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lunedì 31 marzo 2008

LAICO E’ BELLO! Il Ministro Ferrero a Padova

Il Ministro PAOLO FERRERO con ALESSANDRO ZAN il 5 Aprile a Padova per un dibattito su Laicità, diritti e autodeterminazione delle donne.
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LAICO E’ BELLO!
Diritti civili, autodeterminazione delle donne e laicità

Dibattito con:
LAURA COGO - padovadonne.it
ALESSANDRO ZAN - Presidente Arcigay Veneto e Consigliere comunale
PAOLO FERRERO - Ministro della Solidarietà Sociale

Modera:
OMAR MONESTIER - Direttore del Mattino di Padova


Parteciperanno tutti i candidati de la Sinistra l’Arcobaleno

SABATO 5 Aprile

Ore 18 - SALA POLIVALENTE
Via Diego Valeri - PADOVA

AN apre ai gay, ma no diritti civili.

AN APRE: POSSIBILE UN LEADER GAY.
E ARRIVA IL PLAUSO DEGLI OMOSESSUALI

Intervista a Klaus Condicio: l'unica condizione è che sia una persona capace e che sia scelto dagli elettori. «Ma resto contrario all'istituzionalizzazione di coppie dello stesso sesso»
Venerdì 28 marzo 2008 , da
il Corriere della Sera

ROMA — Lo dice con convinzione: «Potrebbe assolutamente accadere tra qualche anno che sia un gay a guidare il Pdl. A condizione che si tratti di una persona capace e che sia scelto dagli elettori». Firmato Maurizio Gasparri, uomo politico che proviene da un partito, An, che in passato non è stato certo tra i più aperti sull'argomento. E invece Gasparri lo afferma tranquillamente, intervistato da KlausCondicio, trasmissione internet che si trova dentro You Tube: «Non sono assolutamente omofobo anche se resto contrario all'istituzionalizzazione della famiglia gay. Non importa che il leader del Popolo della Libertà sia una donna, un eterosessuale o un gay. Conta che sia capace politicamente. Se dipendesse da me, le donne avrebbero il 90 per cento dei posti disponibili, sempre se capaci. Ripeto: se gli elettori dovessero scegliere un leader gay, non ci dovrebbe essere nessuna discriminazione ».Non solo, l'esponente di An accetta di parlare di tanti altri argomenti e ad un certo punto sentenzia: «Quando si fa politica può capitare di avere anche lunghi periodi di astinenza sessuale. Durante la campagna elettorale il sesso per un politico diventa veramente una cosa secondaria».Applaude all'uscita di Gasparri sull'omosessualità anche il portavoce di An, Andrea Ronchi: «Per noi non ci può essere alcun tipo di razzismo: nè per il colore della pelle, nè per le inclinazioni sessuali. Ciò che conta è la qualità della persona». E a chi gli ricorda che nell'98 Gianfranco Fini fece discutere affermando che un gay non può fare il maestro, risponde: «Era un'iperbole per dire che a scuola ciò che conta è l'educazione, il fatto che chi esercita quel mestiere non deve mai dimenticare che ha davanti a sé bambini e adolescenti da formare. E comunque, lo ripeto: siamo da sempre contro ogni tipo di discriminazione ». Reagisce da sinistra che l'Arcigay. Addirittura con una nota ufficiale: «Accogliamo con soddisfazione ciò che dice Gasparri, vale a dire che un omosessuale possa diventare leader del centrodestra italiano purché sia una persona capace». Ma, con il suo leader Aurelio Mancuso, sottolinea anche che il «vero problema » sono «i diritti negati alle persone lgbt» (lesbiche, gay, bisessuali, transgender): «Ci fa sempre molto piacere quando esponenti della destra italiana esprimono concetti di buon senso, per altro tardivi rispetto ai conservatori europei. Anche se occorre ricordare che nel nostro Paese ci sono già stati Presidenti del consiglio omos essuali, ma nulla hanno fatt o per le persone del loro stesso orientamento ». Si chiede quindi a Gasparri, «se dovesse diventare capogruppo del Pdl al Senato», di impegnarsi «a dare seguito con un'efficace azione politica al superamento degli steccati ideologici nei confronti degli omosessuali, come si addice a un partito popolare europeo ».

sabato 22 marzo 2008

AMPIO SOSTEGNO DELLA COMUNITA' LGBT ITALIANA A GRILLINI SINDACO DI ROMA

ARCIGAY 20 MARZO 2008: Comunicato Stampa

È stato promosso da Agata Ruscica e dalla compagna di una vita (oltre 25 anni) Angela Barbagallo, siracusane e figure storiche del movimento lgbt italiano ed entrambe dirigenti di Arcigay, l'appello in sostegno alla candidatura di Franco Grillini a Sindaco di Roma.


Leggi il comunicato e guarda le adesioni

venerdì 21 marzo 2008

DRAMMA A SINISTRA. IL PD SUPPLICA LUXURIA «VOTA PER RUTELLI»

Massimiliano Smeriglio lancia dalla colonne di Liberazione l'appello a Wladimir Luxuria per invitarla a appoggiare Francesco Rutelli. Silvestri rilancia invece il voto disgiunto
venerdì 21 marzo 2008 , da
Gaynews


di ESTER MIELI Rifondazione si appella ai voti di Luxuria e company. Massimiliano Smeriglio, Segretario romano di Rifondazione Comunista, lancia dalla colonne di Liberazione l'appello a Wladimir Luxuria per invitarla a appoggiare Francesco Rutelli, candidato del centro sinistra per la corsa in Campidoglio. Un pomeriggio, quello di ieri, di risposte, proposte e controporte sulle agenzie di stampa. Il senatore Giampaolo Silvestri, dei Verdi, rilancia, così, il voto disgiunto a favore di Grillini, mentre controreplica di De Petris e Bonelli (sempre dei Verdi) che ribadiscono l'appoggio a Rutelli. Ma la giornata è anche segnata dalla presenza nella Lista dei Moderati per Rutelli dell'esponente islamico Khalid Chaouki, «noto», attacca il centrodestra, «per aver rifiutato di sottoscrivere e quindi condividere la Carta dei Valori del ministro Amato». Nel frattempo, Rutelli scende in campo e promette, dopo aver affossato i Dico in parlamento: «Roma sarà sempre più la città dell'accoglienza e dell'inclusione, dove l'intercultura sarà un valore vero, dove la pari dignità sociale di tutti i cittadini sarà pratica civile e politica» e promette «l'impegno contro qualsiasi discriminazione sulla base di ogni orientamento sessuale a Roma e contro ogni persecuzione nel mondo, conferma e miglioramento dei servizi per tutti i romani comprese le coppie di fatto, costante attenzione e verifica delle condizioni di vita della comunità lesbica Lgbt, iniziative nelle scuole contro il bullismo, istituzione di un Centro Internazionale della Cultura Omosessuale». Ma Franco Grillini candidato sindaco del Partito socialista, mette i palletti: «Ai nostri compagni socialisti vogliamo dire che hanno sbagliato, ma anche suggerire loro di non sbagliare una seconda volta: ricordino che in cabina Dio li vede, ma Rutelli no. L'alternativa laica a Rutelli non solo c'è, ma è anche doverosa», puntualizza Grillini, «perchè è inaccettabile che il Campidoglio venga considerato il giardino di casa di Sua Eminenza cardinal Ruini. Dobbiamo dire a tutti i romani: se voti Rutelli, voti Ruini». Immediato il commento di Vincenzo Piso, vicepresidente uscente di An-Pdl del Consiglio comunale di Roma: «Questo panico», dice, «sta evidenziando come il collante scelto da Prodi ieri per Italia e da Rutelli oggi per Roma, e cioè la politica dello stare insieme contro qualcuno, non funziona più. I limiti dell'antiberlusconi smo di ieri e dell'antialemannismo di oggi sono evidenti: con l'anti non si governa. E i romani, questo, lo hanno capito bene». Rutelli rimasto «in bicicletta», insieme agli under 30 è costretto pedalare. I sondaggi targati Crespi lo danno al 46,5%, in discesa rispetto ai giorni scorsi. E così con magliette, felpe e sciarpe rigorosamente arancione, con biciclette personalizzate dal logo della Lista e seguiti dall'ape ecologica blu e bianca con sopraesposta una bandiera del Tibet, è iniziato il tour degli Under 30 di Rutelli. La prima tappa ieri il centro storico, accompagnati da un testimonial: l'attore Alessandro Preziosi. «La creatività sarà la parola d'ordine per il cambiamento di Roma da intendere come strumento di crescita e produzione di ricchezza» spiega il candidato sindaco del Pd, «avere a Roma circa 300 ragazzi candidati (tra Comune e Municipi) è una cosa senza precedenti. Se sarò eletto, con i miei 53 anni sarò il secondo sindaco più giovane delle grandi città europee. Ciò significa che ci vuole esperienza come anche energia e coraggio». I ragazzi nelle varie tappe distribuiranno anche un volantino in cui sono elencati i 5 punti della Lista under 30: potenziamento del trasporto notturno, internet free, ambiente, arte e cultura. .PASSEGGIANDO IN BICI... DA FERMI Qui sopra, Francesco Rutelli e, in alto a destra, Gianni Alemanno. Secondo i sondaggi che pubblichiamo nella tabella di questa pagina, il candidato del PdL al Campidoglio ha aumentato i propri consensi. Occhio al cavalletto della bici di Rutelli Lapresse e Olycom, Omni

Sinistra Critica - SPOT: Due Mamme lesbiche...Perchè No?

