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martedì 22 aprile 2008

Paola Concia: "Se vince Alemanno comunità gay cancellata"

Gay.it - Daniele Nardini
Martedì 22 Aprile 2008


Previsioni funeste da parte di Paola Concia, l'unica eletta lgbt in Parlamento, in caso di vittoria di Alemanno alle elezioni amministrative per il Comune di Roma. E su Moggi dice...


Ultimi scampoli di campagna elettorale per i due candidati a sindaco della Capitale. Francesco Rutelli per il Partito Democratico sfida Gianni Alemanno per il Popolo della Libertà. Ma sull'esponente del centrodestra Anna Paola Concia, deputata PD e portavoce del Tavolo LGBT del PD, ha qualcosa da dire.

Onorevole Concia perché gay e lebsiche romani dovrebbero votare per Rutelli?

Votare Rutelli è l'unico modo che abbiamo per evitare che
Roma venga governata dalla forza più aggressiva e reazionaria d'Europa: la destra italiana è omofoba e violenta. Alemanno è stato nel governo che boicottato la direttiva europea contro l'omofobia nel lavoro, appena insediatosi al Ministero dell'Agricoltura, nel 2001, ha fatto benedire gli uffici occupati in precedenza da Pecoraro Scanio solo a causa dell'orientamento sessuale del leader dei Verdi, da Ministro ha partecipato a un rito neofascista nelle Marche e ancora oggi porta al collo una croce celtica simbolo dell'estrema destra. Bisogna aggiungere altro? Possiamo dire allora che il centrodestra romano pensa che noi siamo dei reietti e ha sempre condannato progetti come il Gay Village, la Gay Help Line, e quelli contro l'omofobia nelle scuole. In gioco c'è un'idea di comunità, di cosa vuol dire stare insieme. Rutelli non si è distinto negli ultimi anni sulle tematiche che ci stanno a cuore, ma è sostenuto da una coalizione dove ci sono donne e uomini che hanno fatto di Roma un esempio di città inclusiva, coinvolgendo le associazioni LGBT romane che hanno una grande storia e una grande autorevolezza. Ciascuna di loro, in modo diverso ha interloquito con l'amministrazione comunale, ha potuto lavorare e portare avanti la battaglia sui nostri diritti. Certo con alcuni limiti, ma c'è un terreno comune su cui lavorare.

Non pensa che far passare le istanze gay nel comune di Roma sarà più difficile con l'apparentamento con l'UDC anziché con i Socialisti?

L'Udc ha dato libertà di coscienza e non si è apparentata con nessuno. C'è bisogno che tutte le forze politiche e tutti i cittadini democratici dicano no a una deriva fascista. Perché la destra romana è ancora questo. Se vincesse Alemanno cambierebbe la nostra vita quotidiana: il nostro tessuto sociale verrebbe devastato e la comunità gay cancellata. Quella di
Roma è una sfida tra pluralismo e innovazione da una parte e violenza e dall'altra.


Parliamo dell'aggressione al Mieli: pensa anche lei che gruppi neofascisti o omofobi in generale si sentano legittimati dal risultato elettorale?


Lo spostamento dell'Italia a destra ha sicuramente legittimato l'uso della violenza da parte degli estremisti. Il Pdl e la Lega hanno un'anima intollerante: ha parlato alla paura della gente. In questi giorni si parla tanto di sicurezza e la destra strumentalizza la questione. Roma è una città sicura e plurale, la vittoria di Alemanno sdoganerebbe alcuni gruppi di facinorosi che si sentirebbero legittimati ad agire per "punire" i "diversi". L'abbiamo sperimentato con il fiorire di gruppi neofascisti quando Storace era presidente della Regione Lazio e lo riascoltiamo adesso da Maroni, ministro degli Interni in pectore, che lancia l'idea delle ronde autogestite dai cittadini. Chi ci dice che queste ronde non saranno impiegate da Alemanno per punire due gay o due lesbiche che si baciano o per "sorvegliare" il Gay Pride?

Lei che è anche una sportiva, che ne pensa delle frasi di Moggi secondo cui il calcio non è un mondo per gay?

