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domenica 15 giugno 2008

Bologna Pride su adesione PD Bolognese

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 13 giugno 2008

ADESIONE PD BOLOGNESE AL PRIDE: IL COMITATO PRIDE PRENDE ATTO DELL'ADESIONE
'Auspichiamo che l'adesione ai principi si trasformi in piattaforme programmatiche'


Il commento unanime dei tre Portavoce del Comitato Pride: 'Rileviamo l'adesione del Pd bolognese ai principi del Pride nazionale - che si svolgerà a Bologna il 28 giugno - prendendo atto di questo primo segnale del Partito Democratico. Auspichiamo che questa adesione ai principi si trasformi in piattaforme programmatiche.

Tutti i pride lgbt che si sono svolti in Italia sono sempre state manifestazioni pacifiche e festose che hanno contribuito alla costruzione del tessuto democratico del paese. Ovviamente questo pride è stato progettato per essere immerso nella città, per coinvolgere la cittadinanza, non per creare problemi. Abbiamo concordato il percorso lavorando insieme a sindaco, prefetto e questura, abbiamo trovato un accordo con gli ambulanti. Bologna ha una tradizione di città accogliente, e siamo certi che anche in questa occasione la nostra città proseguirà nel solco della sua storia.'

I portavoce del Pride Nazionale

Marcella Di Folco – Presidente M.I.T.
Paola Brandolini – Segreteria Arcilesbica
Emiliano Zaino – Segreteria Arcigay


Ufficio Stampa Bologna Pride 2008

Mariagrazia Canu +39 340 6446013
Chiara Mantovan +39 366 4019793
press@bolognapride.it

GAY PRIDE. ESECUTIVO PD LO APPOGGIA, 'MA RISPETTATE BOLOGNA'

SQUADRA DE MARIA UNANIME: BENE PRINCIPI, E' IMPORTANTE FARLO QUI

(DIRE) Bologna, 13 giu. - Ora sul Gay Pride del 28 giugno c'e' anche l'imprimatur ufficiale del Pd di Bologna: il partito "aderisce ai principi" che la manifestazione vuole affermare, ma
avverte gli organizzatori che lo spirito del Pride deve esprimersi "nella maniera piu' efficace e positiva e nel rispetto, come da tradizione, della citta' e delle sue sensibilita'". Ieri sera l'esecutivo provinciale di Andrea De Maria ha approvato all'unanimita' un documento condiviso dunque
anche dai cattolici della 'cabina di comando' democratica. "Bologna ha una storia profondamente civile, democratica e di accoglienza. Per questo- si legge nel documento- riteniamo che
sia importante per la nostra citta' ospitare una manifestazione di impegno civile come il Pride".
Gli esponenti dell'esecutivo Pd sperano pero' "vivamente che lo spirito di questa manifestazione si possa esprimere nella maniera piu' efficace e positiva e nel rispetto, come da tradizione, della citta' e delle sue sensibilita'". Un modo per invitare gli organizzatori e partecipanti a non trascendere e rispettare le diverse sensibilita', col rischio di innescare polemiche che nuocerebbero allo scopo della kermesse. "Si tratta di una manifestazione importante- si legge ancora nel documento dell'esecutivo- perche' ha come obiettivo il riconoscimento delle
diversita', ma soprattutto la rivendicazione della parita' di diritti per tutti i cittadini e la lotta contro ogni tipo di discriminazione".
(Bil/ Dire)

Documento del PD bolognese sul Bologna Pride

*L'Esecutivo del Partito democratico di Bologna, all'unanimità dei presenti alla riunione svoltasi nella serata di ieri, giovedì 12 giugno, ha approvato il seguente documento relativo al Pride 2008.***