Uno spot su You Tube per promuovere la lista di Sinistra Critica, lo slogan della campagna è: PERCHE' NO?
All'inizio del quale una scena carina dove un passante scopre che una bambina ha due mamme, e quel punto che scatta lo slogan...
LIBERE UNIONI CIVILI Perchè NO?

Sinistra Critica. Perchè no? (Spot)
http://www.youtube.com/watch?v=QH59SGlfpmc

Sinistra CriticaVerona: http://www.veronacritica.blogspot.com/
Sinistra Critica: http://www.sinistracritica.org/

OUTING DI UN CANDIDATO PD. ZAN: GAY VOTATE PER LUI

Il caso Enrico Peroni, aspirante consigliere comunale l'altro giorno si è dichiarato omosessuale
giovedì 20 marzo 2008
di
Il Corriere del Veneto

VICENZA — La campagna elettorale passa anche attraverso la bandiera dell'orientamento sessuale.Ieri è stato lanciato un vero e proprio appello ai gay vicentini perché votino il «loro» candidato.L'iniziativa arriva dal presidente regionale della più importante associazione che si occupa di omosessualità, dopo l'outing pubblico fatto da Enrico Peroni, il giovane aspirante alla poltrona di consigliere comunale che lunedì, durante una riunione con i vertici cittadini del Partito Democratico, ha rivelato di essere gay.Peroni è candidato nella lista che sostiene Achille Variati, al quale ha presentato la proposta di costituire uno sportello comunale che si occupi di razzismo, omofobia e violenze. «Vorrei un osservatorio contro le discriminazioni – dice Peroni - che agisca per risolvere le problematiche che hanno a che fare con situazioni di discriminazione o abuso legate a motivazioni di provenienza etnica e orientamento sessuale».L'outing di Peroni è piaciuto ad Alessandro Zan, presidente di Arcigay Veneto, che invita tutti gli omosessuali del capoluogo a votare per il giovane vicentino che ha avuto il coraggio di dichiarare la sua identità di genere.«E' il candidato ideale – assicura Zan – con grandi capacità politiche. Enrico è una persona generosa, che ha sempre portato avanti il tema del riconoscimento dei diritti civili. Sono sicuro che se la comunità gay, con i suoi voti, riuscirà a farlo eleggere, lei si batterà contro l'omofobia».L'outing di Peroni ha riscosso gli applausi dei vertici locali del Partito Democratico e lo stesso Achille Variati si è detto pronto a discutere del progetto presentato.Ma per ora nessuno dei candidati sindaco delle due principali formazioni politiche si è ancora sbilanciato sull'altro tema caro alla comunità gay, quello della creazione di un registro delle coppie di fatto.Sulla questione, Lia Sartori preferisce non esporsi: «Le coppie di fatto, le unioni omosessuali e le varie tipologie di famiglie esistono e su questo il Governo Prodi ha omesso di intervenire, e quando ha avviato il dibattito l'ha impostato malissimo.Per quanto riguarda le possibili decisioni che possano fare capo ad un sindaco – conclude la candidata del centrodestra -ritegno inutile e propagandistico affrontare questi temi come hanno fatto altri amministratori in Veneto».
Andrea Priante

PERONI FA OUTING ALL'ASSEMBLEA DEL PD. «SONO GAY»

Ha poco più di vent'anni ed è candidato alle prossime elezioni comunali nelle liste del Pd
mercoledì 19 marzo 2008 , da
Gaynews

VICENZA — «Il mio è un discorso difficile. E probabilmente non sarà musica per le orecchie di qualcuno». Ha esordito così, Enrico Peroni. Ha poco più di vent'anni ed è candidato alle prossime elezioni comunali nelle liste del Pd.Lunedì pomeriggio ha parlato di fronte ai vertici cittadini del Partito Democratico per rivelare a tutti che è presidente dell'Arcigay di Vicenza e che se conquisterà una poltrona a Palazzo Trissino è intenzionato a portare avanti la battaglia contro l'omofobia. La scelta di fare «outing» pubblicamente è maturata proprio per la necessità di presentare un progetto «che restituisca sicurezza e dignità agli omosessuali vicentini ma anche ad ogni vittima di discriminazioni».«Non tutti all'interno del Pd erano a conoscenza del fatto che ricopro l'incarico di presidente dell'Arcigay di Vicenza – spiega – e che sono tra i fondatori dell'associazione gay e lesbica “Aletheia”. Quasi tutti hanno reagito bene e alla fine del mio discorso c'è stato un applauso. Sono soddisfatto, è andata bene».Enrico Peroni ha deciso di rivelare pubblicamente la propria omosessualità per presentare un progetto per la costituzione di uno sportello anti-discriminazione gestito dal Comune. «L'amministrazione deve saper difendere i propri cittadini – afferma - e in modo particolare quelli più indifesi. La lotta per garantire a tutti le stesse opportunità è prioritaria per una società che vede riaffiorare l'esclusione, la solitudine e la paura». Per questo il candidato consigliere chiede una collaborazione con le associazioni che si battono contro il razzismo, l'omofobia e le violenze.«Propongo un osservatorio contro le discriminazioni – dice Peroni - che agisca per risolvere le problematiche che hanno a che fare con situazioni di marginalizzazione, discriminazione o abuso legate a motivazioni di provenienza etnica e orientamento sessuale». Il candidato sindaco del Partito Democratico, Achille Variati, ha chiesto al suo compagno di schieramento una relazione dettagliata che presto verrà discussa all'interno del partito.

Andrea Priante

ARCILESBICA NON DARA' INDICAZIONI DI VOTO

La politica non comincia e non finisce con il voto.
lunedì 17 marzo 2008

E' in atto una competizione elettorale dalla quale i due grandi partiti hanno eliminato i temi "etici", cioè hanno rimosso le nostre esistenze.Il centro-sinistra nel passato governo ha fallito: tutti i punti progressisti del programma dell'Unione sono stati cancellati per colpadell'arroganza dei centristi. Davanti ai ricatti le forze di sinistrasi sono dimostrate passive, inchiodate dalla paura della caduta del governo: non una protesta si è levata sulle questioni lgbt, più volte calpestate.Così in questi due anni, larghi settori dell'elettorato di sinistrahanno perso la fiducia nei partiti; se il paese tornerà in mano a Berlusconi sarà perché sono state tradite le speranze di tantepersone.
Ora la Sinistra Arcobaleno vuole raccogliere la bandiera della laicità, ma ancora una volta senza convinzione e aggrava la perditadella sua credibilità sostenendo come sindaco di Roma proprio quel Rutelli che è il principale alfiere della negazione della laicità.
La politica non comincia e non finisce con il voto: in passato imovimenti hanno imposto leggi "etiche" a parlamenti conservatori. Ad esempio la legge sul divorzio o la riforma del diritto di famiglia o la legge 194 sull'aborto vennero approvate negli anni settanta, grazie al grande consenso sociale che avevano saputo ottenere e nonostantealle elezioni risultasse sempre vincente la Democrazia Cristiana.

ArciLesbica è impegnata quotidianamente insieme ad altre associazioni, gruppi e organizzazioni omosessuali, femministi e sociali per uncambiamento culturale profondo della società che è già iniziato. Oggila società civile è più avanzata rispetto alla casta politica; a chisente di non sperare più nei cambiamenti, diciamo che noi abbiamofiducia nella reale possibilità di ottenere in Italia i diritti civili per lesbiche gay e trans attraverso una lotta incessante che costringail "palazzo" ad adeguarsi ad un quadro europeo che non cessa di progredire. Per queste ragioni ArciLesbica sceglie di puntare sui movimenti, per sbloccare una politica lontana e ostile verso le realiesigenze delle persone.Il nostro appoggio a partiti e candidat* non può essere accordatosenza fiducia. Dopo le elezioni ripresenteremo la nostra piattaforma achi avrà il compito di governare.Le esigenze delle lesbiche, dei gay e delle persone trans sonourgenti. Chi governa è la controparte da cui ottenere le risposte cheda troppo tempo aspettiamo: lotteremo contro gli omofobi e cercheremo l'appoggio di tutti i soggetti sensibili, anche nelle istituzioni, masappiamo che ciò che potrà determinare il nostro successo sarà ungrande movimento che imponga nuove direzioni.

Le singole socie di ArciLesbica faranno scelte individuali rispetto alle prossime elezioni, ma l'Associazione nazionale ArciLesbica nondarà indicazioni di voto.

Bologna, 16 marzo 2008
Assemblea nazionale di ArciLesbica

ARCIGAY INVITA A PRANZO VELTRONI E BERLUSCONI

Mancuso: «in coerenza con il nostro spirito di servizio» a organizzare un pranzo in una famiglia arcobaleno formata da gay e lesbiche, con e senza figli martedì 18 marzo 2008 , da L'Unità


Indovina chi viene a pranzo? Veltroni e Berlusconi, i leader dei due maggiori partiti in competizione, ha deciso di invitarli, uno alla volta, l’Arcigay perchè «non abbiamo ancora avuto il piacere di sapere se questi due soggetti affronteranno davvero e con decisione la questione dei diritti civili e di libertà delle persone lgbt» ha affermato il presidente Aurelio Mancuso. Viene ribadita la disponibilità «in coerenza con il nostro spirito di servizio» a organizzare un pranzo in una famiglia arcobaleno formata da gay e lesbiche, con e senza figli, per renderli edotti su cosa rappresentano veramente nella struttura sociale. «Vedremo di non sfigurare con le portate, ovviamente se ci avvisano prima».

