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domenica 7 novembre 2010

Flash mob: Rassegna Stampa 7 Nov. 2010

Flash mob Arcigay e Arcilesbica Verona:
Articoli pubblicati su Arena, Corriere del Veneto e di Verona.

VERONA: «MEGLIO GAY CHE FINTO PAPI»
Omosessuali contro il premier. Manifestazione davanti alla prefettura contro la frase di Berlusconi sul caso Ruby. «Campanello d’allarme di un clima omofobo»

VERONA - Si sono appuntati al petto i cartelli con gli accostamenti più variopinti, in risposta alle parole del premier da cui si sono sentiti feriti. E dunque «meglio gay che finto papi», oppure ipocrita, piduista, mafioso. Così i componenti di Arcigay e Arcilesbica hanno voluto manifestare, davanti alla Prefettura, la loro rabbia per quella che ritengono l’ennesima prova di disprezzo nei loro confronti. La frase «meglio appassionati di belle donne che gay», pronunciata da Berlusconi a margine del caso Ruby, è secondo gli omosessuali il campanello d’allarme di un clima sempre più pesante: «Giovani pestati a Padova e Roma, un trans aggredito a la Spezia.
Quindi le esternazioni di Buttiglione, di monsignor Babini che ha detto “meglio Mussolini che il gay Vendola” e ora Berlusconi – elenca Michele Breveglieri, presidente dell’Arcigay Verona -. Tutto questo mentre il mondo tutela le coppie omo».

Corriere del Veneto - 7 Novembre 2010

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La protesta: Slogan e sit-in davanti alla prefettura.
«Le prese di distanza del centrodestra? Fanno piacere»

«Meglio gay che...». Omosessuali contro Berlusconi

VERONA- «lo sono una lesbica ma non sono come il premier. Le donne non le pago », grida una manifestante. Altri si appuntano al petto cartelli con gli accostamenti più variopinti: meglio gay che ipocrita, piduista, mafioso. Ma il top dell’originalità è un «meglio-gay che un finto papi», che fa sorridere più di un passante. Fanno a gara di ironia i componenti di Arcigay e Arcilesbica, che ieri hanno manifestato davanti alla prefettura nel tourbillon di cavalli e carrozze radunati in piazza dei Signori. Masotto cova la rabbia.

E non è solo per la frase pronunciata da Silvio Berlusconi a margine del caso Ruby, quel «meglio appassionati di belle donne che gay» al quale ieri le associazioni hanno risposto con altrettanti paragoni sprezzanti. Il timore è per il clima anti-gay che in Italia sembra guadagnare spazi e platee, con una proposta di legge per la lotta all’omofobia ferma al palo e troppi campanelli d’allarme: «Giovani pestati a Padova e Roma, un trans aggredito a LaSpezia. Quindi le esternazioni di Buttiglione, di monsignor Babini che ha detto “meglio Mussolini che il gay Vendola” e ora Berlusconi - elenca Michele Breveglieri, presidente dell’Arcigay -. Tutto questo mentre il mondo tutela le coppie orno, dall’Olanda al Sudamerica». In questo clima fanno piacere le parole dal fronte del Pdl dell’assessore regionale Massimo Giorgetti e del -presidente della Provincia Giovanni Miozzi, che hanno preso le distanze dalla frase del premier. «Non ce l’aspettavamo - dice Breveglieri -. Ci fa piacere che una parte del centrodestra, anche a livello locale, cominci a mostrare sensibilità e rispetto». Incredubilità di fronte al commento della senatrice Cinzia Bonfrisco, che ha definito «un’opinione personale e rispettabile» quella del premier: « E’ come se qualcuno avesse invitato a rispettare l’opinione di Hitler quando definiva gli ebrei pericolosi » All’assessore Vittorio Di Dio, che vede la destra aperta di fronte alle scelte individuali, Luciano Mazzucato chiede gesti concreti: «lo convivo da 31 anni con il mio compagno, ma non ho diritto a cure, mutui o case».
Conferma Rita di Martino, accoppiata da otto anni: «All’ospedale quasi non mi facevano stare al capezzale della figlioletta della mia convivente». Accorrono a dare solidarietà i Giovani Democratici per i diritti civili («Dichiarazioni farneticanti quelle di Berlusconi », dice il responsabile Stefano Salvemini) e Vincenzo D’Arienzo, segretario provinciale del Pd, che annuncia un centrosinistra più pronto sui temi dei diritti: «Al di là del caso nazionale, io guardo a questa città e vedo troppi “meglio che”, dove gli oggetti del disprezzo sono ora i gay, ora gli islamici, ora gli africani - dice - . Credo sia ora di cominciare un’ampia riflessione su queste tematiche. E mi piacerebbe se a farlo fossero le istituzioni, con un tavolo di approfondimento volto a far diventare Verona una città in cui tutti possano sentirsi a casa ».

Nella FOTO : Arrabbiati Militanti dell’ Arcigay e Arcilesbica ieri mattina davanti alla prefettura (foto Tonine’’’)

Il Corriere di Verona - 7 Novembre 2010

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L’ARENA - 7 Novembre 2010

Arcigay e Giovani democratici
«Proposte di legge contro l’omofobia sempre affossate»

LA PROTESTA

Una manifestazione contro le parole di Silvio Berlusconi. Ieri mattina, davanti ai palazzidella Prefettura, un gruppo di rappresentanti di Arcigay Verona ha manifestato con cartelli e attraverso la distribuzione di volantini per sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave ritardo dell’Italia in materia di leggi contro l’omofobia, che ha trovato conferma nella recente affermazione del Presidente del Consiglio «Meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay». «Siamo dell’idea che questa non sia solo l’ennesima boutade del premier», ha spiegato Michele Breviglieri, presidente di ArcigayVerona. «Si tratta piuttosto di un messaggio che alimenta il clima di omofobia ed è evidente che intende segnare una gerarchia tra diversi. In questi giorni su tutto il territorio nazionale sono in corso manifestazioni che chiedono alGoverno di procedere con qualche azione concreta: tutte le proposte di legge contro l’omofobia sono state affossate, mentre nel resto dell’Europa la lotta è partita in quarta». A dimostrare solidarietà ad Arcigay sono intervenuti alla manifestazione alcuni rappresentanti dei Giovani democratici: «Le parole del Presidente del consiglio sono state inopportune e irresponsabili », ha detto Stefano Salvemini, responsabile dei Diritti civili dei Giovani democratici. «Ci siamo già mossi per fare approvare nei prossimi consigli comunali e provinciali una mozione contro

l’omofobia». - A.G.

sabato 6 novembre 2010

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lunedì 11 ottobre 2010

Mercoledì 10 novembre ore 21. Film "Viola di Mare" al Milk Center

Un film di Donatella Maiorca. Con Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio Fantastichini, Giselda Volodi, Maria Grazia Cucinotta. Marco Foschi, Alessio Vassallo, Lucrezia Lante Della Rovere, Corrado Fortuna, Aurora Quattrocchi, Ester Cucinotti
Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 105 min. - Italia 2009.
nerdì 16 ottobre 2009.
L'amore e la passione tra due donne in una Sicilia spigolosa
Stefano Cocci
Video: http://www.mymovies.it/film/2009/violadimare/trailer/
http://www.mymovies.it/film/2009/violadimare/trailer/

Un'isola intorno alla Sicilia, seconda metà dell'800. Gela e Sara crescono insieme ma le loro infanzie sono difficili: la prima subisce i soprusi di un genitore violento; la seconda perde il padre in guerra, mentre la guerra la strapperà all'amica e alla sua terra. Al suo ritorno, Angela si innamora di Sara e inizia il suo ostinato corteggiamento, da cui nascerà una relazione che, con il suo sviluppo inusuale, intaccherà riti millenari.
Viola di mare è il secondo film di Donatella Maiorca. Per il ritorno al cinema dopo tanta tv sceglie una storia difficile per il periodo storico che sta vivendo il nostro Paese: tratto dal romanzo "Minchia di Re" di Giacomo Pilati, racconta di due donne che si amano e, in qualche modo, spezzano le ritualità di una terra sempre uguale a se stessa. Angela e Sara, piegando ai propri scopi quei modelli consolidati, realizzano il loro sogno d'amore: grazie al potere del padre violento e al senso di colpa di un prete, Angela diventa Angelo.
Qui la Maiorca intraprende un sentiero imprevisto. Assaggiando la libertà degli uomini Angela rischia di esserne travolta e, suo malgrado, di diventare come il genitore che odia. Inutile negare o trascurare l'impatto che un film come Viola di mare può avere: due donne che vivono in Sicilia (nella terra di Divorzio all'italiana, non dimentichiamolo) ma potrebbero essere in qualsiasi altra regione d'Italia; è il XIX secolo ma, anche grazie alla colonna sonora di Gianna Nannini, potrebbero essere i nostri tempi; insomma, un luogo e un tempo in cui il continuo conflitto tra tradizione e modernità è trasposto nelle scene di violenza, un modo di comunicare che sembra improntare una terra spigolosa e dura come le sue rocce.
Solide le interpretazioni: la Solarino algida e mascolina, la Ragonese sempre più brava e un Fantastichini sempre al livello dei suoi altissimi standard.

