dei fondi regionali per pagarsi spazi autogestiti in tv private.


Poi c'è Mara Carfagna, quella che ha sempre gli occhi sbarrati come se fosse sbigottita che qualcuno l'avesse fatta diventare ministra delle Pari opportunità, che in un famoso calendario si è fatta ritrarre seminuda in una rete da pesca con tanti uomini semi nudi e la scritta "Lussuria": proprio vero che c'è chi ha il nome e chi se non i fatti almeno fa le foto. La stessa ministra che ci ha invitati a sfilare con sobrietà, la stessa ministra che ha dichiarato che non c'è bisogno di fare il Pride perché in Italia sono finiti i tempi delle discriminazioni. Parole che sono come coltellate, come sono state coltellate quelle date da una madre alla figlia lesbica e innamorata a Pesaro o da un padre a Palermo a un figlio "disonorevole" in quanto gay. Non dobbiamo arrenderci. Le nostre idee sono le stesse e ancora più forti, la nostra lotta di resistenza per liberarci dai finti moralisti e dagli squadristi, da chi considera diverso e attaccabile una persona in base all'orientamento sessuale, l'identità di genere, il colore della pelle, l'appartenenza ad un'etnia o il reddito economico.

Gay Pride Uno striscione contro il Vaticano:
interviene la polizia romana Protesta in San Pietro, De Zordo fermata


Dal Corriere Fiorentino

«San Giovanni negato, Vaticano occupato ». Lo striscione è rimasto aperto solo pochi minuti, ieri, in piazza San Pietro a Roma, mentre nella città si svolgeva il Gay Pride. Poi la polizia lo ha fatto togliere, chiedendo i documenti alle 15 persone dell'organizzazione anticlericale «Facciamobreccia », che aveva ideato l'azione. Insieme a loro c'era anche la consigliera comunale Ornella De Zordo: «È stata un'azione simbolica — dice al telefono— in questa Roma che ha negato piazza San Giovanni per la manifestazione di oggi. Tutto si è svolto tranquillamente: abbiamo aperto lo striscione e quando è arrivata la polizia abbiamo consegnato i nostri documenti, senza reagire». Quando lo racconta Ornella De Zordo è ancora ferma all'ispettorato generale di pubblica sicurezza, dietro la piazza: «Ci hanno detto che ci ridaranno i documenti, aspettiamo però qui da un'ora e mezza». Poi precisa che «non si è trattato di una vera e propria manifestazione, non abbiamo urlato o fatto nulla, se non aprire lo striscione». F.S.

E' Possibile vedere la sequenza di immagini sulla protesta anche su Youtube:
:: Clicca QUI ::

E sul sito del Coordinamento FACCIAMO BRECCIA

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