"Il 28 giugno 2008 si terrà a Bologna il Pride nazionale lesbico, gay,bisessuale e trans, arrivato ormai alla quindicesima edizione.
Si tratta di una manifestazione importante perchè ha come obiettivo il riconoscimento delle diversità , ma soprattutto la rivendicazione della parità di diritti per tutti i cittadini e la lotta contro ogni tipodiscriminazione.
In un paese dove, purtroppo, vi è¨ una oggettiva discriminazione non solo basata sul genere, ma anche sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, riteniamo che manifestazioni come il Pride possano essere utili a diffondere e riaffermare la cultura della laicità , del rispetto e della tolleranza. Auspichiamo sinceramente che il neo insediato governo Berlusconi si impegni attivamente sul fronte dei diritti umani e civili e mantenga, rafforzandolo,l'importante strumento della "Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender" istituita presso il Ministero delle Pari Opportunità da Barbara Pollastrini, Ministro del Governo Prodi.Sin dalla sua nascita, il PD si è¨ impegnato per l'affermazione e la diffusione di una cultura basata sul riconoscimento dei diritti e della dignità della persona e sui principi della responsabilità e della laicità.
Il Manifesto dei Valori ha sancito l'impegno del Partito Democratico afavore della piena realizzazione e condivisione della cultura dei dirittiumani e civili che mira ad eliminare ogni violazione della dignità e dellavita della persona, rimuovendo le cause che possono pregiudicarne lo sviluppo e ogni discriminazione e violenza per motivi di appartenenze razziali e sociali, di schieramento politico e culturale, di religione, digenere e orientamento sessuale.Bologna ha una storia profondamente civile, democratica e di accoglienza.
Per questo riteniamo che sia importante per la nostra città ospitare una manifestazione di impegno civile come il Pride. Speriamo vivamente che lo spirito di questa manifestazione si possa esprimere nella maniera più efficace e positiva e nel rispetto, come da tradizione, della città e delle sue sensibilità .
Il PD bolognese, per le motivazioni e sulla base delle considerazioni sopra espresse, aderisce ai principi di promozione e difesa dei diritti che il Pride vuole affermare, e si impegna, a partire dai forum tematici e conulteriori iniziative di approfondimento, perchè la cultura dei diritti e dei doveri possa affermarsi pienamente nel nostro paese e per la prevenzione ela rimozione di ogni forma di discriminazione."

mercoledì 11 giugno 2008

NO VAT OCCUPANO SAN PIETRO

FERMATI E PORTATI IN COMMISSARIATO
Cancellati foto e filmati degli arresti ripresi dai turisti presenti in piazza
domenica 08 giugno 2008 , da
Liberazione

di Vladimir Luxuria

Sono passati 14 anni dal primo Pride a Roma del 1994 e le nostre richieste sono testardamente e convintamente le stesse: parità, dignità, laicità. Come un pendolo in questi 14 anni si sono alternati governi di centro destra e di centro sinistra entrambi colonizzati da componenti integraliste religiose che hanno fatto naufragare qualsiasi ipotesi di una legge che ci restituisca una piena cittadinanza. Tutta l'Europa ha legiferato sulle unioni civili o i matrimoni per tutti, ad eccezione di Irlanda, Malta, Grecia e un altro stato: il Vaticano che bisogna ricordarlo è uno stato estero. E l'Italia? Su questi temi l'Italia è un Paese che si sta muovendo: all'indietro. Non solo non abbiamo ottenuto nulla, ma adesso vogliono mettere bocca e artigli sul nostro sacrosanto diritto di manifestare pacificamente, per chiederli questi diritti: ci negano le piazze, da San Giovanni, a Roma, alla piazza Primo Maggio a Biella, minimizzano gli episodi di violenza contro lesbiche, gay e trans. Fanno il baciamano e il baciapile al papa per dare soldi, anche della nostra comunità, alle scuole private cattoliche che spesso traumatizzano studenti adolescenti omo e transessuali, per ribadire ossessivamente la sacralità di un'unica famiglia, quella composta da un uomo, una donna e possibilmente qualche amante. E' stato presentato un emendamento sul decreto sicurezza. Non è stato proposto da due onorevoli qualsiasi, ma da due presidenti di commissione: Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia, e Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali. Si chiede che la prostituzione femminile, transessuale e maschile, venga considerata «pericolosa per la pubblica moralità». Si vuole rendere reato ciò che è considerato immorale. Ma chi stabilisce i confini tra ciò che è morale e ciò che non lo è? Domani si potrebbe presentare un emendamento per definire immorale il cruising (rimorchiarsi per strada anche senza passaggio di denaro), le dark room, il sadomaso, la transessualità e perché no anche l'omosessualità. Di sicuro non sarà mai considerato immorale il fatto che alla regione Lombardia l'assessore di Alleanza nazionale, Prosperini, quello che invocò la surreale garrotta come tortura per i gay, è sotto inchiesta per truffa ai danni della regione Lombardia per aver utilizzato 200mila euro dei fondi regionali per pagarsi spazi autogestiti in tv private.


Poi c'è Mara Carfagna, quella che ha sempre gli occhi sbarrati come se fosse sbigottita che qualcuno l'avesse fatta diventare ministra delle Pari opportunità, che in un famoso calendario si è fatta ritrarre seminuda in una rete da pesca con tanti uomini semi nudi e la scritta "Lussuria": proprio vero che c'è chi ha il nome e chi se non i fatti almeno fa le foto. La stessa ministra che ci ha invitati a sfilare con sobrietà, la stessa ministra che ha dichiarato che non c'è bisogno di fare il Pride perché in Italia sono finiti i tempi delle discriminazioni. Parole che sono come coltellate, come sono state coltellate quelle date da una madre alla figlia lesbica e innamorata a Pesaro o da un padre a Palermo a un figlio "disonorevole" in quanto gay. Non dobbiamo arrenderci. Le nostre idee sono le stesse e ancora più forti, la nostra lotta di resistenza per liberarci dai finti moralisti e dagli squadristi, da chi considera diverso e attaccabile una persona in base all'orientamento sessuale, l'identità di genere, il colore della pelle, l'appartenenza ad un'etnia o il reddito economico.