Mi occupo da sempre di politiche sportive e ho seguito da vicino "Calciopoli" e "Moggiopoli" Secondo voi Luciano Moggi è uno che si può permettere di dire alcunché? Credo proprio di no. Detto questo anche Moggi è esemplare di un clima di intolleranza che agita l'Italia del dopo lezioni. Lui sa benissimo che nel mondo del calcio come in tutti i mondo esistono omosessuali, anche nella Juventus, come è giusto che sia. E Moggi è bene che sappia che la Federazione Internazionale Gioco Calcio ha firmato un accordo con la European Gay e Lesbian
Sport Federation, di cui faccio parte, in cui si impegna a lottare contro qualsiasi discriminazione verso gli omosessuali nel calcio. Che facciamo come al solito ci appelliamo all'Europa? Infine, conoscendo bene il mondo dello sport, vi dico che quando uno come Moggi butta così le mani avanti significa che la questione esiste. In Parlamento presenterò una proposta di legge contro l'omofobia e riguarderà anche il mondo dello sport. Sarà una dura battaglia visti i numeri che abbiamo, ma non per questo rinuncerò a combatterla.

sabato 19 aprile 2008

GLBT in fuga dall'Arcobaleno

«AVETE DIFESO I DIRITTI SOLO A CHIACCHIERE»
Gay in fuga dall'Arcobaleno
sabato 19 aprile 2008 , da Liberazione

Da Nord a Sud la delusione dell'arcipelago Gbltq: «perché il governo non è caduto sui Dico?»
di Davide Varì