CANDIDATI GAY. TANTI NOMI, POCHE CERTEZZE

Paola Concia è data per sicura nella corsa al Parlamento. Probabile Titti De Simone, capolista in Basilicata. Numerose le candidature omosex e trans, ma poche le speranze. Mancuso: «È mancata regia» martedì 18 marzo 2008 , Da Delia Vaccarello da "1,2,3...liberi tutti de l'Unità"

Il gay pride 2007, che a Roma ha riempito piazza San Giovanni più del Family day, lasciava ben sperare. Il movimento omosex e trans aveva mostrato la propria consistenza. Ma il rapporto con i partiti alla prova delle candidature lo ha visto in tutt’altra forma. Se nella passata legislatura quattro scranni di Montecitorio erano occupati da gay, lesbiche, trans (Grillini, Luxuria, De Simone, Silvestri), la prossima potrebbe riservare qualche sorpresa. Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, che si è dissociato dai Ds in vista della nascita del Pd, ha tutt’altro che la certezza di una rielezione. Candidato con i socialisti in Emilia e in Lombardia, mette alla prova la sua capacità rappresentativa del popolo «lgbt» correndo per la poltrona di sindaco di Roma. Alla Camera, invece, entrerà con buona certezza Paola Concia, candidata dal Pd al decimo posto in Puglia, regione sensibile alle tematiche omosex che ha già eletto Niki Vendola governatore. «Qui si respira un bellissimo clima – dice Paola Concia, nel vivo della campagna elettorale – i pugliesi sono frizzanti, hanno voglia di conquistare tante mete. Somigliano agli spagnoli. Lavorerò moltissimo con i giovani e con le donne, in perfetta sintonia con l’Arcigay locale che mi sostiene». Difficile fare pronostici per Luxuria, star della precedente campagna elettorale, candidata dalla Sinistra Arcobaleno al secondo posto nella Sicilia occidentale. Con una raccolta di firme duecento donne della stessa area hanno lamentato l’«imposizione» della candidata trans foggiana nelle liste dell’isola. Come dire: perchè a Roma non valorizzano le risorse siciliane? Luxuria, intanto, incassava il sostegno di tutta l’Arcigay della Trinacria, con Paolo Patanè e Agata Ruscica in testa che hanno espresso «sdegno» per la presa di posizione delle donne, lasciando intendere: Roma non è nuova alle azioni dall’alto, se «l’intrusa» non fosse stata una trans, ma una donna «biologica», avreste raccolto le firme contro? Anche Silvestri è finito in Sicilia, lasciando le temperature rigide di Brescia, sua città natale. Candidato della Sinistra Arcobaleno, compare al terzo posto nella lista per il Senato, in posizione assai incerta. In prima fila la collocazione di Titti De Simone. Sostenuta da Rifondazione comunista ormai da due legislature, la candidata lesbica emersa dopo lo storico Pride del 2000 a Roma è capolista per la Camera in Basilicata. C’è poi, sempre per la Sinistra Arcobaleno, la candidatura di Paolo Hutter in Lombardia, che lui stesso considera «di incoraggiamento» verso chi non fa politica attiva, e di sprone per alleggerire in territorio padano il cavaliere: «se la Sinistra Arcobaleno non superasse l’otto per cento, Berlusconi conquisterebbe più seggi». Al Nord troviamo Andrea Benedino, già portavoce insieme a Paola Concia di gayleft, la consulta che sosteneva i diritti omo nei Ds. Dal suo blog, dove dice di essere «candidato al dodicesimo posto nella lista del PD per la Camera nella circoscrizione del Piemonte 1, ultimo posto eleggibile in caso di vittoria di Veltroni alla Camera, cioè solo nel caso in cui scatti il premio di maggioranza per la coalizione PD-Italia del Valori», Benedino ringrazia i giovani. La raccolta di firme c’è stata anche nel suo caso, ma questa volta pro e non contro: «Un fatto inedito, perchè sul mio nome c’è stata la convergenza di ragazze e ragazzi molto differenti tra loro, con storie politiche diverse, molti dei quali arrivano dall’area cattolica della Margherita». Ancora, in Lombardia, corre Ivan Scalfarotto, nelle liste del Pd, incerto anche lui. Restano Fabio Omero, già segretario dei Ds di Trieste, quinto su sette candidati alla Camera nelle liste del Pd, e Antonio Soggia, candidato under 30 della Sinistra arcobaleno in Piemonte. Se la quasi certezza cade al momento su due teste, e la speranza su altre, c’è l’amarezza dei nomi attesi invano. Sergio Lo Giudice, già presidente nazionale Arcigay, è stato appellato dal resto del Carlino l’«escluso eccellente», e commenta: «speriamo che passi presto il tormentone, se no mi incoroneranno Re dei Trombati!». Assente dalla corsa nonostante i pronostici Alessandro Zan, l’inventore dei pacs alla padovana, noto per la bellezza da attore del neorealismo, nonché per le iniziative romane di mezzo inverno in favore dei diritti. L’ultima, «Un politico per due», l’ha condotta come presidente della Linfa, la Lega Italiana nuove famiglie, riscuotendo il consueto successo tra i politici e le coppie presenti. La Linfa, comunque, piazza la sua coordinatrice ligure, che se eletta si batterà senz’altro per i diritti delle coppie di fatto. È Cristina Morelli capolista al Senato in Liguria nelle file della Sinistra l’Arcobaleno. Nessuna candidatura sul fronte della Destra ed escluse molte personalità «sensibili», con vivo rammarico di Gaylib. «La conventio ad excludendum berlusconian-finiana ha deciso di lasciare fuori quasi tutti i personaggi d’area liberale che hanno a cuore anche il tema dei diritti gay e poi ha chiuso le liste», dichiara Daniele Priori, vicepresidente. Insomma, lesbiche, gay e trans nella società ci sono, ma in Parlamento forse non si vedranno abbastanza. Come mai? «Assenza di regia», dice Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay. «Se sono mancati sensibilità e strategie nei partiti» è anche vero che il movimento è apparso debole, «nella sostanza ognuno è andato per la propria strada». Un passaggio inevitabile? Per il futuro Mancuso si propone nuove strategie. Il movimento gay, stordito da un pride estremamente partecipato, ma restando schiacciato dall’assenza di una vera conquista sociale sul piano dei diritti, al momento delle candidature ha smesso di pensarsi come una collettività. E, com’è banalmente noto, da soli si vince molto poco.

Di Delia Vaccarello
delia.vaccarello@tiscali.it

sabato 15 marzo 2008

LUXURIA: NO A FRANCESCO SINDACO, VOTO GRILLINI

Per le comunali non voterò secondo indicazioni di partito, ma seguendo la mia coscienza e la mia coerenza. Grillini sindaco con voto disgiunto per la Sinistra Arcobaleno
giovedì 13 marzo 2008
da il Corriere della Sera


ROMA — ( E. Sa.) A meno di un mese dalla doppia tornata elettorale (politiche e amministrative) le principali associazioni della comunità gay organizzata (Arcigay nazionale, Circolo Mario Mieli) decidono di appoggiare la candidatura di Franco Grillini a sindaco di Roma. Tutti (o quasi) invece contro la corsa a primo cittadino di Francesco Rutelli, nonostante un già annunciato accordo con Arcigay-Roma (poi saltato) e l'alleanza da lui stretta a livello locale con la Sinistra Arcobaleno (Rifondazione, Verdi, Sd, Comunisti italiani). Opinione diffusa tra i gay è che l'uomo che da primo cittadino della capitale nel 2000 ritirò il patrocinio al World Pride non s'ha da votare. Anche a costo di disobbedienze di partito. È quel che pensa ad esempio, e lo dice a chiare lettere, Wladimir Luxuria, ricandidata alla Camera con la Sinistra Arcobaleno e residente nella capitale: «Per le comunali non voterò secondo indicazioni di partito, ma seguendo la mia coscienza e la mia coerenza. No a Rutelli. Sì a Grillini. Con voto disgiunto per la Sinistra Arcobaleno».

MUSSOLINI: NEL PARLAMENTO EUROPEO SOLO BUROCRATI ED OMOSESSUALI

Mussolini: alla fine ci faranno entrare nel PPE anche con Ciarrapico.
Sono burocrati ed omosessuali
venerdì 14 marzo 2008 , da
il Corriere della Sera