Gay Pride Uno striscione contro il Vaticano:
interviene la polizia romana Protesta in San Pietro, De Zordo fermata


Dal Corriere Fiorentino

«San Giovanni negato, Vaticano occupato ». Lo striscione è rimasto aperto solo pochi minuti, ieri, in piazza San Pietro a Roma, mentre nella città si svolgeva il Gay Pride. Poi la polizia lo ha fatto togliere, chiedendo i documenti alle 15 persone dell'organizzazione anticlericale «Facciamobreccia », che aveva ideato l'azione. Insieme a loro c'era anche la consigliera comunale Ornella De Zordo: «È stata un'azione simbolica — dice al telefono— in questa Roma che ha negato piazza San Giovanni per la manifestazione di oggi. Tutto si è svolto tranquillamente: abbiamo aperto lo striscione e quando è arrivata la polizia abbiamo consegnato i nostri documenti, senza reagire». Quando lo racconta Ornella De Zordo è ancora ferma all'ispettorato generale di pubblica sicurezza, dietro la piazza: «Ci hanno detto che ci ridaranno i documenti, aspettiamo però qui da un'ora e mezza». Poi precisa che «non si è trattato di una vera e propria manifestazione, non abbiamo urlato o fatto nulla, se non aprire lo striscione». F.S.

E' Possibile vedere la sequenza di immagini sulla protesta anche su Youtube:
:: Clicca QUI ::

E sul sito del Coordinamento FACCIAMO BRECCIA

PREOCCUPA CLIMA VIOLENZA (PdCI)

GAY AGGREDITI: PALERMI (PDCI), PREOCCUPA CLIMA VIOLENZA
"In Italia si sta instaurando un nuovo clima sociale e politico fatto di intolleranza e di caccia al diverso" domenica 08 giugno 2008 -Ansa


ROMA, 8 GIU - Manuela Palermi, della segreteria nazionale del Pdci, giudica 'deboli e inesistenti' le risposte del mondo politico agli episodi 'di violenza ed intolleranza che si sono consumati a Roma durante il Gay Pride ed a Napoli ai danni di alcuni giovani, che sono stati picchiati perche' gay'.Ad avviso di Palermi si e' in presenza 'di fatti ripetuti e non piu' episodi isolati' e queste circostanze mostrano 'come in Italia si stia instaurando un nuovo clima sociale e politico fatto di intolleranza e di caccia al diverso'.'Azioni di rinnovata violenza e discriminazione - e' la conclusione di Palermi - che non vengono trattate dalla politica e dalle forze che governano il Paese con la dovuta attenzione'.

Grillini VS Meloni

GRILLINI (PS). IL MINISTRO MELONI MENTE SU STALKING E OMOFOBIA.
E' la destra che ha bloccato il provvedimento nella scorsa legislatura
mercoledì 04 giugno 2008


La mania di raccontare bugie ha contagiato anche il Ministro Meloni, che, non soddisfatta per aver contribuito nella scorsa legislatura alla non approvazione dei provvedimenti su stalking e omofobia, tenta di gettare la croce sulla potentissima lobby gay e, come dice lei, dei grillini (attenzione a non confonderli con i seguaci di Beppe Grillo...).

Non contenta di raccontar balle il ministro si produce nel solito esempio trito e ritrito delle adozioni gay che rappresentano una vera e propria ossessione della destra italiana.

La verità, caro ministro, è semplice: la destra italiana è violentemente omofoba al punto da fare ostruzionismo in Commissione giustizia per impedire il varo del provvedimento.

La destra si deve quindi assumere per intero la responsabilità di avere bloccato la norma nella scorsa legislatura e di aver ripetutamente dichiarato di concedere la “legislativa” in Commissione.

Che ci sia un rapporto strettissimo tra stalking e omofobia, lo attestano i recenti fatti di cronaca: una ragazza lesbica accoltellata dalla madre a Pesaro e un ragazzo gay accoltellato dal padre a Palermo.

Rifletta il ministro Meloni sull'ostruzionismo della destra nella scorsa legislatura contro il provvedimento e si assuma onestamente le sue responsabilità.

On. Franco Grillini
Costituente socialista

Presidente “Gaynet”, associazione informazione gay

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento - Blog di informazione e discussione politica a cura di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona