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venerdì 25 luglio 2008

Grillini su decisione della Camera su Omofobia

GRILLINI. OMOFOBIA. GRAVE DECISIONE COMMISSIONE GIUSTIZIA La Maggioranza non vuole affrontare questo tema e non vuole una legislazione antidiscriminiatoria per gli omoessuali venerdì 25 luglio 2008 , di Franco Grillini

La decisione di oggi della Commissione giustizia della Camera, che non ha collegato stalking e omofobia, come, al contrario, avvenne nella scorsa legislatura, è grave ed ingiustificata.Come ha sottolineato anche l'On. Paola Concia del Pd, le argomentazioni della presidente della Commissione Giulia Bongiorno non reggono di fronte all'evidente scelta politica di non affrontare, nell'attuale legislatura, il gravissimo e urgente tema della violenza omofobica che è in primo piano anche in questi giorni con le aggressioni avvenute a Roma.Sia nella XIV che XV legislatura erano state presentate numerose proposte di legge.Un tentativo di introdurre il reato di omofobia fu fatto con il decreto sicurezza del Governo Prodi.Successivamente la Commissione giustizia della Camera stralciò stalking e omofobia dal progetto di legge più generale contro la violenza del Ministro Pollastrini.Prima dello scioglimento delle Camere la Commissione giustizia approvò il ddl stralcio che doveva essere discusso alla Camera di lì a pochi giorni.La Maggioranza non vuole affrontare questo tema e non vuole una legislazione antidiscriminiatoria per gli omoessuali in Italia assumenendosene fino in fondo la responsabilità. On. Franco GrilliniPresidente Gaynet, Associazione informazione gay

Camera: PDL contro L'Omofobia

CAMERA, COMMISSIONE GIUSTIZIA: NO AD UNA LEGGE CON CONNESSIONI TRA STALKING E OMOFOBIA Pdl contro l'omofobia di competenza della commissione Affari costituzionali venerdì 25 luglio 2008 , di ASCA

Roma, 25 lug - L'ampio confronto sviluppatosi in Commissione Giustizia sul ddl governativo 1440 e sulle numerose pdl che prevedono l'introduzione nell'ordinamento del delitto di molestie insistenti ha confermato il no a connettere con le misure di contrasto dello stalking quelle relative alle discriminazioni per motivi di scelte sessuali ed identita' di genere. Lo ha ribadito la Presidente della Commissione, Giulia Bongiorno precisando le ragioni per cui la pdl presentata da Anna Paola Concia del PD, e gia' assegnata alla Affari Costituzionali e alla Giustizia in seduta congiunta, rientra nell'ambito della parita' dei diritti e dei divieti di discriminazione che sono di competenza della Affari Costituzionali. La Giustizia andra' avanti, quindi, nella definizione di un testo base o di un testo unificato dei numerosi progetti specificamente relativi alle molestie insistenti che gia' nella scorsa legislatura erano stati stralciati rispetto al testo allora approvato dall'Esecutivo per il contrasto della violenza sessuale. E proprio a quello schema normativo e alla messa a punto che era stata fatta con il testo unificato-stralcio proposto dall'ex Presidente della Giustizia, Pino Pisicchio hanno fatto riferimento vari deputati per formulare alcune riserve sul ddl presentato ora dal Governo.Riserve espresse anche da Manlio Contento del PdL perche' nel testo governativo piu' che all'evento della sofferenza psichica suscitata nella vittima dal molestatore si fa riferimento alla idoneita' della condotta a cagionare un perdurante e grave stato di ansia.Questa dizione non supera le obiezioni che erano state gia' affrontate nella scorsa legislatura per la indeterminatezza della formula usata e per l'esigenza di un chiaro nesso di casualita' necessario a configurare il reato. Anche l'ex Ministro Barbara Pollastrini ed altri deputati del PD hanno rilevato che occorre un piu' complessivo approccio al problema delle molestie e della violenza pur concordando con la urgenza di colmare il vuoto normativo esistente in materia di stalking. Marilena Samperi del PD ha sostenuto che resta valida l'impostazione che quasi tutti i gruppi avevano concordato nella scorsa legislatura disciplinando unitariamente il problema della violenza sessuale, della omofobia e delle molestie che sono imputabili innanzitutto a carenze culturali.La Commissione, comunque, procedera' nella definizione del testo centrato sulle molestie reiterate ed insistenti. Punto essenziale - come ha sottolineato Manlio Contento - e' punire il nuovo delitto a querela della persona offesa e non procedendo d'ufficio perche' deve essere rimessa alla vittima la valutazione di affrontare un processo penale che puo' essere doloroso proprio per la parte offesa.