Al Milk Center - Via Nichesola, 9, Verona
(quartiere san Michele extra, vicino a piazza del popolo)
Entrata con tessera Arcigay o Arcilesbica
Euro 5 con consumazione*
Per Info: 346.9790553
*l’incasso servirà per pagare le spese e sostenere le attività e le iniziative del Milk Center.

sabato 9 ottobre 2010

Aperture del Centro-Destra sui diritti alle coppie gay

In pochi giorni, dal centro destra, sono arrivati due rumorosi "sì" ai diritti per le coppie di fatto gay.

E’ il caso, nell’i'ntervento alla Camera nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, di Benedetto Della Vedova, vicepresidente vicario dei deputati di Futuro e Libertà, che ha chiesto al governo di approvare “leggi che riconoscano le coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali”.

Ancora, Enzo Raisi, esponente del Fli, intervistato da Klaus Davi, si è detto "favorevole ai diritti per le coppie di fatto omosessuali…... Per gli omosessuali preferisco una forma di diritti pacs".

Ci auguriamo che tali aperture, ancorché timide e ancora distanti dalle richieste di piena parità tra omosessuali ed eterosessuali, segnino un inversione di tendenza. Non possiamo quindi che apprezzare lo sforzo culturale di chi sta cercando di costruire un centro-destra finalmente europeo, laico e liberale, non legato a sterili posizioni di stampo clericale ma in dialogo con la società reale, convinto che le tematiche lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) costituiscano uno dei paradigmi di crescita del nostro Paese.

Ci aspettiamo ora anche da parte del centro sinistra una presa di posizione su temi fino ad ora disattesi ed inascoltati che poniamo all'attenzione della politica e della società da anni.
A tutta la classe dirigente chiediamo di esprimersi con chiarezza su questioni che reputiamo non ulteriormente differibili: il diritto all'uguaglianza, la piena cittadinanza, l'abolizione di ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, una legge di reale tutela contro l'omo-transfobia, l'accesso al lavoro per le persone trans, l'accesso alla procreazione medicalmente assistita per le persone e le coppie, nonché l'adozione di leggi a tutela dei numerosi figli di gay, lesbiche e persone transessuali.

Di fronte a questi segnali positivi, forti dell’'esperienza trentennale di elaborazione politico-culturale della nostra associazione, riteniamo che ci siano le condizioni politiche per un incontro-confronto diretto con i deputati di centro-destra che hanno espresso queste aperture e con tutte le altre forze politiche e sociali, anche per tradurre le dichiarazioni in esperienze concrete.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

giovedì 7 ottobre 2010

Nasce EQUALITY ITALIA

Nasce EQUALITY ITALIA, prima lobby italiana sui diritti civili

Nasce la prima lobby per i diritti civili nel nostro Paese. È Equality Italia, presentata questa mattina presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati dal suo fondatore Aurelio Mancuso, esponente del movimento omosessuale ed ex presidente di Arcigay.

“L’Italia può tornare a fare passi avanti e a crescere – afferma Mancuso – solo se afferma la cittadinanza di tutte e tutti. Equality nasce per dialogare con la società, con la politica e con le Istituzioni e vuole superare la logica del nemico e delle discussioni partitiche, che spesso ostacolano un dibattito davvero concreto sui diritti civili”.

Alla presentazione hanno partecipato anche Paola Concia, Flavia Perina, Benedetto Della Vedova, Barbara Pollastrini, Rosaria Iardino, Gianni Cuperlo, Imma Battaglia, Irene Tinagli, Paola Balducci e Ivan Scalfarotto.

“Siamo convinti – aggiunge Mancuso – che sia necessario valorizzare gli spazi di autonomia e libertà con soluzioni legislative innovative per avvicinare il nostro Paese alle più avanzate democrazie europee”. A promuovere la nuova rete sui diritti civili un Comitato Nazionale di cui fanno parte Fabio Astrobello, Andrea Benedino, Carlo Guarino, Valentina Paris, Riccardo Gottardi, Enrico Fusco, Marco Palillo, Giovanni Caponetto, Simona Zucchet.

“Equality promuoverà come primi appuntamenti – conclude Mancuso – un evento per affrontare il modo in cui l’affermazione dei diritti e delle libertà dei cittadini è motore di sviluppo e crescita economica e un’iniziativa di confronto e dialogo con la Chiesa cattolica: sono molte, infatti, le persone che credono e che si riconoscono in un’idea più inclusiva di società”.

Sono molte le personalità del mondo politico, sociale e culturale italiano che sostengono Equality: Laura Balbo, Paolo Beni, Enzo Bianco, Mercedes Bresso, Giuseppe Civati, Maria Grazia Cucinotta, Lella Costa, Angela Azzaro, Fabio Granata Miriam Mafai, Elena Montecchi, Matteo Orfini, Ottavia Piccolo, Stefano Rodotà, Filippo Rossi, Piero Sansonetti, Sofia Ventura, Tobia Zevi e Jean Leonard Touadì.

I nostri contatti: http://www.equalityitalia.it/

info@equalityitalia.it – 347.0490109

sabato 18 settembre 2010

Migliaia protestano contro la visita del Papa a Londra


Migliaia di cittadini hanno partecipato a Londra alla protesta contro la visita di stato nel Regno Uniti di Benedetto XVI. LGBT, Atei, Agnostici e Liberi pensatori
dicono NON SEI BENVENUTO!


Al passaggio del corteo di auto hanno inalberato cartelli con frasi e testi che ricordavano a Ratzinger gli scandali di pedofilia, sui i quali la Chiesa Cattolica vorrebbe stendere un velo chiedendo semplicemente scusa. I dimostranti non vogliono un personaggio che ad ogni occasione attacca le persone omosessuali e il loro diritto al matrimonio e ricordano le colpe della Chiesa sul "No al preservativo" e a campagne d'informazione sull'HIV/AIDS. Un grave colpa che ha contribuito alla diffusione della pandemia soprattutto in Africa.

La manifestazione è stata organizzata da gruppi LGBT, Atei, Agnostici e Liberi pensatori. Uno degli organizzatori, lo storico attivista gay PETER TATCHELL fondatore dell'organizzazione radicale gay OUTRAGE!
Silenzio quasi totale degli organi d'informazione italiani.

Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona sono a loro idealmente e con il cuore vicini.
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Guarda le foto della manifestazione sulla galleria FLICKR del nostro socio e fondatore PAOLO FERRARINI.
Foto: PROTEST THE POPE!


Articolo del THE GUARDIAN (inglese)

Day three of Pope Benedict XVI's visit to Britain and it was a day for protests and anti-papists under bright blue skies in central London. Around 10,000 people took to the capital's streets for a Protest the Pope rally and march against what the organisers called "papal intolerance" and to condemn the state funding of the visit.
They came in red cardboard papal hats scrawled with the words "bigot" and "homophobe" and carrying placards, rainbow flags, pledges of atheism and balloons made of condoms. One giant banner showing the Pope carrying a swastika was later taken down after offending many of the protesters, who went as far as complaining to the police officers lining the route of the march to Downing Street.

Although a good-natured crowd, the force of feeling against the presence of Pope Benedict in the UK was clear in the messages condemning his stance on homosexuality, the use of condoms, segregated schools, women's rights and, most of all, the child abuse scandal for which so many hold the pontiff personally responsible for both accelerating it and then covering it up.

"He is a symbol of all that is wrong with this terrible church, but he is more than that, he is also steeped in guilt at the cover-up," said Paul Stevens, a 35-year-old lawyer on the march with friends in exuberant "leftover gay pride suits". The first speaker to the rally was Sue Cox, 63, who was abused by a priest as a young girl and who told the crowd: "All I have ever experienced from the Catholic church is fear, disgust, lies and shame."

She concluded her speech by warning the Vatican that they would no longer be able to get away with overlooking clerical sex abuse. "We will continue to watch and shout out and work towards change. This is not over," she said.

The protest organiser Peter Tatchell told the Observer the event was held both to send a message to the Pope that child abusers had to be brought to account and to call on the British government not to tolerate the Pope's "harsh, intolerant views on women's rights, on gay equality and on the use of condoms which is so vital to stopping the spread of the HIV virus".

If the pope's key message during his visit has been to warn against atheism and secularism, then this rally was the chance of those with those views to present their view of Benedict. "An enemy of humanity" was the unminced words of prominent atheist Richard Dawkins, who gave a strong speech to the rally on its arrival at Downing Street.

Comedian Al Murray also figured among the crowd. He said: "Like a lot of people I am a perplexed that it is a state visit. The pope's opposition to condoms kills people. It is all very well him lecturing us on morals, but he should look at his own organisation's view."

Asked how his alter ego, the Pub Landlord, would react to the visit, Murray replied: "He doesn't like it either, but that is because he is a fan of Henry VIII, because of his marriage arrangements.

martedì 14 settembre 2010

L’appello

Berlusconi è al capolinea, minoranza nel Paese e in Parlamento, inviso alla maggioranza dei cittadini, a molti dei suoi stessi elettori e a settori decisivi della coalizione che lo ha portato al governo garantendogli impunità e favorendo la difesa dei suoi interessi privati.

Col primo “No Berlusconi Day” abbiamo chiesto le dimissioni di Berlusconi portando in piazza un milione di persone e aprendo la grande stagione di battaglie civili e di risveglio sociale che ha caratterizzato la storia politica del Paese dal 5 dicembre ad oggi, dalle iniziative in difesa della Costituzione e contro il legittimo impedimento e il processo breve fino alla grande campagna contro la legge bavaglio pensata da Berlusconi per proteggere se stesso e le “cricche” che lo sostengono e per salvare dai processi e dal giudizio dell’opinione pubblica gli indagati, i condannati, i corrotti, i corruttori e i mafiosi presenti all’interno del suo governo, del Parlamento e nella rete di poteri, spesso occulti come la P3, che tiene in piedi il cosiddetto berlusconismo.

Col secondo “No Berlusconi Day” ribadiamo l’urgenza di mandare a casa Berlusconi e tutto il governo da lui presieduto, artefice tra l’altro del disastro sociale ed economico del Paese, della distruzione della dimensione pubblica, a partire dalla scuola e dall’Università, e massima espressione del degrado morale e del dilagare del fenomeno della corruzione che attraversa, come e più di Tangentopoli, le istituzioni e la classe politica come dimostrano i casi Scajola, Brancher, Bertolaso, Cosentino, Dell’Utri, Verdini solo per citarne alcuni.

Per lasciarci alle spalle la lunga e drammatica fase storica del berlusconismo, iniziata nel ’94 con la nascita di Forza Italia sostenuta dalla mafia, non bastano le dimissioni di Berlusconi e del governo: occorre operare un radicale cambiamento delle condizioni politiche e culturali che ne hanno favorito la nascita e lo sviluppo, in particolare attraverso il ricorso ai mezzi di informazione di proprietà di Berlusconi sin dalla sua “discesa in campo”.

Per questo chiediamo che dopo le dimissioni di Berlusconi si operi tempestivamente 1) per la modifica dell’attuale legge elettorale e 2) per una nuova legge sul conflitto di interessi che impedisca il riproporsi dei nuovi Berlusconi.

E poi subito al voto per nuove elezioni libere e democratiche.

Invitiamo i cittadini, le associazioni, le forze democratiche e la libera stampa a partecipare e sostenere il “No Berlusconi Day 2″ che si terrà a Roma, sabato 2 ottobre 2010, con un corteo che, partendo da piazza della Repubblica alle ore 14 si concluderà in piazza San Giovanni

Il popolo viola

Per aderire all’appello scrivere a: fondatorenobday@hotmail.it specificando nell’oggetto “Appello”

domenica 22 agosto 2010

Diritti LGBT: Studente scrive a Nichi Vendola

Lettera di Valerio Barbini, giovane studente e militante LGBT a Nichi Vendola sull'esclusione dei diritti LGBT nel programma congressuale di Sinistra Ecologia e Libertà.

Caro Nichi,
sono un giovane aderente a Sel. La mia storia politica inizia fuori dai partiti nell´associazionismo laico italiano, nel movimento studentesco e nel movimento LGBT che è stato ed è il mio principale impegno.

Ai partiti sono arrivato dopo tutte queste esperienze, timoroso, riluttante, preoccupato di avere a che fare con modalità della politica che avevo sempre guardato con sospetto, abituato in quanto cittadino gay a vedere le mie richieste, le mie aspirazioni e i miei bisogni essere sempre messi da parte, contrattati, sacrificati e poi dimenticati anche dal centrosinistra.

Iniziai con la preadesione a Sinistra Arcobaleno, per il legame e la stima politica con la capolista candidata nella mia città, quell´esperienza mi portò nel PRC per qualche mese, con la voglia di partecipare da lì ad un percorso unitario della sinistra e nello stesso modo mi fece uscire dal PRC per continuare coerentemente il mio percorso insieme alle compagne e ai compagni di Sinistra e Democratica e degli altri partiti che facevano parte di Sinistra Arcobaleno, o almeno di quelli che decisero di continuare il cammino per la costruzione di una nuova sinistra italiana.

In quel periodo vissi, anche nel circolo dove ero iscritto, nel circolo del mio quartiere dove oramai con molti ci si conosceva e si aveva un buon rapporto, la critica secondo la quale la sinistra aveva perso perché si occupava solo di "froci e zingari", ricordo in particolare un dibattito nel circolo di presentazione delle mozioni, in cui "cornuto e mazziato", per quanto il centrosinistra non avesse spostato di un millimetro verso l´Europa ma non solo, l´asticella dei diritti LGBT, sentivo dire che bisognava riprendere a occuparsi solo di lavoro e di lavoratori, che non c´era tempo e non serviva perdere tempo e voti a occuparsi dei diritti di tutti e dei miei, pareva finito il tempo delle rose e bisognava trovare il modo di inseguire un tozzo di pane, senza sapere più come.

Il dato confortante, nella disperazione di quelle discussioni fatte di regolamenti di conti, di recriminazioni, della ricerca di responsabili ma soprattutto di scuse e di capri espiatori per giustificare una sconfitta che non si voleva capire e per la quale non si riuscivano a trovare altre giustificazioni rassicuranti, era vedere che certe posizioni semplicistiche, di arretramento, razziste e omofobiche, non riuscivano a fare breccia, o almeno non più di tanto, nella mozione che sostenevo.

Oggi SEL ha avviato il percorso che la porterà al suo congresso e, leggendo il Manifesto proposto sembrerebbe di vedere che, nonostante tutto, quella linea stia passando in quella che, in sostanza, sarà una sorta di Costituzione per il nostro partito.

Credo anche io, come molte compagne e molti compagni, che si tratti di un buon documento, se guardo a quello che c´è.Non posso però fare a meno di vedere anche che qualcosa manca, manca così tanto che l´assenza potrebbe sembrare una scelta politica.

Nel documento manca la laicità, manca la sessualità, mancano i corpi.Le parola Libertà contenuta nel nostro nome diventa mezza pagina dedicata ad un tema importante come l´antiproibizionismo, ma lì sembra esaurirsi l´essere libertari, perdendo l´occasione di definirci fortemente laici, perdendo l´occasione di parlare di libertà nelle relazioni, nel costruire la propria vita e le proprie famiglie.

Le cittadine e i cittadini LGBT non sono mai nominat*, se non implicitamente in un generico rifiuto dell´omofobia che oramai si riesce a far esprimere più o meno da chiunque, ma in positivo niente.

Il manifesto è stato presentato a Genova da Paolo Cento ed ero stato colpito da un suo passaggio, provenendo dai Verdi segnalava l´importanza che il tema dell´ambiente fosse portato avanti all´interno di una analisi generale e non relegato nel classico dipartimento ambiente.

Mentre lo ascoltavo pensavo al fatto che, per quanto riguarda i diritti civili, si era fatta una riunione un mese prima circa a Roma a cui avevo partecipato in cui con Alessandro Zan, Elettra Deiana ed altre compagne e compagni ci si era visti per fondare un forum diritti che, tra le altre cose, pensava di elaborare delle proposte su questi temi per il congresso visto che la bozza di manifesto usciva dalla segreteria.

Conosci bene il movimento LGBT e la sua storia e sai l´importanza che ha avuto in passato ma che continua ad avere oggi il tema della visibilità. Discutendo con Paolo Cento lui motivava questa assenza con la possibilità che la tua presenza fosse stata valutata simbolicamente così forte da dare questi temi per scontati.

Sappiamo tutt* quanto spesso la presenza di un esponente LGBT è servita a marginalizzare il tema dei diritti di cittadinanza di lesbiche, trans, gay e bisessuali invece che a dare loro la giusta importanza, quanto le parlamentari e i parlamentari provenienti dal movimento LGBT sono stati in passato lasciati soli.

Sai sicuramente quanto, spesso, il sottointeso e quindi il non detto faccia del male alle persone LGBT, come spesso sia l´altra faccia della discriminazione.

In politica spesso il sottointeso ha voluto dire poi sacrificare queste istanze, magari per inseguire qualche voto cattolico, o meglio clericale.

Credo che le cittadine e i cittadini LGBT in questo paese si meritino, già in grande ritardo, di essere pres* in considerazione, almeno nei manifesti visto che non lo sono ancora nella politica concreta di questo paese, e che SEL debba iniziare da subito, dal Manifesto, con un segnale di discontinuità, a considerare le cittadine e i cittadini LGBT parte integrata della società e quindi di un ragionamento complessivo invece di "segregarli" in un documento ad hoc scritto da alcuni dei militanti del movimento LGBT iscritti a SEL che rischi di finire, come sempre, dimenticato.

Se la sfida è davvero quella di ricostruire una sinistra riformatrice nella politica e innovativa nelle idee abbiamo bisogno di parlare chiaro, se vogliamo dire che c´è un´Italia migliore non possiamo dimenticarci di una parte del paese a cui sono negati i diritti più elementari.

Mancano ancora mesi al congresso e si può evitare di perdere l´ennesima occasione, oppure possiamo regalare questi temi, su cui la sinistra dovrebbe avere molto da dire, al Ministro Carfagna, a Granfranco Fini e a FLI.

Valerio Barbini - Genova

venerdì 20 agosto 2010

Lega che predica bene e razzola peggio

VICENZA: IL VIGILE ASSESSORE ARRICCHITO COL PORNO
Leghista, è accusato di gestire i siti web delle prostitute
giovedì 19 agosto 2010 , di Il Corriere del Veneto

Vicenza - Incassava diecimila al mese con l'attività di promoter di prostitute e trans e viaggiava con un Porsche Cayenne. Alessandro Costa, 38 anni, vigile urbano tra Noventa vicentina e Gallio oltre che assessore alla sicurezza leghista a Barbarano vicentino, è indagato (ed è già stato sospeso dall'incarico) per favoreggiamento della prostituzione dai carabinieri di Padova. VICENZA Prelevava 250 euro al giorno da un Postamat di Cesuna, e ne incassava almeno diecimila al mese con l'attività di promoter di prostitute e trans. Andava al lavoro con un vecchio fuoristrada, ma si spostava nelle ore libere dal lavoro di vigili urbano con un Porsche Cayenne da 80mila euro. Uno stile di vita ed un volume di prelievi di denaro un po' troppo alto per immaginare che Alessandro Costa, 38 anni, vigile urbano tra Noventa vicentina e Gallio ed assessore alla sicurezza del comune di Barbarano vicentino potesse vivere solo dello stipendio da agente della polizia locale. E da ieri è risultato chiaro come faceva Costa a permettersi qualche lusso extra. Almeno a sentire i carabinieri della compagnia di Padova che hanno indagato formalmente il vigile urbano (sospeso dall'incarico) ed ormai ex assessore leghista per favoreggiamento della prostituzione. Ipotesi di reato che presto il pubblico ministero Vartan Giacomelli potrebbe modificare in sfruttamento della prostituzione.

Alessandro Costa infatti a quanto riscontrato dai carabinieri al comando del tenente Luca Bordin era a capo di una organizzazione che gestiva alcuni siti internet a luci rosse denominati «bestannunci». I siti richiamavano l'impresa virtuale messa in piedi anni fa da un gruppo di padovani, tutti indagati dalla squadra mobile veronese l'anno scorso sempre per sfruttamento della prostituzione. Il modello è sempre lo stesso: prostitute, trans e gay disposti al sesso mercenario messi in vetrina con foto e video. Al prezzo di 150 euro al mese per la promozione base. I pagamenti le clienti di Costa li facevano in contanti o con trasferimenti su alcune carte di credito flash intestate ad una prostituta romena. Le stesse card che il vigile urbano aveva in tasca quando i carabinieri sono andati a Gallio per notificargli l'indagine ed eseguire alcune perquisizioni. Nella sua auto l'esponente leghista aveva anche alcuni contratti stipulati con una decina delle oltre 200 professioniste del sesso sue clienti.

In casa sua i carabinieri hanno sequestrato alcuni computer dentro cui ci sono foto e programmi di grafica identici a quelli usati, codici compresi, per aggiornare il sito internet che da 24 ore è stato oscurato. Nei guai anche i due «procacciatori d'affari» che con Alessandro Costa avevano messo in piedi il business della promozione a luci rosse. L'ormai ex esponente leghista ha cercato di negare ogni addebito, ma le prove raccolte dai carabinieri nei suoi confronti lascerebbero pochi dubbi. Ora Costa si è messo in aspettativa dall'incarico di vigile urbano. Un anticipo della licenza matrimoniale che avrebbe chiesto da qui a pochi giorni per sposarsi il 18 settembre con l'attuale compagna, anche lei agente, della polizia provinciale. Secondo gli agenti, almeno formalmente, estranea ai traffici inconfessabili del promesso sposo.

Il caso ha scosso come un terremoto l'ambiente politico nel Vicentimo. Tutti esterrefatti gli esponenti della Lega che con Costa hanno percorso il cammino politico in questi anni. «Costa mi ha chiamato questa mattina (ieri ndr) per spiegarmi la sua versione dei fatti. Dice di essere finito per errore in questa situazione forse a causa del suo hobby della fotografia che lo ha messo in contatto con alcune modelle - spiega il sindaco di Barbarano Vicentino Roberto Boaria - Nonho mai dormito questa notte. E' sempre stata una persona corretta, competente e con una buona preparazione. Ha detto che rimetterà le deleghe di assessore, e io l'ho pregato di farlo rapidamente per poter ridistribuire gli incarichi nel consiglio del 3 settembre».

lunedì 31 maggio 2010

Diritti-Differenti organizzato dai Giovani Democratici di Verona

Venerdì 28 Maggio si è tenuto presso il Caffè Mazzanti di Verona
un partecipato ed interessante incontro-aperitivo
dal titolo “Diritti-Differenti”, organizzato dai Giovani Democratici di Verona.
Con ospite Ivan Scalfarotto.
Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del Partito Democratico, gay dichiarato, che all’interno del partito si batte per una maggiore coscienza e presa di posizione sui temi della Laicità, del testamento biologico e dei diritti civili LGBT. E’ stata anche l’occasione affinchè il maggiore partito di opposizione, riprenda il dialogo con le associazioni del movimento LGBT, cercando di portare avanti nelle sedi istituzionali quell’azione sui diritti che da tempo manca.
Erano infatti presenti all’incontro una delegazione di Arcigay Pianeta Urano Verona e una del Circolo Pink di Verona, le altre associazioni veronesi non erano presenti.
Dopo un lungo, bello e appassionato discorso di Ivan Scalfarotto, a preso la parola Michele Breveglieri, Presidente Arcigay Verona, che ha sottolineato come oggi, tante persone lgbt e parte del movimento lgbt, contestino al Partito Democratico di non fare scelte chiare e precise, di mascherarsi dietro l’idea del pluralismo interno che “rispetta tutte le sensibilità” evitando di assumere una linea precisa, soprattutto in un momento dove c’è l’estrema urgenza e necessità di leggi, non solo per il riconoscimento delle famiglie e delle unioni gay-lesbiche, ma ancora prima di una seria legge contro l’omofobia.

Caso ultimo emblematico di questa linea non chiara nel partito, ciò che è accaduto a Udine, dove il Partito Democratico locale, con una mozione ha definito “provocatori” i manifesti realizzati da Arcigay e Arcilesbica Udine per la giornata mondiale contro l’omofobia del 17 Maggio.
Il caso “Udinese” ha suscitato una discreta discussione dentro e fuori i PD, soprattutto dopo la lettera che Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay a mandato a Pierluigi Bersani, Segretario Nazionale del PD.
Il dibattito al Mazzanti e poi proseguito con un polemico intervento di Gianni Zardini, presidente Pink, che ha rimarcato come a Verona esistano ancora tre mozioni omofobe approvate nel 1995 e che neanche i 5 anni di amministrazione di centro-sinistra hanno cancellato. A Zardini ha prontamente risposto Stefania Sartori, ex Assessore alle Pari Opportunità e differenze durante l’amministrazione Zanotto e attuale capogruppo PD in consiglio comunale, che un po’ alterata per le accuse di Zardini, ha replicato che ci fu la volontà da parte della maggioranza di allora di cancellare le mozioni, ma che di fatto non c’erano i numeri per farlo e che comunque l’amministrazione di Centro-sinistra qualcosa fece, o tentò di fare in favore della comunità Lgbt.

I Giovani democratici Veronesi e Veneti, che da tempo hanno avviato un ottimo dialogo con le associazioni LGBT, hanno poi presentato la mozione contro l’omofobia che intendono portare avanti e dove sarà possibile far approvare in tutte le sedi istituzionali, dai consigli comunali e quelli provinciali.

Guarda le foto :: " Diritti differenti "
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domenica 30 maggio 2010

Diritti LGBT: Continua il dibattito nel PD


Venerdì 28 Maggio si è tenuto presso il Caffè Mazzanti di Verona un partecipato ed interessante incontro-aperitivo dal titolo “Diritti-Differenti”, organizzato dai Giovani Democratici di Verona.
Con ospite Ivan Scalfarotto.

Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del Partito Democratico, gay dichiarato, che all’interno del partito si batte per una maggiore coscienza e presa di posizione sui temi della Laicità, del testamento biologico e dei diritti civili LGBT. E’ stata anche l’occasione affinchè il maggiore partito di opposizione, riprenda il dialogo con le associazioni del movimento LGBT, cercando di portare avanti nelle sedi istituzionali quell’azione sui diritti che da tempo manca.
Erano infatti presenti all’incontro una delegazione di Arcigay Pianeta Urano Verona e una del Circolo Pink di Verona, le altre associazioni veronesi non erano presenti.
Dopo un lungo, bello e appassionato discorso di Ivan Scalfarotto, a preso la parola Michele Breveglieri, Presidente Arcigay Verona, che ha sottolineato come oggi, tante persone lgbt e parte del movimento lgbt, contestino al Partito Democratico di non fare scelte chiare e precise, di mascherarsi dietro l’idea del pluralismo interno che “rispetta tutte le sensibilità” evitando di assumere una linea precisa, soprattutto in un momento dove c’è l’estrema urgenza e necessità di leggi, non solo per il riconoscimento delle famiglie e delle unioni gay-lesbiche, ma ancora prima di una seria legge contro l’omofobia.

Caso ultimo emblematico di questa linea non chiara nel partito, ciò che è accaduto a Udine, dove il Partito Democratico locale, con una mozione ha definito “provocatori” i manifesti realizzati da Arcigay e Arcilesbica Udine per la giornata mondiale contro l’omofobia del 17 Maggio.
Il caso “Udinese” ha suscitato una discreta discussione dentro e fuori i PD, soprattutto dopo la lettera che Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay a mandato a Pierluigi Bersani, Segretario Nazionale del PD.
Il dibattito al Mazzanti e poi proseguito con un polemico intervento di Gianni Zardini, presidente Pink, che ha rimarcato come a Verona esistano ancora tre mozioni omofobe approvate nel 1995 e che neanche i 5 anni di amministrazione di centro-sinistra hanno cancellato. A Zardini ha prontamente risposto Stefania Sartori, ex Assessore alle Pari Opportunità e differenze durante l’amministrazione Zanotto e attuale capogruppo PD in consiglio comunale, che un po’ alterata per le accuse di Zardini, ha replicato che ci fu la volontà da parte della maggioranza di allora di cancellare le mozioni, ma che di fatto non c’erano i numeri per farlo e che comunque l’amministrazione di Centro-sinistra qualcosa fece, o tentò di fare in favore della comunità Lgbt.

I Giovani democratici Veronesi e Veneti, che da tempo hanno avviato un ottimo dialogo con le associazioni LGBT, hanno poi presentato la mozione contro l’omofobia che intendono portare avanti e dove sarà possibile far approvare in tutte le sedi istituzionali, dai consigli comunali e quelli provinciali.

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mercoledì 19 maggio 2010

Napolitano il Grande!

COMUNICATO STAMPA
Napolitano il Grande!

Oggi, 17 maggio 2010, VI Giornata internazionale della lotta all'omofobia e alla transfobia, si è celebrato a Roma un evento storico. Il Presidente della Repubblica Italiana ha ricevuto al Quirinale un'ampia rappresentanza di associazioni omosessuali e transessuali, su iniziativa dell'Onorevole Paola Concia.

L'incontro e' stato importante non solo per il valore simbolico in sè ma soprattutto per i temi affrontati. Significativa per noi e' stata la sottolineatura fatta dal Presidente Napolitano su omofobia e transfobia e i diritti delle persone LGBTQI come non solo un problema delle singole persone o prerogativa delle associazioni omosessuali e transessuali, ma come una questione che investe tutta la società e di cui tutti si devono sentire responsabili.

Il Presidente ha inoltre evidenziato che gli aspetti su cui intervenire sono due: uno culturale e sociale, l’altro normativo e che su entrambi le Istituzioni devono fare la loro parte. Tale manifesta consapevolezza e il richiamo alle Istituzioni sono i punti nodali di maggiore soddisfazione per noi. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha sollecitato il Parlamento a legiferare per il riconoscimento delle coppie omosessuali, le parole precise ed equilibrate di Napolitano sono cardini ormai imprescindibili.

Gli interventi dei maggiori custodi della Carta Costituzionale rappresentano la cornice più autorevole in cui il Parlamento tutto dovrà muoversi per legiferare senza più indugi. Ringraziamo il Presidente Napolitano per aver, anche questa volta, rappresentato i valori di inclusione e di affermazione dei diritti.

Francesca Polo - ArciLesbica Nazionale
Giuseppina La Delfa – Famiglie Arcobaleno
Marcella Di Folco – M.I.T Movimento di Identità Transessuale
Paolo Patané - Arcigay Nazionale
Rita De Santis - Agedo
Rossana Praitano - Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

giovedì 29 aprile 2010

Roma, volantini sui bus contro omofobia

Reazione di Arcigay Roma all'episodio di violenza che ha colpito un ragazzo gay mentre era su un autobus della città. Volantini su quello e altri bus della città contro l'omofobia.
Iniziativa contro l'omofobia sugli autobus della città. Così Arcigay Roma reagisce all'episodio di violenza che ha visto un ragazzo di 22 anni essere aggredito e infamato proprio mentre stava viaggiando su un autobus.

«Venerdì 30 aprile a partire dalle ore 13 dal terminal degli autobus della stazione Termini, in piazza dei Cinquecento, saliremo a bordo degli autobus e distribuiremo una campagna contro l'omofobia pensata e realizzata proprio dopo questo terribile episodio», spiega il presidente Fabrizio Marrazzo. Ci saranno «volantini e materiale informativo con cui vogliamo raccontare ai cittadini quello che è avvenuto e chiedere di aiutarci a denunciare e di impegnarsi, ogni giorno, in una battaglia comune contro ogni forma di intolleranza e per l'uguaglianza».

"In autobus - continua Marrazzo - raggiungeremo molte piazze della città e anche Trastevere, dove passava il bus proprio mentre avveniva l'aggressione. A distribuire il materiale un gruppo di volontarie e volontari che avranno con loro la bandiera di Arcigay, il simbolo che gli aggressori hanno visto su una spilla del ragazzo. Ci auguriamo che si uniscano anche molte altre persone». All'iniziativa partecipano oltre ad Arcigay Roma anche ArciLesbica Roma e la Fondazione Massimo Consoli.

sabato 27 marzo 2010

VOTA! SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' - PSI

Elezioni Regionali 2010

USA IL TUO VOTO!
Domenica 28 e Lunedì 29 Marzo 2010, vai a votare per chi ha fatto della LAICITA' e dei DIRITTI di LESBICHE, GAY e TRANS un proprio valore!

VOTA! SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' - PSI
La Sinistra che Unisce

Ecco tutti i candidati di SEL-PSI per Verona e Provincia.
Clicca sull'immagine per ingrandirla.

Visita il sito regionale di SEL-PSI:
www.selveneto.eu

Il comunicato di SEL-PSI Verona sulle polemiche a seguito del Convegno DIVERSITA' = VALORE

Comunicato stampa - ArciLesbica - 25 marzo 2010


"In Italia manca un'alternativa di valori: Bersani per noi non lo sei."

«Sì ad una regolazione delle convivenze stabili, comprese quelle tra omossessuali, purché tale regolazione non sia sovrapponibile a quella del matrimonio». Questa è stata la risposta di Luigi Bersani intervistato ieri a "Mentana Condicio" sulla questione unioni omosessuali.
"Non e' un caso che sempre piu' coppie dello stesso sesso si rivolgano ai tribunali per vedere riconosciute le loro unioni a pari titolo di quelle eterosessuali, dato che le forze politiche di governo e di opposizione hanno seppellito le nostre richieste" dichiara Cristina Gramolini della Segreteria Nazionale di ArciLesbica, "La posizione di Bersani contro i matrimoni gay ci fornisce un motivo in piu' per non votarlo, perche' ormai ci non basta che qualche ingenuo candidato omosessuale si trovi in lista" prosegue la dichiarazione"
"Tanti in Italia non sopportano piu' il berlusconismo, che tuttavia regge, per quanto sgangherato, anche per l'assenza di una vera alternativa di valori".

Cristina Gramolini Segreteria Nazionale ArciLesbica
e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it
Mobile: 327.324.31.01 http://www.arcilesbica.it/

SCRITTE OMOFOBE E DANNEGGIATO CAMION ELETTORALE DI GRILLINI

Grillinivela190310Durante la notte è stato seriamente danneggiato da ignoti uno dei due camion che per le vie di Milano trasporta la vela con il manifesto elettorale del candidato Idv Franco Grillini a Milano e provincia. SCRITTE OMOFOBE E DANNEGGIATO CAMION ELETTORALE DI GRILLINI
Il candidato Idv in Emilia romagna e Lombardia

Sono state tagliate quattro gomme ed è stato danneggiato lo sportello, tanto da impedire l'accesso al mezzo. Sul manifesto elettorale sono comparse le scritte: "frocio di merda vai a lavorare", "w la figa"

Il candidato Idv alle regionali in Lombardia e Emilia romagna dichiara: "Si tratta di un atto vigliacco e stupido di chi vuole impedire la campagna elettorale su Milano di un candidato fortemente caratterizzato sui temi dei diritti civili e di libertà". "La violenza, l'omofobia e i soprusi – aggiunge Grillini - sono odiosi sempre, ma lo sono ancora di più quando si cerca di alterare la dialettica democratica". Grillini conclude: "mi sono candidato a Milano nelle liste dell'Idv per combattere lo strapotere clericale del 'ventennio' di Formigoni. Non sarà certo una vile intimidazione a fermare una campagna che porta avanti soprattutto ideali di libertà e laicità".

Il candidato parteciperà domani alle 19 (al Cafè Bistrot di via Lomazzo 29) all'incontro indetto da Arcilesbica Zami di confronto con i candidati alle regionali in Lombardia proprio sul tema delle politiche non discriminatorie e di inclusione delle minoranze.

Grillinivela190310

Regionali 2010: Alessandro Zan candidato LGBT

Alessandro Zan, Presidente di Arcigay Veneto, assessore, lottatore per i diritti civili, ambientalista.
In prima linea da sempre per i diritti civili, è uno dei punti di riferimento per le forze laiche di questo paese.
Eletto consigliere comunale a Padova nel 2004, Zan è spesso ricordato come il padre dei così detti "Pacs alla padovana", un riconoscimento anagrafico basato su vincoli affettivi per una coppia (indipendentemente dall'orientamento sessuale di ciscuno) che conviva.
Candidato consigliere regionale con Sinistra, Ecologia e Libertà a Padova e Provincia.

Approvato nel 2006, il riconoscimento anagrafico per le coppie conviventi resta un documento unico nel suo genere, che ha raccolto il plauso di diverse istituzioni anche a livello europeo.

Nell'ambito della sua attività di consigliere comunale va inoltre ricordata la presidenza della commissione sul tram, la quale, sotto la guida di Alessandro, ha saputo fornito un valido sostegno tecnico e scientifico ad uno dei progetti più delicati per lo sviluppo della mobilità cittadina padovana.


Tra le attività recenti Alessandro è stato uno dei principali promotori del Fondo sociale di solidarietà, un fondo dedicato a fornire assistenza e supporto materiale ai cittadini colpiti dalla crisi economica.


Alessandro Zan è da sempre anche una delle figure più importanti della comunità LGBT italiana.


Politicamente attivo all'interno del movimento sin dal periodo liceale, si è reso promotore di importanti manifestazioni a favore dei diritti della comunità LGBT , che hanno avuto estremo risalto a livello nazionale. Oltre al Gay Pride a Padova nel 2002, ricordiamo la campagna nazionale PACS che ha visto al suo interno alcune importanti manifestazioni come il "Kiss2Pacs" del 2004 e "Tutti in Pacs" del 2006, entrambe tenutesi a Roma in piazza Farnese.


Nel giugno 2009 è stato nuovamente eletto consigliere comunale e successivamente nominato dal Sindaco Flavio Zanonato assessore all'ambiente e agenda 21, lavoro e cooperazione internazionale.


Tra le sue priorità come amministratore vi sono il progetto per rendere Padova prima città in Italia per installazione di pannelli fotovoltaici, l'aumento della raccolta differenziata, la riduzione dell'inquinamento dell'aria con azioni strutturali (es. aumento del trasporto pubblico) e il nuovo Centro Lavoro per disoccupati e precari.


mercoledì 17 marzo 2010

Stop al convegno sui «diversi» In città la polemica si allarga

IL CASO. Numerose reazioni alla richiesta del consigliere Zelger di bloccare
il seminario alla Loggia di Fra´ Giocondo
Stop al convegno sui «diversi» In città la polemica si allarga
L´Arci: «Vuole essere strumento di conoscenza e di apertura» Traverso (An): «Certe parole offendono anche il centrodestra
La loggia di Fra´ Giocondo, sede del Consiglio provincialeLe parole del consigliere comunale Alberto Zelger (Lista Tosi) che chiede di annullare il seminario «Diversità come valore» di venerdì nella sala consiliare della Provincia, nella Loggia di Fra´ Giocondo, stanno scatenando molte reazioni: poche di condivisione, per lo più indignazione e rabbia.«È curioso che chi chiede di annullare il seminario promosso dal Dipartimento per le Pari opportunità Presidenza del Consiglio sia il vicepresidente della commissione temporanea Famiglia e pari opportunità del Comune», sottolinea Michela Faccioli presidente di Arci Verona organizzatore del seminario. «Che vuol essere uno strumento di conoscenza della legislazione italiana ed europea sulle discriminazioni multiple, utile quindi a promuovere un innalzamento dei diritti di tutti i cittadini indipendentemente dall´origine etnica, dall´orientamento sessuale, dall´età e dalle condizioni fisiche e mentali. Quindi, i luoghi istituzionali che Arci Verona ha chiesto, ben si addicono a una discussione che su temi così rilevanti non può svolgersi nel chiuso di una stanza, ma deve aprirsi al dibattito pubblico. Invito quindi Zelger a partecipare al seminario che potrebbe consentirgli di affrancarsi da certe disdicevoli opinioni secondo cui vi sarebbero persone "sempre alla ricerca di una patente di normalità, mentre invece sono soltanto bisognose di cure o di educazione"».
«Lettere come quella di Zelger a proposito del convegno non solo meritano di figurare in un breviario dei tempi dell´Inquisizione ma rivelano una profonda ignoranza storica, umana, politica», tuona il Circolo Pink che si batte da anni per il riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender (Glbt). «È pur vero che Verona si merita, da 15 anni, il titolo di "città più omofoba" d´Europa, tuttavia le dichiarazioni di Zelger ci appaiono molto gravi e lesive non solo della dignità delle persone Glbt ma anche dell´intelligenza di tutti i cittadini».
A mandare il consigliere Zelger a scuola di Costituzione ci pensa invece Mao Valpiana che dice: «Se conoscesse la Costituzione italiana e la Dichiarazione universale dei diritti dell´uomo, non avrebbe scritto clamorose sciocchezze».
E prosegue: «La Provincia, ospitando il seminario, ha semplicemente fatto il proprio dovere di ente pubblico, chiamato a celebrare la Settimana europea contro le discriminazioni. Riconosciamo al presidente Miozzi di aver ben interpretato il proprio ruolo di garante per tutti e invitiamo il consigliere Zelger a iscriversi al seminario dove, gli assicuriamo, non sarà discriminato, anzi sarà aiutato nella conoscenza dei fondamentali valori della Costituzione».
Una nota in tale direzione arriva anche dal candidato del Pd in Regione Paolo Tovo che, ricordando anche il recente episodio di razzismo accaduto in sesta circoscrizione, dice: «Non si possono tollerare, da parte di chi amministra, atteggiamenti che potrebbero portare ad atti di intolleranza e discriminazione nei confronti del diverso, chiunque questo sia».In difesa della diversità si schiera anche Elena Traverso, consigliere comunale del Pdl (area An) che dice: «Pur non condividendo molte delle battaglie di Arci e ritenendo che la famiglia intesa come unione naturale di un uomo e una donna sia il nucleo fondante della società, non posso non prendere atto delle diversità che compongono la società stessa e che in un certo modo la arricchiscono. L´ente pubblico è laico per definizione e deve concedere pari opportunità a tutte le anime della comunità». E prosegue: «Le affermazioni di Zelger, oltre che lesive della dignità di molti concittadini, offendono anche chi appartiene al centrodestra».
Dello stesso partito, ma di idea diversa, l´assessore comunale alle Pari opportunità Vittorio Di Dio, che ritiene che al tema del convegno siano state ascritte una «pluralità di problematiche come se il soggetto che ha inventato il convegno avesse voluto mettere fra gli altri temi (o fra le righe) anche tematiche che, se presentate da sole, porrebbero seri dubbi sulla legittimità della concessione stessa». E aggiunge: «Non può essere considerata diversità sostanziale (e perciò valore) un semplice comportamento (per altro soggetto alle mode, ai cambiamenti e all´evoluzione della società). Per me non rappresenta un valore ciò che è riconducibile solo a un diverso modo di vivere la sessualità (cioè a un comportamento sessuale differente)».
L´eco della discussione è giunta anche in Consiglio provinciale con l´intervento di del capogruppo del Pd Vincenzo D´Arienzo che ha stigmatizzato le parole del consigliere Zelger e invocato il rispetto di opinioni e stili di vita altrui visto che, ha ricordato, «nessun gay, lesbica, bisessuale o transgender vuole imporre il proprio modo di vivere a chi è eterosessuale, il rispetto dovrebbe essere reciproco». Seppur con qualche distinguo, anche il capogruppo del Pdl, Alberto Bozza ha sottolineato l´importanza di «garantire spazio alle idee di tutti, pur non condividendole o avendone delle altre, il rispetto non può essere negato». G.C.
mercoledi 17 marzo 2010 - L'Arena di Verona

LETTERA APERTA AL COSIGLIERE COMUNALE ALBERTO ZELGER

Risposta alla lettera del consigliere comunale Alberto Zelger della Lista Tosi nella quale esprime: «le mie perplessità sulla concessione di sale pubbliche prestigiose (una delle quali intitolata a Giovanni Paolo II) per iniziative di propaganda ideologica della cultura LGBT (lesbian, gay, bisexual, and trans gender), in netto contrasto con la Costituzione e con le nostre tradizioni culturali e religiose».
«Non voglio misconoscere la sofferenza di chi – per problemi psicologici (raramente biologici), spesso frutto di carenze educative – si trova nella situazione di dover essere aiutato per recuperare la sua identità maschile o femminile», scrive Zelger, «trovo altresì molto preoccupante che la Provincia di Verona conceda spazi e patrocinio a un'iniziativa, che pone sullo stesso piano l'amore naturale tra un uomo e una donna e le deviazioni psicologiche o sessuali, sempre alla ricerca di una patente di normalità, mentre invece sono soltanto bisognose di cure o di educazione».
Risposta
“Gentilissimo consigliere comunale Alberto Zelger
Non voglio misconoscere la sofferenza di chi – per problemi psicologici (raramente biologici),
spesso frutto di gravi carenze educative – si trova nella situazione di essere rappresentante di
una giunta leghista...
detto questo:
• Il seminario proposto «la diversità come valore», per il quale la provincia ha dato la sala,
era rivolto a chi opera in uffici pubblici o entra in contatto con i 5 ambiti delle
discriminazioni: orientamento sessuale, razza-etnia; disabilità, religione e opinioni
personali; età.
• Credo che neanche la Binetti potesse arrivare a pensare che quel seminario si potesse
occupare di riproporre il matrimonio gay a livello locale.
• Sulla costituzione non c'è e per fortuna non c'è mai stata traccia di norme contrarie alla
diffusione della cultura Glbt, né tantomeno di iniziative o seminari finalizzati al rispetto
verso le persone facenti parte del mondo Glbt.
• Deviazioni psicologiche o sessuali son quasi sicuramente più riscontrabili tra leghisti, gli ex-democristiani
e soprattutto il clero cattolico che non tra i gay.
• La nostra identità maschile ci dice che la sua identità femminile stia urlando da
parecchio tempo per buttare via il cilicio, uscire fuori in minigonna e calze a rete e battere
la statale, sempre alla ricerca di rumeni, ma non più con intenti discriminatori.
Ad ogni modo
Siamo contenti di annotare quanto siamo sempre nei vostri pensieri!
Felice di vedere quanto l'amministrazione sia maggiormente propensa al mantenimento delle
tradizioni culturali e religiose, ben incarnata nella devozione ai riti druidici celtici e nel consumo
di pane e salame, piuttosto che di occuparsi dei diritti delle persone.
Mi auguro che il comune voglia allontanarsi da tali dichiarazioni, evitando per il futuro di
concedere contributi e incarichi prestigiosi, come la vicepresidenze e incarichi relativi alle pari
opportunità, a evidentissimi casi di fan di Povia”.
I miei cortesi saluti
Lady Malizia

LE DIVERSITA' A VERONA NON SONO UN VALORE MA RIMANGONO SOLO SOGGETTIVITA' DA COMBATTERE

CIRCOLO PINK VERONA - comunicato stampa
SUL CONVEGNO IN PROVINCIA A VERONA "LA DIVERSITA' COME VALORE"

Farebbe bene ad andarci, il consigliere Alberto Zelger della Lista Tosi, all´iniziativa formativa "La diversità come valore", che si terrà venerdì e sabato prossimi alla Loggia di Frà Giocondo!
Lettere come la sua, comparsa stamattina sul quotidiano "L´Arena", a proposito del suddetto convegno, tra l´altro promosso da un istituto governativo, non solo meritano di figurare in un breviario dei tempi dell´Inquisizione ma rivelano una profonda ignoranza storica, umana, politica.
E ´ pur vero che Verona si merita, da ben quindici anni, il titolo di "città più omofoba" d´Europa - le mozioni approvate dal consiglio comunale nel 1995, che respingevano i consigli della Comunità europea sulle pari opportunità delle persone omosessuali, sono ancora vigenti, per non parlare del passato prossimo dell´attuale sindaco, in ginocchio qualche anno fa alla messa riparatrice degli integralisti cattolici per il "Gay Pride" (con annesse dichiarazioni e maglietta).
Tuttavia le dichiarazioni di Zelger, che ci sembra opportuno riportare, ci appaiono molto gravi e lesive non solo della dignità delle persone glbt ma anche dell´intelligenza di tutti i cittadini/e.
Zelger non solo scrive di nutrire perplessità "sulla concessione di sale pubbliche prestigiose (una delle quali intitolata a Giovanni Paolo II) per iniziative di propaganda ideologica della cultura LGBT (lesbian, gay, bisexual, and trans gender), in netto contrasto con la Costituzione e con le nostre tradizioni culturali e religiose", ma aggiunge: "Non voglio misconoscere la sofferenza di chi - per problemi psicologici (raramente biologici), spesso frutto di carenze educative - si trova nella situazione di dover essere aiutato per recuperare la sua identità maschile o femminile, ... trovo altresì molto preoccupante che la Provincia di Verona conceda spazi e patrocinio a un´iniziativa , che pone sullo stesso piano l´amore naturale tra un uomo e una donna e le deviazioni psicologiche o sessuali, sempre alla ricerca di una patente di normalità, mentre invece sono soltanto bisognose di cure o di educazione".
Crediamo che, in un Paese che si ostina a chiamarsi civile, alla vigilia di elezioni importanti, che ci auguriamo mettano la parola "fine" alla possibilità di esercitare un qualsivoglia potere da parte di simili personaggi, le parole di Alberto Zelger dovrebbero suonare come uno scandalo culturale e politico.
Ci riserviamo, come associazioni glbt e gruppi antirazzisti, di avviare iniziative anche legali contro tali dichiarazioni.
Auguriamo buon lavoro ai relatori e ai partecipanti del convegno "La diversità come valore", auspicando che l´iniziativa non resti isolata. In questa città (purtroppo) di iniziative del genere ce ne vorrebbe una alla settimana, e in luoghi anche più "prestigiosi" della Loggia di Grà Giocondo.
Il circolo Pink di Verona

La Provincia dà spazio ai discriminati: è bufera

IL CASO. Venerdì e sabato in Loggia di Fra' Giocondo il convegno «Diversità come valore» Polemiche e attacchi per la concessione della sala del Consiglio a un seminario a difesa dei diritti di gay, rifugiati, stranieri, disabili .
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La Loggia di Fra Giocondo, sede del Consiglio provinciale
Basta la parola «diversità» e si scatena il finimondo. A mandare in fibrillazione il mondo politico di centrodestra è stata ieri la notizia che la Provincia ha concesso la sala consiliare della Loggia di Fra Giocondo all'Arci di Verona per un seminario sul tema «la diversità come valore», che si terrà venerdì e sabato. Una iniziativa rivolta a chi opera in uffici pubblici o entra in contatto con i 5 ambiti delle discriminazioni: orientamento sessuale, razza-etnia; disabilità, religione e opinioni personali; età. Un seminario promosso dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del diopertimento per le Pari Opportunità che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Un progetto che intende favorire a livello locale fra funzionari, dirigenti pubblici, responsabili degli uffici giuridici responsabili dei rapporti con il pubblico e del sindacato dell'area sociosanitaria, delle politiche abitative, delle scuole e dei trasporti, associazioni giovanili e associazionismo vario, una maggiore conoscenza della legislazione europea e italiana a favore delle categorie più vulnerabili a forme di discriminazione e promuovere nel contempo un reale innalzamento dei diritti per tutti i cittadini indipendentemente dal sesso, orientamento sessuale, condizioni fisiche o mentali, origine etnica, età o religione.

Nel gruppo di lavoro, a livello nazionale, ci sono la Federazione italiana per il superamento dell'handicap, l'Arcigay, Gaynet, Libellula, le Acli, Acmid-Donna Onlus, l'European Network against racism, la Comunità di Sant'Egidio, il Consiglio italiano per i rifugiati, il Coordinamento nazionale Trans Sylvia Rivera.Evidentemente la presenza nel programma di un tema specifico sulle discriminazioni per entità di genere, con la presenza tra i relatori di esponenti di Arcigay su aspetti come la trans-sessualità, il trans-genderismo, il transito dei diritti, è stato tema di scandalo e alla presidenza della Provincia sono piovute mail di protesta dal mondo politico di centrodestra vicino a posizioni cattoliche. Una per tutte, la lettera del consigliere comunale Alberto Zelger della Lista Tosi nella quale esprime «le mie perplessità sulla concessione di sale pubbliche prestigiose (una delle quali intitolata a Giovanni Paolo II) per iniziative di propaganda ideologica della cultura LGBT (lesbian, gay, bisexual, and trans gender), in netto contrasto con la Costituzione e con le nostre tradizioni culturali e religiose».«Non voglio misconoscere la sofferenza di chi – per problemi psicologici (raramente biologici), spesso frutto di carenze educative – si trova nella situazione di dover essere aiutato per recuperare la sua identità maschile o femminile», scrive Zelger, «trovo altresì molto preoccupante che la Provincia di Verona conceda spazi e patrocinio a un'iniziativa, che pone sullo stesso piano l'amore naturale tra un uomo e una donna e le deviazioni psicologiche o sessuali, sempre alla ricerca di una patente di normalità, mentre invece sono soltanto bisognose di cure o di educazione». Quindi, conclude, «mi auguro che la Provincia voglia annullare questa manifestazione o ne prenda comunque le dovute distanze, evitando per il futuro di concedere spazi, patrocini e contributi a tali iniziative». La polemica si è fatta rovente al punto che il presidente Miozzi si è sentito in dovere di replicare: «Ho concesso l'utilizzo della Loggia di Fra' Giocondo all'Associazione Arci Comitato Territoriale di Verona per un convegno sulle discriminazioni perché credo che tutti abbiamo diritto di parola nella nostra città e soprattutto che tutti debbano avere la possibilità di dialogare e di confrontarsi in un dibattito pubblico».«La sala consiliare provinciale», prosegue, «viene data in uso, secondo le disponibilità, a chiunque ne faccia richiesta, perchè i luoghi delle istituzioni sono a servizio dei cittadini e non un posto di potere isolato e chiuso all'esterno. Non c'era motivo, dunque, di negare la sala a un'associazione veronese che ne aveva fatto correttamente richiesta per un incontro fra l'altro patrocinato da Enar (network europeo contro il razzismo) e Unar (ufficio nazionale contro le discriminazioni)».

Miozzi conclude: «Sono favorevole a uno Stato laico e mi trovo perciò in disaccordo con chi si fa portavoce di un certo spiacevole moralismo. L'idea di vita che propone l'Arci non corrisponde certamente alla mia, così come non ho apprezzato alcune loro prese di posizione, tuttavia mi batterò ogniqualvolta sarà necessario per difendere il diritto di parola che non può essere negato a nessuno». E sottolinea: «Faccio notare, infine, che a differenza di quanto sostenuto da persone malinformate, il patrocinio non solo non è stato concesso, ma non è stato neppure richiesto».

Il seminario si terrà venerdì 19 e sabato 20 nell'ambito della Settimana europea di azione contro il razzismo e del 21 marzo Giornata mondiale per l'eliminazione della discriminazione razziale.

venerdì 15 gennaio 2010

Dobbiamo spostare l’Italia in Portogallo?

08/01/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Il Parlamento portoghese ha approvato l'8 gennaio 2010 una legge che garantisce pari diritti e pari doveri (escluso il diritto all’adozione) alle coppie omosessuali rispetto a quelle etero, sancendo un equivalente di riconoscimento pubblico del matrimonio tra gay e lesbiche. Il primo ministro Jose Socrates ha commentato la decisione, che attende solo la ratifica del Presidente, come "un momento storico per il Portogallo che da anni combatte contro la discriminazione e l'ingiustizia sociale".
Il Portogallo diventa così il 6° paese europeo a riconoscere il matrimonio omosessuale e l’8° nel mondo (con Canada e Sudafrica) e si conferma uno dei 20 Paesi in Europa a dare un riconoscimento pubblico di tutte le famiglie.
“Il nostro faro resta sempre la richiesta alle istituzioni italiane di vedere riconosciuti Pari Diritti e Doveri per tutte le persone, anche per i cittadini e le cittadine lgbt, prima di dover essere costretti a spostare l’Italia in Portogallo, entro i confini di un’Europa civile e laica.” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso.
“Le coppie omosessuali italiane sono fantasmi sociali che non ne possono più di essere discriminate e oggi il nostro pensiero e sostegno va ai savonesi Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia in sciopero della fame da alcuni giorni affinché venga calendarizzata in Parlamento una legge per il riconoscimento pubblico delle nostre unioni.”
“Il nostro congresso nazionale che si terrà a Perugia dal 12 al 14 febbraio prossimi, avrà con punto focale proprio la parità di ogni relazione, che, come ricorda anche lo slogan dell’evento “Per Costituzione, Io c’entro”, è tutelata anche dalla nostra carta fondamentale, che all’Articolo 3 non specifica il genere dei coniugi del matrimonio.” – conclude Mancuso.
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- Paesi che estendono il matrimonio a tutte le coppie: Belgio, Olanda, Spagna, Svezia, Norvegia, Portogallo.
- Paesi che riconoscono pari diritti a tutte le coppie o buona parte dei diritti anche alle coppie omosessuali: Austria, Francia, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Islanda, Andorra.
- Paesi che riconoscono pubblicamente tutte le convivenze: Croazia.

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