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mercoledì 17 marzo 2010

Stop al convegno sui «diversi» In città la polemica si allarga

IL CASO. Numerose reazioni alla richiesta del consigliere Zelger di bloccare
il seminario alla Loggia di Fra´ Giocondo
Stop al convegno sui «diversi» In città la polemica si allarga
L´Arci: «Vuole essere strumento di conoscenza e di apertura» Traverso (An): «Certe parole offendono anche il centrodestra
La loggia di Fra´ Giocondo, sede del Consiglio provincialeLe parole del consigliere comunale Alberto Zelger (Lista Tosi) che chiede di annullare il seminario «Diversità come valore» di venerdì nella sala consiliare della Provincia, nella Loggia di Fra´ Giocondo, stanno scatenando molte reazioni: poche di condivisione, per lo più indignazione e rabbia.«È curioso che chi chiede di annullare il seminario promosso dal Dipartimento per le Pari opportunità Presidenza del Consiglio sia il vicepresidente della commissione temporanea Famiglia e pari opportunità del Comune», sottolinea Michela Faccioli presidente di Arci Verona organizzatore del seminario. «Che vuol essere uno strumento di conoscenza della legislazione italiana ed europea sulle discriminazioni multiple, utile quindi a promuovere un innalzamento dei diritti di tutti i cittadini indipendentemente dall´origine etnica, dall´orientamento sessuale, dall´età e dalle condizioni fisiche e mentali. Quindi, i luoghi istituzionali che Arci Verona ha chiesto, ben si addicono a una discussione che su temi così rilevanti non può svolgersi nel chiuso di una stanza, ma deve aprirsi al dibattito pubblico. Invito quindi Zelger a partecipare al seminario che potrebbe consentirgli di affrancarsi da certe disdicevoli opinioni secondo cui vi sarebbero persone "sempre alla ricerca di una patente di normalità, mentre invece sono soltanto bisognose di cure o di educazione"».
«Lettere come quella di Zelger a proposito del convegno non solo meritano di figurare in un breviario dei tempi dell´Inquisizione ma rivelano una profonda ignoranza storica, umana, politica», tuona il Circolo Pink che si batte da anni per il riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender (Glbt). «È pur vero che Verona si merita, da 15 anni, il titolo di "città più omofoba" d´Europa, tuttavia le dichiarazioni di Zelger ci appaiono molto gravi e lesive non solo della dignità delle persone Glbt ma anche dell´intelligenza di tutti i cittadini».
A mandare il consigliere Zelger a scuola di Costituzione ci pensa invece Mao Valpiana che dice: «Se conoscesse la Costituzione italiana e la Dichiarazione universale dei diritti dell´uomo, non avrebbe scritto clamorose sciocchezze».
E prosegue: «La Provincia, ospitando il seminario, ha semplicemente fatto il proprio dovere di ente pubblico, chiamato a celebrare la Settimana europea contro le discriminazioni. Riconosciamo al presidente Miozzi di aver ben interpretato il proprio ruolo di garante per tutti e invitiamo il consigliere Zelger a iscriversi al seminario dove, gli assicuriamo, non sarà discriminato, anzi sarà aiutato nella conoscenza dei fondamentali valori della Costituzione».
Una nota in tale direzione arriva anche dal candidato del Pd in Regione Paolo Tovo che, ricordando anche il recente episodio di razzismo accaduto in sesta circoscrizione, dice: «Non si possono tollerare, da parte di chi amministra, atteggiamenti che potrebbero portare ad atti di intolleranza e discriminazione nei confronti del diverso, chiunque questo sia».In difesa della diversità si schiera anche Elena Traverso, consigliere comunale del Pdl (area An) che dice: «Pur non condividendo molte delle battaglie di Arci e ritenendo che la famiglia intesa come unione naturale di un uomo e una donna sia il nucleo fondante della società, non posso non prendere atto delle diversità che compongono la società stessa e che in un certo modo la arricchiscono. L´ente pubblico è laico per definizione e deve concedere pari opportunità a tutte le anime della comunità». E prosegue: «Le affermazioni di Zelger, oltre che lesive della dignità di molti concittadini, offendono anche chi appartiene al centrodestra».
Dello stesso partito, ma di idea diversa, l´assessore comunale alle Pari opportunità Vittorio Di Dio, che ritiene che al tema del convegno siano state ascritte una «pluralità di problematiche come se il soggetto che ha inventato il convegno avesse voluto mettere fra gli altri temi (o fra le righe) anche tematiche che, se presentate da sole, porrebbero seri dubbi sulla legittimità della concessione stessa». E aggiunge: «Non può essere considerata diversità sostanziale (e perciò valore) un semplice comportamento (per altro soggetto alle mode, ai cambiamenti e all´evoluzione della società). Per me non rappresenta un valore ciò che è riconducibile solo a un diverso modo di vivere la sessualità (cioè a un comportamento sessuale differente)».
L´eco della discussione è giunta anche in Consiglio provinciale con l´intervento di del capogruppo del Pd Vincenzo D´Arienzo che ha stigmatizzato le parole del consigliere Zelger e invocato il rispetto di opinioni e stili di vita altrui visto che, ha ricordato, «nessun gay, lesbica, bisessuale o transgender vuole imporre il proprio modo di vivere a chi è eterosessuale, il rispetto dovrebbe essere reciproco». Seppur con qualche distinguo, anche il capogruppo del Pdl, Alberto Bozza ha sottolineato l´importanza di «garantire spazio alle idee di tutti, pur non condividendole o avendone delle altre, il rispetto non può essere negato». G.C.
mercoledi 17 marzo 2010 - L'Arena di Verona

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