ROMA — Ha visto, signora Mussolini, Claude Junker dice che «nel Partito popolare europeo non c'è posto per i fascisti». «Chi?». Juncker, signora, premier del Lussemburgo e presidente dei ministri europei dell' Economia. «Ah, sì! Questo qui, con un cognome che pare uno yogurt, non si è accorto che il fascismo non c'è più. C'è ancora, invece, il comunismo. Il signor yogurt, con i suoi fermenti lattici, invece di criticare Ciarrapico, dovrebbe stare attento a tipi come Bassolino...».Ciarrapico è candidato al Senato per il Popolo della Libertà. Ha dichiarato di non aver mai rinnegato il fascismo, quindi secondo Juncker nel Ppe non c'è posto per lui. Alessandra Mussolini è candidata alla Camera per il Popolo della Libertà ed è sicura che non succederà proprio nulla: «Figuriamoci! Io sono parlamentare europea, li conosco bene quei burocrati! Signori che votano per le balene... Quelli farebbero entrare chiunque, è tutta una questione di numeri. Crescono e ottengono più fondi».Anche per Gianfranco Fini ci sono veti all'ingresso nel Ppe. Un anno fa si oppose il presidente Martens. «Ma no! Fini ormai non ha più problemi. Ripeto: in Europa prendono tutti...». In realtà, Buttiglione fu respinto come commissario europeo. «Prese le distanze dagli omosessuali. E nel Parlamento europeo c'è un'alta percentuale di omosessuali».D'accordo, ma Ciarrapico ha fatto le lodi del Duce. «Ciarrapico voleva candidarsi con Veltroni e non c'è riuscito. Il suo fascismo è una predisposizione sentimentale ». Berlusconi lo candida in funzione anti-Storace? «Macché! Storace è morto da solo. Non prenderà nemmeno un voto. Ciarrapico è candidato perché ha dieci quotidiani. Possono tornare utili».Quel suo cognome, Mussolini, attrae voti? «Quel cognome fa prendere voti perché davanti c'è il mio nome, Alessandra». Lei cosa pensa del fascismo? «Oggi si può dire fascista qualcuno come Ciarrapico. O qualche anziano nostalgico. O qualche giovane affascinato dalla figura di mio nonno, vero rivoluzionario. Sarebbe però assurdo riproporre il fascismo, che è morto con Mussolini e appartiene alla storia. La gente non è interessata a fatti superati, si occupa di come trovare i soldi per la spesa. Quelli che hanno paura del fascismo possono stare tranquilli».Nel Ppe, nessun problema per Alessandra. Probabilmente.Candidata Pdl Alessandra Mussolini

BRESCIA. MAZZOLENI CANDIDATO CON LA SINISTRA ARCOBALENO

La Sinistra Arcobaleno corre alle amministrative con il candidato sindaco Emilio Del Bono.
Mazzoleni, presidente Arcigay Brescia, candidato per SA in consiglio
venerdì 14 marzo 2008 , di
Il giornale di Brescia

LOGGIA 2008 Donatella Albini resta capolista, ma non corre più alla carica di sindaco La Sinistra arcobaleno è con Del Bono Nella lista massima attenzione alle quote rosa: il 50% dei candidati è donnaLa Sinistra Arcobaleno corre alle amministrative con il candidato sindaco Emilio Del Bono. La lista dei candidati del partito per il Comune è stata presentata ieri in piazza della Loggia.«Proponiamo venti donne e venti uomini perché la società è composta da due generi ciascuno con le proprie specificità e avvertiamo l’esigenza di testimoniarle entrambe nel governo della città» spiega Donatella Albini, candidata sindaco prima dell’accordo con il Partito democratico e ora capolista. Tra i candidati figurano Giannarosa Baresi, segretaria provinciale di Rifondazione comunista, Carlo Colosini dei Comunisti italiani, Flavia Piccinelli di Sinistra democratica, l’ex presidente Uisp Ivano Baldi, il fotografo Giuseppe Damiani. E ancora Manuela Fazia, presidente dell’associazione lesbiche Pianeta Viola, Maurizio Forcella, Gloria Gobetto, Lamberto Lombardi, Sergio Mazzoleni, presidente di Arcigay, il musicista Gualtiero Rivarola, Antonella Schibuola e Gloria Sosta, presidente dell’associazione Lilyelbe per il supporto ai transessuali. I candidati più giovani - 20 anni - sono Valentina Lorini e Andrea Manzato. «Trovare un accordo con Del Bono non è stato difficile in quanto condividiamo la stessa idea di città - spiega Cristiana Manenti, coordinatrice Sd -. I punti di differenza sono stati tranquillamente superati e appoggeremo un nostro programma all’interno della coalizione. Il nostro è un progetto aperto alla società ma che parte dai partiti e dai movimenti della Sinistra e ne mantiene quindi le specificità». Filo conduttore del programma presentato dalla Sinistra Arcobaleno è la «partecipazione democratica alle scelte della città in funzione della costruzione di una comunità solidale». I principali temi oggetto d’attenzione sono «la tutela nel mondo del lavoro, la sicurezza e la deprecarizzazione. Grande attenzione sarà rivolta poi alle problematiche ambientali e sociali e al rispetto dei diritti di tutti coloro che abitano in città, che vi lavorano o che ne fruiscono in qualunque modo».Gianna Baresi sottolinea come «tra i candidati figurino alcuni storici membri delle realtà politiche cittadine e dell’associazionismo, che con le loro capacità si affiancano ai numerosi giovani candidati, che si propongono come pieni di energia per supportare il governo della città». A proposito del 50% composto dalle quote rosa, Donatella Albini spiega come «i nomi proposti non siano solo rappresentativi di una caratteristica biologica. Le nostre candidate sono donne che hanno veramente qualcosa da dire, per questo necessitano di visibilità». Ringraziando tutte le diverse realtà che l’hanno sostenuta, la capolista dice che il suo percorso, «anche se in modo diverso ora che non aspiro più alla carica di sindaco, proseguirà comunque in modo positivo».Manuela Fazia commenta infine come, dopo molti anni di attività nell’associazionismo, la politica rappresenti per lei un’«esperienza nuova», mentre Sergio Mazzoleni sottolinea «l’importante sostegno alla parità portato avanti dalla Sinistra Arcobaleno nei confronti di gay, lesbiche e transessuali».

GRILLINI SALE NEI SONDAGGI.

GRILLINI SALE NEI SONDAGGI.
IN UNA SETTIMANA DAL 1,1 AL 2,4

Rutelli perde quasi un punto
venerdì 14 marzo 2008 , da
Il Tempo

di Gabriele Santoro - Il Tempo
Corsa al Campidoglio, si riduce la forbice tra Francesco Rutelli (Pd) e Gianni Alemanno (Pdl) mentre resta stabile Francesco Storace (La Destra). Secondo i risultati del sondaggio Crespi sulle intenzioni di voto dei romani, infatti, il candidato Pd riceverebbe il 48% delle preferenze contro il 48,7 del precedente rilevamento del 6 marzo (il 1° marzo era al 49).Home Roma prec succ Contenuti correlati Rutelli: «Giovani architetti per una Capitale più moderna» La Tag Comunicazioni perde la vetta del girone Zeman: «Avversari superiori dal punto di vista tecnico» Incastrato nel trattore: ragazzino perde 5 dita A Ostia Antica il primo punto info del XIII Campidoglio, cala Rutelli. Alemanno in ripresa Più lieve la flessione per Alemanno (32,8, era al 33,0 il 6 marzo, 31,7 il 1 marzo), che guadagna così terreno sul rivale. Fermo all'11% Storace, che sembra aver trovato, almeno in questo momento, la sua dimensione elettorale. Scende all'1,2% (era al 1,9) Luciano Ciocchetti (Udc), così come Baccini (Rosa Bianca), oggi all'1,5 contro i 2,2 del 6 marzo. Più soddisfatto il socialista Franco Grillini, che dall'1,1 sale al 2,4. Calano di tre punti gli indecisi: erano al 17%, sono al 14. Nelle intenzioni di voto di lista per il Consiglio comunale il Pd si attesta al 35% (il 6 marzo era al 36,6), mentre il Pdl è al 31,3 contro il 32,5 del precedente rilievo. Dati che però vanno integrati con il lancio delle liste civiche per i due principali candidati: al 2,0% la lista per Rutelli (0,5% l'«Under 30»); al 3,3% la formazione per Alemanno. Cresce di un punto La Destra: è all'8,0%. Indecisi al 15% contro i 18,7 dello scorso sondaggio. Scende invece sotto il 50% Nicola Zingaretti (Pd) nella corsa per lo scranno più alto di Palazzo Valentini. Con il suo 49,5% (era al 51 il 6 marzo), entra in zona-ballottaggio. Il suo rivale Alfredo Antoniozzi (Pdl), però, si attesta al 28,5, perdendo un punto rispetto al precedente rilevamento. Buontempo (La Destra), come Storace, resta fermo (al 12); perde un punto l'Udc Dionisi (6%) mentre è degno di nota il 3,5 per cento di Eugenio Gemmo (Partito comunista dei lavoratori), che non era presente nel rilevamento del 6 marzo. Crescono gli indecisi: 16,5% contro 15. Le intenzioni di voto di lista per la Provincia vedono invece il Pd al 35,5% (era al 37), il Pdl al 31 (32,1). La novità sono le liste civiche: quella per Zingaretti è al 3,5, quella per Antoniozzi all'1,5. Indecisi al 18,5: erano al 16,5.

Mastella e i Gay

MASTELLA: I GAY?
IO E SANDRA NE CONOSCIAMO TANTI E CI SONO STATI VICINI


(ASCA) - Roma, 13 mar -
''Tra le tantissime persone che mi sono state vicine in questi mesi, ci sono in assoluto i gay. Sandra e io abbiamo tantissimi amici omosessuali che non ci hanno mai abbandonato''. Lo ha detto Clemente Mastella, segretario dell'Udeur, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per 'KlausCondicio', in onda su 'YouTube'. ''Non sono assolutamente contro la lobby gay . Infatti, reputo scandalosa ogni forma di discriminazione nei loro confronti. Nonostante cio' -ha aggiunto Matella-, sono sfavorevole al matrimonio tra omosessuali''. Sempre in tema gay, Mastella ha rivelato di essere stato in passato oggetto di avances maschili.''Mi e' capitato -ha raccontato- di rifiutare le avances di uomini. Come si fa in queste situazioni, si fa finta di non capire, si glissa. Avevo 18 anni e facevo un giro per l'Italia in treno, mi trovavo sulla linea ferroviaria Milano-Como. Quando arrivo' il controllore del treno capii il suo interesse nei miei confronti. Imbarazzato, feci finta di non capire e indirizzai la conversazione su altriargomenti''.