Concia: Interrogazione su ragazza aggredita

CONCIA (PD), INTERROGAZIONE SU AGGRESSIONE RAGAZZA A ROMA "Venga assolutamente affrontato il problema dell'omofobia in sede parlamentare" giovedì 24 luglio 2008 , di ADN KRONOS

Roma, 24 lug. - Anna Paola Concia, deputata PD, ha presentato una interpellanza ai Ministri degli Interni e delle Pari Opportunita' sull'aggressione omofoba subita nei giorni scorsi da una ragazza lesbica a Roma."Faccio appello - dice la Concia - all'On. Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, perche' venga assolutamente affrontato il problema dell'omofobia in sede parlamentare, visto che, come Pd, abbiamo presentato diverse proposte di legge su questo tema.I diritti civili -conclude la Concia- non sono di destra o di sinistra e chiunque governi il paese non si puo' sottrarre a questa responsabilita'".

lunedì 21 luglio 2008

Gay Fascisti: Testa sotto la sabbia?

Per il personaggio di "Italo, Gay Fascista che pesta i froci, ma ama il suo camerata", il grafico che lo ha disegnato e proposto come uno dei tanti personaggi "Puraido" (rappresentativi dello scorso Bologna Pride), è stato fatto oggetto di un vero e proprio attacco mediatico sul web, da parte di una parte del movimento LGBT; Facciamo Breccia in primis.

Ma noi vogliamo chiederci e chiedere a voi questo: Sui gay fascisti, vogliamo nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi?

Qualche anno fa, alcuni volontari di Arcigay Pianeta Urano che stavano dietro ad un banchetto informativo presso una nota discoteca gay del veronese, furono avvicinati da un ragazzo di bell'aspetto che dichiarò loro con tono di sfida (e per niente scherzoso): "Sono fascista e ne sono orgoglioso!".Dopo un primo concitato scambio di battute, per poco non si arrivò al tafferuglio, poi placato dall'intervento di altre persone.
Quell'episodio non ce lo siamo mai dimenticato, come pensiamo che un fondo di verità ce l'hanno tutti quei racconti di amici che narrano di essersi rimorchiati in luoghi di cruising più o meno nascosti (e persino in discoteche dichiaratmente frequentate da gay), militanti di Forza Nuova o della Fiamma Tricolore.
Perciò ci chiediamo se è giusto saltar addosso a qualcuno, che in maniera ironica, come ha fatto Lorenzo "Q" (Grafico del Bologna Pride) ha posto la questione.
Pensiamo davvero che i gay, senza escludere le lesbiche e i trans, siano tutti di sinistra, antirazzisti e antifascisti?
Forse "Italo", il personaggio di Lorenzo "Q", ci servirà a togliere la testa da sotto la sabbia e a chiederci il perchè ci sono gay, lesbiche e forse anche trans che simpatizzano (o militano) in partiti dichiaratamente razzisti e omofobi.

Fateci sapere la vostra, mandandoci una e-mail a: arcigayveronablog@gmail.com o facendo un commento sotto a questo articolo.

Segue articolo dal Corriere di Bologna ( pubblicato anche su gaynews)
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GAY RADICALI CONTRO IL GRAFICO DEL PRIDE BOLOGNA: «QUEL MANIFESTO L'HA FATTO UN FASCISTA» Franco Grillini: Il dramma è che in questo mondo c'è chi si prende troppo sul serio
domenica 20 luglio 2008 , di Corriere Bologna e Gaynews

Messo alla gogna per uno dei suoi manifesti del Gay Pride. Quello in cui figura Italo, naziskin omosessuale. È quanto sta accadendo a Q, nome d'arte di Lorenzo, giovane grafico bolognese, l'ideatore della campagna per il Pride.

Un pezzo del movimento gay, quello più radicale, e della sinistra antagonista, lo accusa ora di essere fascista. In rete attacchi personali e, come dicono gli amici del Cassero, «toni da fatwa contro di lui».