«E perché mai avrei dovuto votare un partito che non è stato capace di portare mezzo risultato a casa e che ha sempre scelto e messo in primo piano la stabilità di un governo che ha sistematicamente ignorato i diritti delle persone omosessuali?». Il più duro è Marco, 37 anni, architetto, gay e compagno di Luca. Marco è uno dei tanti che il 13 e 14 aprile scorso ha scelto di non votare Sinistra arcobaleno. «Sì, non ho votato la sinistra, finora avevo sempre votato Rifondazione ma stavolta ho scelto di punirli per fargli capire che la loro presenza ha un senso ed un significato preciso: difendere i diritti dei più deboli. E non c'è dubbio che noi gay in questo momento siamo tra i più deboli».Un problema di leadership? «Nessun problema di persone, nessun problema di leadership. Io ho sempre creduto in Bertinotti, nella sua buona fede e nella sua passione. Ma stavolta la buona fede e la passione non bastano più. Avevamo anche un ministro in quel governo, che ci stava a fare?». Un'idea che riprende bene e rilancia anche Cristina Gramolini di Arcilesbica: «Neanch'io ho votato Sinistra, e anch'io ho deciso di non votarla dopo anni di "fedeltà"». I motivi? «Prima di tutto la grande disillusione per l'atteggiamento e la presenza di Rifondazione nel governo Prodi».«Una grande delusione politica soprattutto alla luce della modalità della crisi - spiega Paolo da Milano -. Possibile che abbiamo dovuto aspettare i problemi personali di Mastella per far crollare quel governicchio? Possibile che Rifondazione non abbia deciso di uscire impuntandosi, per esempio, sui Dico? Non ne valeva forse la pena? Di certo, se l'avesse fatto, sarebbe stata un'uscita di scena più dignitosa per tutti. Anche per Prodi».Insomma, un coro di proteste, quasi di risentimento quello che viene dal mondo omosessuale. Un esercito di voti negati proprio per punire il partito che più di ogni altro aveva dato loro tante speranze, tante illusioni. Ma insieme a tanta rabbia si affaccia anche la preoccupazione: «Certo - ammette ancora Cristina Gramolini - ora sono molto preoccupata dell'assenza di Rifondazione in Parlamento, ma se raggiungere il quorum significava proseguire su quella strada, allora è stato meglio non raggiungerlo». «Ricordate la mobilitazione del 20 ottobre? Ecco, noi di Arcilesbica abbiamo deciso di non aderire perché quella convocazione verbale senza alcuna prospettiva pratica non ci convinceva. Si è trattato di un appello solo verbale, verbale come la presenza di Rifondazione al governo».Un modo in subbuglio quello omosessuale. Un mondo articolato e complesso. Dentro si trova di tutto. E' uno specchio ristretto della società italiana che ha distribuito i proprio voti un po' ovunque. Sempre Paolo, militante dell'Arcigay di Milano - riporta la scelta di molti gay e lesbiche di votare addirittura per la Lega. «Certo, la Lega. Conosco molte persone che hanno votato per Bossi». Nonostante i messaggi così machisti e intolleranti? «Molti pensano che siano solo sparate, trovate di marketing politico per raggiungere la pancia delle persone».«Il fatto che molti elettori di Rifondazione pensino che la sinistra si occupi solo dei diritti dei gay, dei "froci", trascurando il lavoro o la lotta di classe, fa il paio con la convinzione di molti omosessuali del nord che pensano che la sinistra abbia trascurato sia i diritti dei lavoratori che quelli dei gay». Risultato? «Risultato, quelle persone votano a destra, votano Lega, tanto è uguale». Uguale? «Mi correggo, non è uguale, dal loro punto di vista è meglio votare Lega». Meglio? «A sinistra mi promettono pochi diritti e tante tasse; a destra nessun diritto ma di certo meno tasse. Pensate che i gay non si preoccupino delle tasse? Non pensano a come arrivare alla fine del mese? Non sentono il problema della sicurezza? Non viviamo mica in un mondo a parte, non siamo mica una categoria diversa dalla altre. Forse a qualcuno sarà sfuggito, ma anche le coppie gay e lesbiche vivono il problema di arrivare alla fine del mese. E in tutto questo la sinistra non è riuscita a passare come forza di difesa né dei lavoratori né dei gay». «Quindi, almeno qui a Nord - continua impietoso Paolo - molti di noi hanno scelto Lega e Pdl. Chiaro no?». Questo per quanto riguarda il Nord. E il Sud? Anche lì la musica non cambia. Giuseppe dell'Associazione Ponti Sospesi, un gruppo di gay credenti che si batte quotidianamente per il diritto ad "esistere" - parla esplicitamente di «rassegnazione». «Molti di noi - ammette - hanno votato Pd decidendo di mettere da parte ogni illusione e ogni aspettativa sul riconoscimento dei diritti. Molti di noi, io compreso, hanno creduto al progetto del Pd, alla possibilità di voltare pagina e di fermare Berlusconi». E la Binetti, e i teodem? «Certo, eravamo assolutamente coscienti del fatto che molte realtà presenti nel Pd non avrebbero mai permesso un avanzamento in termini di diritti, ma per molti di noi, evidentemente, valeva la pena rinunciare a qualcosa». «C'è da dire però che alcuni del nostro gruppo hanno votato a Sinistra. Non tutti hanno messo da parte la battaglia per i diritti e obiettivamente hanno individuato nella Sinistra l'unica realtà politica in grado di rivendicarli. Una scelta politica che è passata proprio attraverso il riconoscimento di questo ruolo».Anche astenuti però. «Sì, anche tante astensioni. In generale, almeno per quel che riguarda Ponti Sospesi, posso dire che c'è una parte che considera fondamentale e prioritaria la questione dei diritti, e vota di conseguenza, e un parte che la mette nel calderone delle proprie priorità e richieste politiche».E sull'assenza della Sinistra in Parlamento? «Spero che sia più presente nella società e nella vita quotidiana dei cittadini. In fondo è questo il significato più vero e profondo della politica no?».

GLBT senza rappresentanza politica.

DOPO VOTO:
CADONO TUTTE LE RAPPRESENTANZE DEL MOVIMENTO LESBICO, GAY E TRANSGENDER. LA NON RICONFERMA DI LUXURIA, UN PASSO INDIETRO NELLA MATURITA’ CIVILE DELL’ITALIA


venerdì 18 aprile 2008 , Comunicato stampa

I risultati del voto elettorale del 13 e 14 aprile determinano un quadro nel quale abbiamo perso la nostra referente principale in Parlamento, Vladimir Luxuria, e la sparizione totale di quei partiti con una chiara ispirazione laica e con programmi elettorali che puntavano sui "Diritti Civili", inclusi quelli delle persone transgender e transessuali (Sinistra Arcobaleno, Partito Socialista). Resta probabilmente una "pattuglia" radicale nelle liste del Partito Democratico e la lesbica Paola Concia, eletta nel PD che non ci risulta essersi mai relazionata al nostro movimento e alle questioni "trans". Il tutto, dentro un Parlamento privo di parlamentari nati nel movimento LGBT e che ha espresso fondamentalmente posizioni di disinteresse se non contrarie alle urgenti questioni riguardanti la qualità della vita delle persone trans. Cade e non potrà essere ripresentato il progetto di legge Luxuria, scritto con il contributo di AzioneTrans. Potrebbe essere ripresentato quello che fu del Partito Radicale nella scorsa legislatura. Ma con quali probabilità di passare? In quanto Ass.ne di Volontariato, sentiamo Il dovere di cercare comunque referenti parlamentari che promuovano i nostri diritti mancanti, pur con la consapevolezza che potrebbe trattarsi di una "missione impossibile". Se non troveremo alcun ascolto agli elementari diritti umani che ci sono da anni sottratti, non esiteremo a rivolgere direttamentele le nostre istanze alle Corti italiane ed europee bypassando una politica che – a quel punto - ci emarginerebbe in un ruolo di cittadinanza fortemente limitata.AzioneTrans apre le porte a Luxuria: se vorrà continuare il suo attivismo per i nostri diritti dal fronte dell'associazionismo volontario. Senza alcun potere, se non quello delle nostre idee, le daremo un caloroso benvenuto, dopo due anni di collaborazione su fronti diversi. Il nostro auspicio - dopo esserci arrivati vicini - è quello di non dover considerare questa legislatura come un periodo di 5 anni di "moratoria" dei diritti civili e, nello specifico che ci riguarda direttamente, dei diritti delle persone transgender e transessuali.In ogni caso faremo di tutto per non permettere che accada.

Genova 17 aprile 2008

Mirella Izzo
presidente nazionale AzioneTrans

Arcigay e il nuovo quadro politico

Ciò che è accaduto con le elezioni politiche impone a tutto il movimento lgbt una profonda riflessione. Un nuovo forte governo di destra si sta per insediare ed è nostro preciso dovere farci i conti, mantenendo ferma la linea di Arcigay di avere sempre rapporti corretti e aperti con le istituzioni, quali siano le maggioranze che le governano.
Bisogna prendere atto che l'elettorato ha dato indicazioni precise. La scomparsa della Sinistra Arcobaleno e dei Socialisti dal Parlamento, il limitato risultato del PD pongono a noi e, a tutti i movimenti sociali, di libertà e di conquista di nuovi diritti, il tema di quale tipo d'interlocuzione interpretare nel futuro.
Arcigay ha da tempo superato il ruolo svolto in anni passati d'intermediazione tra le istanze del movimento e i partiti, questo ha determinato una forte autonomia d'azione e di giudizio.
Tutto ciò va preservato e messo al servizio del principale impegno che ci siamo prefissi, la costruzione di una forte e radicata lobby sociale gay e lesbica in tutto il paese, strumento indispensabile per realizzare i nostri obiettivi.
Questo significa per noi, a partire dai prossimi appuntamenti politici e sociali, primo fra tutti il
Pride nazionale di Bologna del 28 giugno, metterci completamente al servizio di un'impresa che richiederà il massimo dello sforzo politico ed organizzativo. Il popolo lgbt, le sue rivendicazioni, la sua presenza organizzata potrà avere un peso politico solo quando sarà in campo un soggetto politico e sociale unitario, solidale, al passo con i tempi.
Siamo addolorati dal fatto che Franco Grillini Gianpaolo Silvestri, Wladimir Luxuria, Titti De Simone, non siano stati riconfermati in Parlamento e, che tutti gli altri candidati lgbt in corsa non abbiano centrato l'obiettivo dell'elezione. Salutiamo l'elezione alla Camera dei Deputati di Paola Concia, referente del Tavolo lgbt del PD, e gli assicuriamo fin d'ora sostegno e collaborazione.
Si apre una fase nuova: Arcigay, come già deciso un anno fa al suo Congresso nazionale, s'impegnerà essenzialmente nella relazione con il popolo lgbt, ampliando servizi, comitati, strumenti di sostegno.
Tutti i temi di cui siamo portatori rimangono irrisolti, dal riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, alle normative contro l'omofobia e le discriminazioni per orientamento sessuale. Si tratta di questioni concrete che incidono sulla qualità della vita e la dignità sociale di milioni di persone. Su questi due punti e su altri, insisteremo sia con i settori della maggioranza e sia con quelli dell'opposizione disponibili, affinché siano possibili convergenze parlamentari, in linea tra l'altro con tutte le normative europee.
Svilupperemo, quindi, con tutte le forze politiche presenti nel Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni e nelle Province, un rapporto di confronto e collaborazione istituzionale, al fine di realizzare concrete azioni a favore delle cittadine e dei cittadini lesbiche e gay.

Aurelio Mancuso
Presidente nazionale Arcigay

sabato 12 aprile 2008

SINISTRA ARCOBALENO. VALORI CATTOLICI: IL VERO BERSAGLIO

Avvenire attacca la comunità glbt e Sinistra arcobaleno
venerdì 11 aprile 2008 , da Avvenire


SINISTRA ARCOBALENO Valori cattolici: il vero bersaglio Il dettaglio del corposo programma de 'la Sinistra l’Arcobaleno' tiene fede al titolo con cui si presenta: 'Fai una scelta di parte'. È infatti un repertorio completo delle proposte estreme di stampo laicista,libertario. Si parte così col sottolineare la 'laicità' quale «punto fondante di scelte politiche che vanno nella direzione dell’estensione dei diritti civili, del contrasto a ideologie e comportamenti razzisti e omofobici». All’inizio del secondo capitolo viene così scandita: «Laicità è: nessuna imposizione per legge di una concezione, di un’etica, di un valore come i soli legittimi e indiscutibili; riconoscimento delle differenze quale fondamento della convivenza». E subito a seguire, con un raccordo manifestamente mistificante, si caldeggia l’applicazione estremizzata della Legge 194, senza alcun riconoscimento all’impegno di prevenzione (che non sia quello della contraccezione). A seguire, in crescendo, si propone il «riconoscimento pubblico delle coppie di fatto», l’«uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone lesbiche, gay e transessuali», quindi «una nuova legge sulla fecondazione assistita», il «testamento biologico». Nel paragrafo titolato 'contro la violenza alle donne' si prospetta un intervento legislativo per «la formazione all’uguaglianza dei generi fin dalla scuola primaria». Si indica poi l’intenzione di varare il 'divorzio breve', accessibile dopo un anno di separazione, o anche immediatamente se non ci sono figli.

giovedì 10 aprile 2008

Movimento LGBT si divide sul voto a Roma

CONCIA, BATTAGLIA E PAONE: VOTIAMO RUTELLI
Visto il successo della candidaturta Grillini il pd fa quadrato
giovedì 10 aprile 2008 da
Gaynews

COMUNALI. CONCIA: INVITO COMUNITA' GLBT A VOTARE RUTELLI

(DIRE) Roma, 10 apr. - "Da lesbica e cittadina romana io votero'e invito tutte le persone lesbiche, gay e trans a votare perFrancesco Rutelli. Il centrosinistra romano e' sempre stato unlaboratorio politico a livello nazionale e sono convinta cheun'affermazione positiva fin dal primo turno sia l'unico modo cheabbiamo per proseguire le riforme degli ulimi anni". E' quantoafferma Anna Paola Concia, storica leader del movimento per idiritti delle persone omosessuali."Nel programma di Rutelli si parla in maniera esplicita di tutela dei bisogni e di accesso a tutti i servizi comunali per le coppie di fatto- spiega Concia- di lotta all'omofobia e al mobbing, di nuovi servizi, di formazione, informazione e dell'istituzione di un Centro internazionale di culturaomosessuale. Si tratta di un programma moderno, avanzato e innovativo da sostenere perche' venga realizzato in tutte le sue parti con il contributo della comunita' gay".

CECCHI PAONE: VOTO PER RUTELLI, IO GARANTE PER LGBT
Roma, 10 apr. - "Da gay e da uomo di cultura ho scelto di impegnarmi in questa campagna elettorale perche' a Roma sia garantita un'amministrazione laica, moderna ed europea che assicuri e tuteli i diritti di tutti. Per questo sosterro' alle prossime amministrative Francesco Rutelli fin dal primo turno edinvito la comunita' gay a fare altrettanto". Cosi' AlessandroCecchi Paone annuncia ufficialmente, in una nota, il suo sostegnoal candidato sindaco del centrosinistra, affermando tra l'altroche "pur essendo amico di Franco Grillini, non ho condiviso lasua scelta ed i toni duri e negativi della sua campagnaelettorale". Cecchi Paone afferma di aver avuto "un colloquio telefonicocon Francesco Rutelli, durante il quale ho ribadito la richiestadi un impegno sui temi della laicita' e dei diritti civili dellepersone gay, lesbiche e trans. Ho trovato interessante ilprogramma, specie per quanto riguarda le proposte che tutta lacoalizione ha fatto per garantire i bisogni delle coppie di fattoe per l'istituzione di un centro di cultura lgbt, cosa alla qualetengo particolarmente". Per Cecchi Paone votando per Rutelli "evitiamo di consegnarela citta' nelle mani di una destra omofoba e arretrata, econsentiamo al centrosinistra di proseguire una stagione diriforme. Prometto ai cittadini romani- conclude- che se Rutellisara' eletto sindaco, mi faro' garante in prima persona delrispetto degli accordi presi nel programma e della promozione deidiritti delle persone lesbiche, gay e trans".

ROMA: DIGAY PROJECT, SOSTERRO' RUTELLI PER NON LASCIARE CITTA' A DESTRA OMOFOBA
Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - "C'e' un dato clamoroso che salta agli occhi: su 66 dichiarazioni di Franco Grillini, 61 sono contro Francesco Rutelli, solo 5 contro Alemanno e ben zero contro Storace. Questo mi ha definitivamente convinta a sostenere Rutelli al primo turno per non consegnare la citta' di Roma ad una destra razzista, omofoba e nemica dei diritti civili". Lo dichiara Imma Battaglia, presidente di DiGay Project e storica leader del movimento contro la discriminazione per l'orientamento sessuale e per i diritti delle persone Lgbt.(Rre/Gs/Adnkronos)

sabato 5 aprile 2008

Aggiornamento Patto con Arcigay - 5 Aprile 2008

Aggiornamento dei/delle candidati/e alle Elezioni politiche 2008 che hanno sottoscritto il Patto con Arcigay.

Patto con Arcigay
http://www.arcigay.it/patto-arcigay-candidati-2008

Candidate/i che hanno firmato il patto con Arcigay.
http://www.arcigay.it/candidati-e-candidate-da-votare-2008

Come riuscirà il PD a portare avanti il suo programma con la Binetti?

La senatrice afferma che non voterà le unioni gay. Se il buongiorno si vede dal mattino, gli omosessuali non avranno vita facile all'interno del Pd. Dopo il generale Del Vecchio, candidato nel Pd, che ha definito i gay «inadatti» all'esercito, ieri è.stato il turno della teodem del Partito Democratico, Paola Binetti. «Non voterò nessuna normativa giuridica a tutela delle coppie gay». La senatrice teodem Paola Binetti, candidata del Pd, ai microfoni di Ecotv (Sky 906) ribadisce la sua posizione sulle unioni civili sottolineando l'importanza della difesa della eterosessualità. E scoppia la polemica, tutta all'interno del centrosinistra. Una delle prime a replicare è Anna Paola Concia, candidata per il Pd: «Chi si è candidatoper il Partito Democratico ha condiviso il programmache su questo punto è chiaro: ci dovrà essere una legge sulle unioni civili». Per la Concia «ieri ci sono state dichiarazioni infelici del generale Del Vecchio e oggi sono arrivate quelle della teodem Binetti. I candidati devono smetterla di spararla grossa a danno di gay e lesbiche solo per farsi pubblicità" Duro anche Franco Grillini, secondo il quale " la senatrice del cilicio ha detto finalmente la verità sulle politiche del Pd sui diritti delle coppie di fatto e i diritti delle famiglie omosessuali. In caso di vittoria del Pd Pacs, Dico, Cus, non sarebbero mai approvati». Anche la Sinistra Arcobaleno non risparmi attacchi alla senatrice, che in serata annuncia che querelerà l'emittente che l'ha intervistata, perché la sua intervista«è stata strumentalizzata».

Articolo pubblicato anche su: Arcilesbica Politica ed elezioni

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

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