Invitamo a lasciare commenti su questo personaggio....

domenica 9 marzo 2008

SPAGNA: SFIDA ALL'ULTIMO VOTO

di BARBARA SPINELLI
La battaglia tra Josè Luis Rodriguez Zapatero e tra Mariano Rajoy non è solo un duello tra i leader di due partiti con opposte visioni politiche, ma anche un confronto tra due uomini con grandi differenze di personalità e carattere. A parte un inizio di carriera come insegnante di diritto, il premier spagnolo ha dedicato tutta la sua vita alla politica.

Zapatero

Nato il 4 agosto del 1960 a Valladolid, Zapatero fu il più giovane deputato mai eletto al Congresso spagnolo nel 1986, anche se dovette aspettare fino al 2000 prima di diventare segretario del partito socialista (Psoe), in seguito alle dimissioni di Joaquin Almunia. Il 14 marzo del 2004 vinse le elezioni, dopo che il partito popolare (Pp) di Rajoy, favorito nei sondaggi, fu accusato di aver indebitamente collegato all’Eta gli attacchi di Madrid. Poche settimane dopo l’insediamento, Zapatero mantenne la promessa fatta in campagna elettorale e ritirò il contingente spagnolo dall’Iraq. Un capitolo controverso dei suoi quattro anni alla guida del governo è stata la trattativa con i separatisti dell’Eta, duramente criticata dall’opposizione.L’esecutivo socialista ha poi approvato una serie di riforme sociali, comprese la legalizzazione dei matrimoni gay e la semplificazione delle procedure per ottenere il divorzio che hanno suscitato le critiche della Chiesa cattolica. Zapatero è noto per il suo temperamento socievole e ottimista. È sposato con Sonsoles Espinosa, cantante lirica, e ha due figlie. Con Rajoy - che ha puntato tutta la sua campagna sulla fermezza - ha in comune solo la città di adozione.
Rajoy, che compierà 53 anni il 27 marzo prossimo, è stato vice primo ministro e titolare del dicastero degli Interni del governo di Josè Maria Aznar al quale è succeduto alla guida del partito nel 2003.Nel 2004 l’allora candidato del Pp era dato favorito nelle elezioni politiche, ma il modo in cui il suo partito gestì gli attentati terroristici consegnò la vittoria a Zapatero.Oggi il leader conservatore tenterà la rivincita: ha puntato tutta la campagna elettorale sui problemi economici che la Spagna sta attraversando, ma anche sull’immigrazione, facendone un tema centrale di discussione. Rajoy è favorevole a una limitazione dei flussi di immigrati e a un inasprimento delle restrizioni sull’uso del velo islamico. È sposato con Elvira Fernandez e ha due figli. Ama gli sport, soprattutto ciclismo e calcio (è tifoso del Deportivo La Coruna).

GIOCHI GAY, LA DESTRA ALL’ATTACCO DELLA MELANDRI

La replica del ministro: «La cifra finanziata è solo lo 0,38% del fondo»
Sabato 08 marzo 2008 , da
L'Unità

di Alessandro Ferrucci

Si fanno le pulci. E gli si dà il clamore di un «elefante». Secondo il Giornale, il ministro Giovanna Melandri è da crocifiggere per un finanziamento statale di «dubbia» utilità: i Giochi olimpici dei gay in programma a Roma nel 2009 e organizzati dall’Arcigay. La somma? 55mila euro. Apriti cielo. «La cifra - precisa una nota del ministero - fa parte dei 15 milioni di euro complessivi a disposizione del Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale». Insomma solo «lo 0,38% del totale». Ma questo per l’esponente di Forza Italia, Isabella Bertolini, «poco importa. I Gay Games non hanno alcuna rilevanza, e quindi non dovevano avere il becco di un quattrino. Si elargisce pubblico denaro agli amici degli amici che organizzano un evento inutile».«Peccato» che oltre i Gay Games, il ministero finanzia altre «52 eventi e manifestazioni di diverse discipline». Nella lista dei progetti ammessi, sulla base dei criteri contenuti in un decreto ministeriale risalente al 25 giugno 2007, pubblicato su Gazzetta Ufficiale del 26 luglio 2007, «figurano eventi e manifestazioni relativi a numerosissime e diverse discipline sportive, a sport famosi e meno famosi, ricchi e meno ricchi, noti e meno noti», si legge in una nota del ministero guidato da Giovanna Melandri. «Nell’iter di selezione delle molte domande pervenute è stata soprattutto valutata la capacità, che è diffusa nell’intero settore sportivo italiano, di organizzare eventi di caratura e prestigio internazionale nonché di valorizzare il ruolo di promozione sociale (lotta alla discriminazione, inclusione etc) che può essere svolto dallo sport». Tra i tanti eventi, infatti, ne figurano alcuni molto noti come i Campionati Mondiali di nuoto che si terranno a Roma nel 2009 o la Finale di Champions League 2009 ed altri meno noti «ma di alto valore sociale come la Coppa del Mondo di pallacanestro per disabili che si terrà nel Lazio nel 2008 ed altre iniziative promosse dal Comitato Paralimpico Nazionale, i Giochi Europei Maccabi 2007, le Universiadi di Torino 2007 e la Homeless Cup di calcio». Anche quest’ultima messa all’indice dal Giornale come «prebende per sedurre l'elettorato progressista che rischia di scivolare a sinistra». Per loro 47mila euro mal spesi, nonostante, come ricorda il preambolo della Carta Olimpica, lo sport «ha come scopo di contribuire alla costruzione di un mondo migliore e più pacifico educando la gioventù per mezzo dello sport, praticato senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play». Ma, questo, a loro, non interessa; a loro piace più attaccare e cercare della raffinatissima ironia, mascherata da spunto di riflessione: «In cosa consistono le olimpiadi gay non lo sappiamo...» si chiede, appunto, un «incuriosito» Paolo Bracalini. Forza delle elezioni.

sabato 8 marzo 2008

Ma il «laboratorio arcobaleno» va in crisi nel Veneto.

da il Manifesto - 8 Marzo 2008

Nel mirino Caruso e Zanella

Pdci e Sd contro la candidatura del«disobbediente», tre Verdi si autosospendono per protesta contro la designazione della compagna di partito Ernesto Milanesi Venezia Francesco Caruso? Indesiderabile in Veneto,tanto da far «congelare» le candidature di Sd. LuanaZanella? Fa «autosospendere» tre componenti dell' secutivo regionale dei Verdi. Il cartello elettorale della Sinistraarcobaleno perde i pezzi prima ancora di depositare leliste. Il ministro della solidarietà Paolo Ferrero (capolista in Veneto 1 contro Massimo Calearo) è il solonome su cui non si è concentrato il fuoco incrociato diveti, risentimenti, accuse, mal di pancia e polemiche. Tutti contro tutti. Basta un pretesto a riaccendere le guerre interne. Rifondazione in Veneto 2 fatica a digerire il compromesso fra Gino Sperandio capolista e l'arrivo di Caruso. Il deputato uscente è finito nel mirino dei Disobbedienti, del Pdci e di Sd. Caruso farà davvero fatica a far campagna elettorale a Nord Est. Un esplicito veto politico ha poi stoppato l'ipotesi di inserire Alessandro Zan nella testa di lista. Il giovane consigliere comunale di Sinistra laica, presidente regionale di Arcigay, «inventore» dei Pacs per via anagrafica, a Padova avrebbe rappresentato un netto segnale politico.
Non ha scalfito il muro dei vertici di partito che, a Roma come a Venezia, hanno dettato legge. Sul nome di Zan, in particolare, si è consumato il braccio di ferro interno ai Verdi: il presidente Alfonso Pecoraro Scanio ha dovuto prendere atto del secco rifiuto opposto dai Verdi «disobbedienti»; da sinistra nessuno ha provato ad insistere. Il puzzle si è così giocato lontano dal Veneto. La lista del senato (seggio tutt'altro chematematico) prevede in cima lo storico Nicola Tranfaglia, seguito da Anna Donati dei Verdi e Luisa Calimani (consulente del ministro Di Pietro) per Sd. Alla camera, un seggio in ognuna delle circoscrizioni: forse, una possibilità per Luana Zanella alle spalle di Ferrero.
Scelta che ha sancito la spaccatura del Sole che ride. Giuseppe Campagnari, Rosanna Rosato e Michele Garavello dell'esecutivo regionale hanno reso pubblico il loro ssenso, condiviso da Erasmo Venosi e Claudio Magagna, presidenti delle federazioni di Vicenza e Verona. I tre sisono autosospesi proprio a causa della ricandidatura di Zanella, che è anche assessore alla cultura nella giunta Cacciari a Venezia. «Una scelta che nega i meccanismi della democrazia rappresentativa e introduce elementi di discrezionalità contro le prerogative e le istanze del territorio che ancora una volta deve subire decisioni presedall'alto, senza che si valorizzino le tante personalità ecompetenze impegnate nel nostro territorio», spiegano i tre membri dell'esecutivo dei Verdi. E scatta pure il ritiro dei candidati indicati dalle due Federazioni locali del Sole che ride. Insomma, il «laboratorio arcobaleno» del Veneto ha finito per far esplodere le contraddizioni già manifestate all'interno dei «cantieri». Più che unificare, cambiare, dar voce al nuovo si preferisce presidiare i piccoli orticelli escavare la trincea che storicamente oppone leadership consolidate da un quarto di secolo. A sparigliare il quadroci prova, invece, in solitudine Carlo Covi. Eletto in regione all'epoca dell'Ulivo, ha anticipato il progetto (fallito) del Pse in chiave veneta e ora raccoglie le firme per presentare la nuova lista: Intesa Veneta con assessori,consiglieri e soprattutto militanti sulla linea d'ombra del «socialismo di base» declinato in chiave regionale. Un test politico di pura testimonianza, utile però in vista dellecomunali 2009.