Artista (gay) bolognese alla gogna su Internet anche perché iscritto a un forum di destra Lui: «È solo curiosità»

Persino Sabina Guzzanti, durante la feroce invettiva lanciata dal palco del «No Cav Day», ha speso qualche parola sul Gay Pride di Bologna.





E su un manifesto della campagna. Parole contro, naturalmente: «Sul palco c'erano tante bandierine, tra queste c'era la figurina di un ragazzo con la svastica sulla cintura e la scritta diceva "mi chiamo Italo, odio i froci ma amo il mio camerata". Perché il Gay Pride e l'Arci non hanno voluto prendere posizioni antifasciste », ha sentenziato Sabina la fustigatrice.

Quel manifesto era ironico.

Italo — l'omino dai tratti ariani con la testa rasata, la polo nera e gli anfibi — era una provocazione. Una chiara provocazione, nelle intenzioni degli organizzatori del Pride. E di chi l'ha disegnato: Q, nome d'arte di Lorenzo, grafico bolognese di 29 anni, conosciuto in città anche per la sua collaborazione con il gruppo Carni Scelte (provocatori nati, quelli della performance «La Madonna piange sperma» per intenderci). Nei confronti di Q, a causa di quel manifesto che voleva solo prendere un po' in giro lo stereotipo del gay di destra, è scattato un vero e proprio linciaggio. Insulti, toni da fatwa e minacce contro il grafico bolognese, omosessuale e di sinistra, viaggiano ormai da giorni on line. I siti dell'antagonismo, come Indymedia, ne sono pieni. «Fascista»: è l'accusa più gentile che gli muovono.

Non solo, il suo indirizzo di posta elettronica sta progressivamente scomparendo, cancellato dalla mano censoria di alcuni «compagni», da tante mailing list della sinistra radicale.

L'articolo del Corriere

Per capire le ragioni del linciaggio contro l'artista bolognese bisogna tornare al 28 giugno, giorno del Pride, e al fermo di polizia di Graziella Bertozzo, attivista di Facciamo Breccia. Quell'episodio ha messo in luce una spaccatura già esistente nel mondo gay e lesbico. Due visioni del mondo e due modi di intendere le lotte diversi, proprio come nella sinistra: da una parte l'Arcigay e altre realtà più «dialoganti», dall'altra i radicali come Facciamo Breccia e Antagonismogay che, il 28 giugno, hanno accusato i primi di essere fascisti per aver chiamato la polizia quando Bertozzo ha preteso di salire sul palco. Il gioco è presto fatto: che Arcigay & co. fossero fascisti, è la tesi dei «duri » del movimento, si capiva già da quel manifesto. I «compagni » che accusano Q si sono anche premurati di indagare su di lui (questo sì in stile poliziesco). E hanno scoperto che il suo nome spunta in un blog di estrema destra. «Parla con i fascisti di Casa Pound», «quel fascista di Q deve sparire» tuonano dei compagni (rigorosamente anonimi) sul web. Vero, Q si è iscritto a un forum di destra, dando per altro le sue generalità. «Sono uno curioso — spiega l'artista — mi sono iscritto a quel forum poco prima del Pride solo perché mi interessa parlare con chi non la pensa come me». «E dire che a Bologna a guidare la crociata contro di me è Antagonismogay, a cui ho disegnato il logo », scherza Lorenzo.

Mentre sul web gli attacchi si moltiplicano, Lorenzo è all'estero. Ma a Bologna c'è chi è seriamente preoccupato per lui. Sono gli amici del Cassero e di Arcigay. A parlare per loro è Emiliano Zaino, coordinatore del Pride: «In quello che leggo in rete contro Lorenzo, che non è affatto fascista, ci sono toni minacciosi. Così anche nella lettera scritta da Graziella Bertozzo. Certe parole possono mettere a rischio l'incolumità di una persona». Dalla parte dell'ideatore di Italo anche il candidato sindaco bolognese Franco Grillini: «Che stupidità, come si può non capire l'ironia che c'è dietro Italo. Il problema è che nel movimento gay, come nella sinistra, c'è chi si prende troppo sul serio, chi manca di autoironia. Li conosco bene, perché dicono cose che io dicevo trent'anni fa».

Zaino (Cassero) Contro il nostro amico usano toni da fatwa E adesso temiamo per la sua incolumità



(sopra) Il disegno "incriminato" di Italo per il pride di Bologna opera del grafico Lorenzo alias "Q"

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

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