ALEMANNO, CON GRILLINI BATTAGLIA PIU' APERTA CHE MAI

Candidatura seria

venerdì 07 marzo 2008 , da
Gaynews
Roma, 7 mar - 'La candidatura di Grillini al Campidoglio e' un segnale importante che mostra come le sponde siano alternative e la battaglia e' piu' aperta che mai'.
Cosi' Gianni Alemanno, candidato del PdL al sindaco di Roma, prima di entrare al convegno in corso all'auditorium della Conciliazione su 'Vita, famiglia, educazione. Nel cuore della politica'.

PRC, LE DONNE CONTRO LUXURIA «IN SICILIA NON LA VOGLIAMO»

Raccolte 200 firme: toglie il posto a una deputata sabato 08 marzo 2008
di il Corriere della Sera

DAL NOSTRO INVIATO PALERMO — Candidano Luxuria nella terra che cinema e letteratura un tempo raccontavano con la macchietta dei «masculi » focosi, delle passioni brancatiane, di un malinteso onore non solo di stampo mafioso, e a Palermo esplode la rivolta. Non degli omini tutti d'un pezzo. Ma delle donne comuniste e di area che al candidato trans preferiscono una di loro. Come si legge in un appello fino a ieri sera sottoscritto da duecento firme raccolte contro «l'imposizione romana».Accordi di vertice della Sinistra Arcobaleno e «porcellum» portano infatti Vladimir Luxuria in Sicilia dove, per farle posto alla Camera, deve spostarsi in seconda posizione al Senato la deputata uscente di Rifondazione, Daniela Dioguardi. Col rischio di non essere eletta. Un insidioso «fatti più in là» perché lo sanno tutti che sarà difficile conquistare l'otto per cento indispensabile a Palazzo Madama. E implacabili le compagne della Dioguardi sferzano: «Eravamo ragionevolmente sicure che, pur nella nefandezza del "porcellum", le segreterie di partito avrebbero valorizzato le intelligenze, le passioni e le risorse di cui la Sicilia dispone».Libertaria, anarcoide e fuori da ogni schema, proprio non ci sta Luxuria a passare per l'invasore, mentre le leggono alcune firme pesanti come quelle di Rita Borsellino e Pina Grassi. E mentre prepara le valigie per il trasloco elettorale a Palermo la rasserena solo una telefonata: «Mi ha chiamato la stessa Dioguardi spiegandomi che non è un documento contro di me, semmai contro i vertici. Anche perché io non ho partecipato ai giochi per stare qui o lì. Né la mia è una candidatura blindata. Siamo tutti a rischio».Nessuno dirà mai che non vogliono un trans candidato nella loro circoscrizione, ma sembra aleggiare perfino questo vago e acido dubbio nella ribellione. Anche se la prima a sfrondarlo è proprio la Dioguardi, colonna portante delle battaglie civili, moglie di Armando Sorrentino, avvocato di parte civile in tanti processi contro Cosa Nostra. E per questo Rita Borsellino la chiama: «Non capisco una simile scelta. Ovvio che dovresti essere tu la candidata. Ma io ti sosterrò comunque». E Pina Grassi: «Con te va premiato l'impegno per una Sicilia perbene ». E un'altra storica protagonista delle battaglie femminili, Bice Salatiello, animatrice dei gruppi volontari di quartieri a rischio come lo Zen: «Che c'entra Luxuria a Palermo? Proprio in questa realtà così difficile dovevano candidarla? Come lo spieghiamo alle donne e agli uomini dello Zen?».Quesiti che rimbalzano a Roma, dove Luxuria, rincuorata dalla solidarietà di Arcigay Sicilia, esclude che l'isola non sia il posto giusto per lei: «Sono nata a Foggia. Chi avrebbe detto che un omosessuale dichiarato come Nichi Vendola sarebbe diventato presidente della Regione? E si pensa ormai a Rosario Crocetta come mitico sindaco antimafia di Gela, non come gay. Siamo cresciuti tutti in questo Paese. E sono sicura che gli uomini siciliani siano più aperti e ospitali di come vengono immaginati». Resta il nodo di quelle firme che oggi saranno portate al segretario regionale di Rifondazione Rosario Rappa, gran mediatore pronto intanto a tamponare i sospetti: «Luxuria non è l'attricetta che potrebbe proporre Berlusconi. Che in alcune fasce possa esserci qualche problema lo so, ma non è candidatura da velina perché parla a un mondo enorme, vasto, diffuso... ». E rilancia l'obiettivo della speranza: «Fare eleggere tutte e due, Daniela e Vladimir».Felice Cavallaro Alla Camera Vladimir Luxuria (Prc)

PDL: OLIARI (GAYLIB), DEVE APRIRE A DIRITTI OMOSESSUALI

PDL: OLIARI (GAYLIB), DEVE APRIRE A DIRITTI OMOSESSUALI
RICONOSCERE COPPIA OMOAFFETTIVA SENZA DIRITTO ADOZIONE


Sabato 08 marzo 2008 , ADN Cronos

Milano, 8 mar. (Adnkronos) - Nel centrodestra c'e' "ancora una certa chiusura nei confronti dei diritti degli omosessuali. E' indispensabile" cambiare atteggiamento. Enrico Oliari, presidente di Gaylib, l'associazione degli omosessuali di centrodestra, e' venuto al Palalido di Milano per ascoltare Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.In alto sulla gradinata inalbera un piccolo stendardo dell'associazione fondata nel 1997, che spunta tra grandi striscioni ("Silvio, Bergamo e' con te", "Missaglia c'e' e non vota comunista", "Busto Arsizio per la liberta'"). Gaylib, spiega Oliari, lancia l'idea del "riconoscimento dell'unione omoaffettiva, cioe' della sola coppia gay. E' esclusa la possibilita' di adottare minori, perche' va considerato il diritto del bambino di essere adottato e non quello della coppia da adottare".Segnali di apertura dai vertici non ce ne sono stati, dice Oliari, ma "devo dire che ci sono stati cambiamenti sensibili nella base, e pian piano saliranno". Secondo Oliari, che milita a destra dai tempi dell'Msi, "bisogna continuare a insistere per cambiare la mentalita' del centrodestra. In tutta Europa la coppia gay e' riconosciuta, tranne che in Irlanda e in Austria. L'Italia e' stata superata dal Venezuela e dal Sudafrica". Non e' una tematica che interessa poche persone: "Secondo l'Oms in Italia ci sono 3-4 mln di omosessuali", spiega. "Noi - conclude - non attacchiamo
la famiglia tradizionale: il vero attacco alla famiglia non viene dai gay, ma dall'alto costo della vita".

Arcigay Roma su Rutelli

ARCIGAY, CONTENTI CHE RUTELLI HA INSERITO I NOSTRI 5 PUNTI NEL PROGRAMMA MIGLIORAMENTO SERVIZI ANCHE PER LE COPPIE DI FATTO

venerdì 07 marzo 2008 , di gaynews


Roma, 7 mar. (Adnkronos) - 'Abbiamo appreso stamane che Francesco Rutelli, candidato a Sindaco di Roma, ha inserito tutti i nostri 5 punti nel programma, che gli avevamo presentato alcuni giorni fa durante l'incontro che abbiamo avuto con lui: l'impegno contro qualsiasi discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale a Roma e contro ogni persecuzione nel mondo conferma e miglioramento dei servizi per lesbiche gay e trans, che debbono valere anche per le coppie di fatto; costante attenzione e verifica delle condizioni di vita della comunita' lesbica, gay e trans sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali e politiche della comunita' lesbica, gay, e trans iniziative nelle scuole per contrastare i fenomeni di bullismo e omofobia'. Lo sottolinea Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma."Nel rapporto tra Rutelli e la comunita' lesbica, gay e trans pesa ancora molto il ritiro del patrocinio del Comune di Roma al World Pride del 2000 e le politiche portate avanti da segretario della Margherita - afferma- con la nota di oggi speriamo si apra una nuova fase. Apprezziamo la sua totale adesione alla piattaforma di Arcigay e Arcilesbica perche' puo' ricominciare il dialogo interrotto qualche anno fa, fiduciosi anche dei suoi collaboratori che speriamo facciano parte della sua squadra di governo della citta'."

UDC contro Rutelli su aperture ad Arcigay

CIOCCHETTI (UDC), GRAVE APERTURA RUTELLI ALL'ARCIGAY
"Rutelli e' capace di fare accordi con chiunque ma Roma non e' la nuova Babilonia!"

venerdì 07 marzo 2008 , di
ADN KRONOS

Roma, 7 mar. (Adnkronos) - ''Roma non ha bisogno di un centro internazionale di cultura omosessuale, come non ha bisogno di un sindaco che dia sostegno e riconoscimento alle iniziative culturali e politiche della comunita' trans''. Lo dichiara il candidato sindaco di Roma dell'Udc Luciano Ciocchetti."Il fatto che l'Arcigay - aggiunge - abbia inserito nel programma di Rutelli i propri punti programmatici e' un fatto molto grave che deve far riflettere i cattolici e tutti i moderati della citta'. Sappiamo fin troppo bene che dietro le iniziative delle associazioni degli omosessuali e affini, si nascondono sempre duri e pesanti attacchi alla Chiesa Cattolica e al Santo Padre. Non e' cosi' che si rilancia l'identita' cristiana della citta'. Capisco che per qualche voto in piu' Rutelli e' capace di fare accordi con chiunque maRoma non e' la nuova Babilonia!".

GRILLINI: Presentazione candidatura SINDACO di ROMA

Dalle ore 10,00, all’Auditorium del Massimo, via M. Massimo 1 (EUR) si è terrà la manifestazione nazionale del Partito socialista. I lavori saranno aperti dal candidato sindaco socialista a Roma FrancoGrillini.
Nel corso dei lavori, che verranno chiusi dal candidato premier Enrico Boselli alle ore 18, verranno illustrati i principali punti del programma e interverranno numerosi esponenti del Partito socialista.
ricorda una nota dello staff del neocandidato, sono portatori di ‘creativita’ e trasgressione a servizio della citta’. Berlino, prosegue la nota , e’ la piu’ grande metropoli governata da un omosessuale Klaus Wowereit, membro del partito social democratico. E’ stato eletto nel 2001 con il 31,4% dei voti. Il suo coming out risale al 2001 quando dichiaro: ‘Sono gay, ed e’ ok’.La seconda citta’ per dimensione governata da un sindaco gay dal 2001 e’ Parigi con Bertrand Delanoe’ che anche potenziale candidato alle presidenziali francesi del 2012. Ha annunciato nel 1998, nel corso di una intervista televisiva di essere omosessuale.Al terzo posto, conclude la nota, Amburgo con Ole von Beust eletto nel 2001. In Canada e’ sindaco e attivista omosessuale di Winnipeg dal 1998 Glen Murray. In Italia l’unico sindaco dichiaratamente omosessuale e’ Rosario Crocetta di Gela.

>> grillinisindaco.it <<

venerdì 7 marzo 2008

L'APPELLO DELL'ARCIGAY, VOTATE ZAPATERO!


SPAGNA: L'APPELLO DELL'ARCIGAY, VOTATE ZAPATERO

Con un banner apparso da ieri sul sito di Arcigay
http://www.arcigay.it l'associazione nazionale lesbica e gay italiana si schiera per le elezionipolitiche con il PSOE e il suo leader Zapatero. E' quanto afferma AurelioMancuso Presidente nazionale Arcigay che aggiunge: "Non potendoci in Italiaesprimere su nessun candidato o lista realmente rappresentativi delle nostrerivendicazioni, almeno possiamo con gioia dare indicazione a tutte e tutti glispagnoli di andare a votare e scegliere Zapatero". "Se il leadersocialistavincera' - dice ancora Mancuso - sara' un successo per tutto il popolo europeodei diritti, delle liberta', dell'uguaglianza, del rispetto delle differenze,della lotta contro ogni forma di machismo criminale e odio omofobico. Zapateroha condotto una campagna elettorale contro un PPE forte dell'appoggioesplicito e militante della gerarchia cattolica, che da sempre e' avversa alleriforme civili introdotte dal premier, tra cui l'estensione del matrimonio aigay e alle lesbiche. Per cui il nostro grido in queste ore e': Forza Zapatero!La tua politica ci piace!"....Potessimo dirlo anche in Italia...".

Leggi l'Articolo su REPUBBLICA ONLINE

Rutelli su Grillini

ROMA; RUTELLI,GRILLINI SINDACO? NOI CONVERGENZA CON ARCIGAY
Ho incontrato nei giorni scorsi i responsabili dell'Arcigay di Roma con i quali abbiamo trovato una solida convergenza venerdì 07 marzo 2008 , di ansa

ROMA, 7 MAR - 'Sinceramente non so di cosa parlera' Grillini, per me ogni candidatura e' rispettabile come le altre': risponde cosi' Francesco Rutelli, intercettato in un bar da un cronista, a proposito della possibilita' di una candidatura di Franco Grillini a sindaco di Roma.'Ma un punto mi e' chiaro', aggiunge Rutelli: 'Ho incontrato nei giorni scorsi i responsabili dell'Arcigay di Roma con i quali abbiamo trovato una solida convergenza su alcuni precisi punti che entreranno nel nostro programma di governo per la citta''.'Tra questi - sottolinea il candidato sindaco - l'impegno contro qualsiasi discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale a Roma e contro ogni persecuzione nel mondo; conferma e miglioramento dei servizi per i romani, che debbono valere anche per le coppie di fatto; costante attenzione e verifica delle condizioni di vita della comunita' 'lgbt'; iniziative nelle scuole per contrastare i fenomeni di bullismo e omofobia'. 'Abbiamo inoltre convenuto - conclude Rutelli - sulla nascita nella Capitale di un centro internazionale di cultura omosessuale che possa essere un luogo di confronto, dialogo e crescita culturale. Si tratta di cinque punti importanti per una citta' moderna, plurale, aperta a tutte le culture e rispettosa di tutte le identita''.(ANSA).

FRANCO GRILLINI CANDIDATO SINDACO A ROMA

E' stata ufficializzata questa mattina presso la sede del Partito socialista a Roma la candidatura a sindaco di Franco Grillini.Alla conferenza stampa hanno partecipato Enrico Boselli, leader del Partito socialista, Bobo Craxi, Gavino Angius e Roberto Villetti. (AGI)

- Roma, 7 mar. - "Non e' possibile lasciare ai romani lasola possibilita' di scelta tra un candidato papista e uno deiclericofascisti. Noi non vogliamo che Roma sia governata dalladestra, la peggiore destra in Italia, ma vogliamo riportare itemi del socialismo e della laicita' a Roma e quindi inItalia". Cosi' Franco Grillini ha annunciato ufficialmente lasua candidatura a sindaco di Roma e, nel farlo, ha spiegato che"la decisione e' arrivata dopo il rifiuto e la discriminazioneinspiegabili e inspiegati che il Pd ha fatto nei confronti delPartito Socialista". Per l'annuncio dell'inizio della corsa alCampidoglio, la sede prescelta e' stata quella della 'casa'storica del Partito Socialista a Roma, i locali del civico 26di piazza San Lorenzo in Lucina. Accanto al candidato siedono imaggiorenti del Partito Socialista: il vicepresidente delSenato Gavino Angius, il presidente del partito Enrico Boselli,il segretario romano Atlantide Di Tommaso e Alberto Benzoni,gia' vicesindaco con Luigi Petroselli. E' il candidato del Pd,Francesco Rutelli il primo bersaglio di Grillini: "E' statoprotagonista della spinta anti socialista nel Pd - spiega - eRutelli e' stato il sindaco che nel 2000 ritiro' il patrocinioal World Pride". Continua, il candidato, a citare i passaggiche, a suo dire, rendono impraticabile la strada di unapparentamento tra socialisti e Pd, dal referendum sulla legge40 al muro contro muro che, in Campidoglio, il Pd ha opposto alRegistro delle unioni civili. Enrico Boselli ricorda di essere"rimasto colpito dalla decisione che Walter Veltroni prese duemesi fa quando, alleandosi con la destra, impedi' l'istituzionedel Registro delle unioni civili, lasciando in questo modo 60mila coppie romane prive di diritti. I sindaci socialisti diParigi e Londra si sarebbero vergognati". Di fronte a questoprecedente il presidente dei socialisti sente di poter dire che"da sindaco Rutelli fara' anche di peggio. Per questa ragionepenso sia giusto scendere in campo". (AGI)

ZAN RINUNCIA: «MANCA LA VOLONTA' POLITICA»

Escluso dalla testa della lista arcobaleno preferisce non farsi paracadutare altrove
giovedì 06 marzo 2008 -
Il Mattino di Padova





A metà pomeriggio, ha preferito rinunciare. Di sicuro, non per far contenta la consigliera comunale dei Verdi Aurora D’Agostino («candidata, se serve, solo per spirito di servizio»). Alessandro Zan laicamente ha preso atto che mancava la volontà politica di inserirlo nella testa di lista arcobaleno alla Camera. «Resto a disposizione, pronto a fare la mia parte nella campagna elettorale. Per far vincere la sinistra a Padova. In nome delle idee programmatiche che non ammettono ambiguità: difesa dei diritti anche civili, laicità, tutela del lavoro e dell’ambiente», spiega il consigliere comunale che è anche presidente regionale dell’Arcigay. Una decisione che era nell’aria: Zan non era disponibile a farsi «paracadutare» altrove.Le ultime telefonate con Roma hanno fatto maturare la scelta di Zan, che tuttavia non rinuncia al suo ruolo politico. Anzi.«Sono molto felice che sia il ministro Ferrero a guidare la nostra lista. E’ la miglior risposta alla candidatura di Calearo che davvero produce un vulnus rispetto alla storia del centro-sinistra nel Veneto. Ma conosco bene e da tempo anche Luana Zanella: una bravissima persona» spiega il consigliere di Sinistra laica.Zan guarda sempre verso Madrid, non solo in materia di tutela delle coppie di fatto: «Bisogna imparare da Zapatero, che con chiarezza e senza paura indica le scelte di campo e ottiene la fiducia degli elettori».Una lezione che Zan è prontissimo ad applicare nelle prossime settimane: «Il Pd, proprio con Calearo, ha alzato la posta. Punta ad annullare la sinistra in Veneto. Al contrario, si tratta di dare più forza alla sinistra arcobaleno che interpreta la vera alternativa a Berlusconi».Zan avrà tempo e modo di spendere ancora la sua candidatura. Da protagonista, non solo a palazzo Moroni. (e.m.)

Zan escluso da Sinistra Arcobaleno

Zan escluso da Sinistra Arcobaleno, bene le candidature DeSimone e LuxuriaSiamo molto dispiaciuti per l'esclusione di Alessandro Zan,presidente veneto e della Segreteria nazionale di Arcigay,dalle liste di Sinistra Arcobaleno. I partiti padovanidell'alleanza avevano sottoscritto un documento a sostegnodella sua candidatura, e tutte le realtà territoriali venetedi Arcigay avevano chiesto un segnale positivo. Purtroppo,così com'è avvenuto anche per altre candidature indipendenti, il tavolo nazionale ha escluso un'assunzione collettiva diqueste figure, determinando nei fatti un veto incrociato,che ha tolto cosi spazio a personalità che avrebberocertamente dato il senso di un'apertura nei confronti dellasocietà civile e dell'associazionismo.Siamo inoltre ancora in attesa di conoscere in qualeposizione sarà collocata la candidatura di GianpaoloSilvestri, fondatore Arcigay e senatore uscente.Per quanto riguarda Sinistra Arcobaleno salutiamopositivamente le candidure delle due parlamentari uscentiTitti De Simone e Vladimir Luxuria, rispettivamentecapolista in Basilicata e in seconda posizione in Sicilia 1.Come per tutti i candidati del movimento omosessuali e peratri candidati lgbt presenti in altre liste, Arcigay lesosterrà convintamente.

Aurelio Mancuso
Presidente nazionale Arcigay

CASO CONCIA, ARCIGAY NON E'CONTRO

CASO CONCIA, ARCIGAY NON E'CONTRO
Mancuso: "Paola, se come sono certo sottoscriverà la piattaforma del Roma Pride 2007, sarà sostenuta da Arcigay" mercoledì 05 marzo 2008 - L'Unità

di Aurelio Mancuso
Presidente nazionale Arcigay


Sono alcuni giorni che è montato il caso inesistente Arcigay versus Paola Concia. Si continua con articoli sui giornali, dichiarazioni ed esternazioni di tutti i tipi a sottolineare come la cattiva Arcigay abbia ingiustamente redarguito l'esponente lesbica del PD, senza averne, come si legge martedì sulla lettera pubblicata a firma di Cristina Mastropiero su l'Unità, la titolarità. Si coglie l'occasione nella lettera per formulare pesanti giudizi sul movimento, i suoi leader, la capacità reale di incidere. Insomma siamo alle solite, ma non ci scomporremo certo, per attacchi che solitamente giungono dal centro destra o dalla destra estrema, invece da qualche tempo anche dal centro sinistra. Non sta a noi difendere il nostro lavoro, certo ci compete il compito di respingere al mittente una rappresentazione di Arcigay quanto mai bislacca, probabilmente dovuta, per stessa ammissione dell'estentrice dello scritto, di scarsa conoscenza del movimento. Ciò che è stato vigliacco è di aver sapientemente capovolto il senso delle nostre affermazioni, e di averci consegnato, quasi non se ne vedesse l'ora a quel ruolo di giuria di qualità del Festival di Sanremo (toccateci tutto, ma non Sanremo!), come a dire: "sono quattro sfigati lasciateli dire, noi siamo il popolo e andiamo avanti". È vero noi siamo niente rispetto ai conciliaboli dei salotti buoni della politica, alle potenti reti di cripto lesbiche e cripto gay che nelle ristrette stanze muovono pedine e determinano fortune e disgrazie. Alcuni di noi conoscono questo partito quando si chiamava PCI, poi PDS, poi DS, e ora PD. Conosciamo le liturgie, la forza della relazione diretta, dell'essere presenti nelle stanze nazionali, ecc. Siamo, quindi, consapevoli dei poteri che abbiamo di fronte. La candidatura di Paola Concia è un fatto interno al PD, di cui siamo contente e contenti, per lei, anche se sarebbe ragionevole aspettarsi, come avviene in tutti i partiti del socialismo europeo e di centro sinsitra, che non fosse l'eccezione. Il suo lavoro è utile, ed è figlio delle battaglie interne che in oltre vent’anni molti di noi hanno condotto dentro quel partito. La nostra dura presa di posizione si è determinata il giorno dell'uscita dell'articolo sul Corriere della Sera, dove è apparso chiaro, che si è voluto confezionare un attacco diretto ad Arcigay per promuovere la candidatura di Paola. Si è tentato di accreditare che alla mia inesistente certa candidatura in Sinistra Arcobaleno il PD dovesse contrapporre la candidatura della Concia. Per com'era costruito ed enfatizzato si voleva anche affermare che era ormai stata consumata una rottura storica tra Arcigay e il PD. Insomma un bell'uragano, da cui Paola non si è sottratta, forse per non compromettere la sua candidatura. Ci dispiace questo tipo di campagna è lontano dalla nostra storia e dal nostro faticoso agire quotidiano. Arcigay è una rete dove militano migliaia di gay e di lesbiche, organizzata in oltre 50 comitati provinciali, un centinaio di punti d'aggregazione, servizi, telefoni amici, attività culturali, gruppi giovani, strumenti d'ascolto e aiuto contro le discriminazioni. Si può tutto ridurre, si può giudicare con la puzza sotto il naso, tipica dell'intellettualismo, ma poi non si attendano risposte miti. Siamo orgogliosi di rappresentare un'avventura collettiva che ha cambiato la cultura di questo paese, e fatto emerge un'enorma soggettività lesbica e gay e non abbiamo bisogno di sottoporci ad esami richiesti da chi non sa nemmeno di cosa parla. Noi non siamo niente, ripeto, rispetto al grande partito, che può anche decidere di non avere relazione con chi da venticinque anni mette la sua passione al servizio delle lesbiche e dei gay italiani auto finanziandosi, senza aver avuto un aiuto dalla sinistra politica e culturale di questo paese, senza aver potuto contare su posizioni e valori chiari da parte del più grande partito del centro sinistra. Nonostante questo, altri omosessuali visibili, in posizione non certa si candidano nelle liste del PD: Andrea Benedino, Ivan Scalfarotto, Fabio Omero, a loro va il nostro apprezzamento, così come ai candidati gay, lesbiche e trans in altri partiti.Ribadisco che Paola, se come sono certo sottoscriverà la piattaforma del Roma Pride 2007, sarà sostenuta da Arcigay e, visto che è candidata in Puglia potrà forse comprendere meglio che non tutto si gioca a Roma, ma anche nella vasta e complessa provincia italiana, dove Arcigay si trova a fronteggiare situazioni personali e collettive drammatiche, senza distinzione di posizionamento sociale. Sarà utile, se lo si vorrà, dopo le elezioni riflettere bene, perché non serve a nessuno avere atteggiamenti di rimozione di questioni che attengono anche, e questo sì un partito deve tenere conto, al consenso e alle positive relazioni sociali.

Salvatore Cannavò racconta la sua esperienza

Salvatore Cannavò racconta all'Assemblea della LA SINISTRA e L'ARCOBALENO la propria esperienza di omofobia.

GRILLINI (PS) SOCIALISTI ROMPICOGLIONI

GRILLINI (PS). SOCIALISTI "ROMPICOGLIONI"?
PER DIFENDERE LAICITà E DIRITTI CIVILI Il Pd sta mettendo le basi per una dittatura clericale
mercoledì 05 marzo 2008:
comunicato stampa


Il Pd dice che i Socialisti sono "rompicoglioni"? Hanno perfettamente ragione. Lo siamo quale ultimo baluardo a difesa e promozione di laicità e diritti civili.Il fritto misto nelle candidature del Pd con una bella coalizione di signorine-grandi-firme, chiarisce una volta per tutte che laicità e diritti civili non sono certo la principale preoccupazione di un Pd che per Veltroni è già al 100% dei sondaggi.Il Pd sta mettendo le basi per una dittatura clericale e vorrebbe cancellare dalla campagna elettorale i temi eticamente sensibili sui quali è totalmente incapace di operare proposte propositive ed avanzate. Non parliamo poi della candidature a Roma...E' inevitabile che una forza socialista laico e libertaria ed incazzata rappresenti il massimo del "rompicoglioni" possibile.Lo saremo per tutta la campagna elettorale, e soprattutto nel prossimo Parlamento.

On. Franco Grillini

Sono Gay e sono incazzato

C'E' CHI PUNTA SUL CILICIO E CHI INVECE...

E’ partita da qualche giorno una campagna del Partito Socialista che ha come protagoniste le
categorie “incazzate”, o almeno alcune di esse, del nostro Paese. Tra i vari soggetti uno è dedicato a noi omosessuali. Al di là di tutto è veramente bello vedere finalmente una campagna elettorale in cui c'è un partito che non si vergogna a trattare certi temi tanto da farci apposito battage.
E’ bello vedere un partito, quello socialista, che assolvendo al ruolo che gli è proprio da più di cento anni svolge la sua attività politica a favore di quelle categorie che subiscono le ingiustizie più grandi. Insieme alle donne, agli anziani, ai giovani precari si è avuto l’ardire di mettere anche i gay. Che dire di più? Complimenti!




Da Rosa Arcobaleno (GLBT Socialisti)

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento - Blog di informazione e discussione politica a cura di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona