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sabato 18 settembre 2010

Migliaia protestano contro la visita del Papa a Londra


Migliaia di cittadini hanno partecipato a Londra alla protesta contro la visita di stato nel Regno Uniti di Benedetto XVI. LGBT, Atei, Agnostici e Liberi pensatori
dicono NON SEI BENVENUTO!


Al passaggio del corteo di auto hanno inalberato cartelli con frasi e testi che ricordavano a Ratzinger gli scandali di pedofilia, sui i quali la Chiesa Cattolica vorrebbe stendere un velo chiedendo semplicemente scusa. I dimostranti non vogliono un personaggio che ad ogni occasione attacca le persone omosessuali e il loro diritto al matrimonio e ricordano le colpe della Chiesa sul "No al preservativo" e a campagne d'informazione sull'HIV/AIDS. Un grave colpa che ha contribuito alla diffusione della pandemia soprattutto in Africa.

La manifestazione è stata organizzata da gruppi LGBT, Atei, Agnostici e Liberi pensatori. Uno degli organizzatori, lo storico attivista gay PETER TATCHELL fondatore dell'organizzazione radicale gay OUTRAGE!
Silenzio quasi totale degli organi d'informazione italiani.

Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona sono a loro idealmente e con il cuore vicini.
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Guarda le foto della manifestazione sulla galleria FLICKR del nostro socio e fondatore PAOLO FERRARINI.
Foto: PROTEST THE POPE!


Articolo del THE GUARDIAN (inglese)

Day three of Pope Benedict XVI's visit to Britain and it was a day for protests and anti-papists under bright blue skies in central London. Around 10,000 people took to the capital's streets for a Protest the Pope rally and march against what the organisers called "papal intolerance" and to condemn the state funding of the visit.
They came in red cardboard papal hats scrawled with the words "bigot" and "homophobe" and carrying placards, rainbow flags, pledges of atheism and balloons made of condoms. One giant banner showing the Pope carrying a swastika was later taken down after offending many of the protesters, who went as far as complaining to the police officers lining the route of the march to Downing Street.

Although a good-natured crowd, the force of feeling against the presence of Pope Benedict in the UK was clear in the messages condemning his stance on homosexuality, the use of condoms, segregated schools, women's rights and, most of all, the child abuse scandal for which so many hold the pontiff personally responsible for both accelerating it and then covering it up.

"He is a symbol of all that is wrong with this terrible church, but he is more than that, he is also steeped in guilt at the cover-up," said Paul Stevens, a 35-year-old lawyer on the march with friends in exuberant "leftover gay pride suits". The first speaker to the rally was Sue Cox, 63, who was abused by a priest as a young girl and who told the crowd: "All I have ever experienced from the Catholic church is fear, disgust, lies and shame."

She concluded her speech by warning the Vatican that they would no longer be able to get away with overlooking clerical sex abuse. "We will continue to watch and shout out and work towards change. This is not over," she said.

The protest organiser Peter Tatchell told the Observer the event was held both to send a message to the Pope that child abusers had to be brought to account and to call on the British government not to tolerate the Pope's "harsh, intolerant views on women's rights, on gay equality and on the use of condoms which is so vital to stopping the spread of the HIV virus".

If the pope's key message during his visit has been to warn against atheism and secularism, then this rally was the chance of those with those views to present their view of Benedict. "An enemy of humanity" was the unminced words of prominent atheist Richard Dawkins, who gave a strong speech to the rally on its arrival at Downing Street.

Comedian Al Murray also figured among the crowd. He said: "Like a lot of people I am a perplexed that it is a state visit. The pope's opposition to condoms kills people. It is all very well him lecturing us on morals, but he should look at his own organisation's view."

Asked how his alter ego, the Pub Landlord, would react to the visit, Murray replied: "He doesn't like it either, but that is because he is a fan of Henry VIII, because of his marriage arrangements.

martedì 14 settembre 2010

L’appello

Berlusconi è al capolinea, minoranza nel Paese e in Parlamento, inviso alla maggioranza dei cittadini, a molti dei suoi stessi elettori e a settori decisivi della coalizione che lo ha portato al governo garantendogli impunità e favorendo la difesa dei suoi interessi privati.

Col primo “No Berlusconi Day” abbiamo chiesto le dimissioni di Berlusconi portando in piazza un milione di persone e aprendo la grande stagione di battaglie civili e di risveglio sociale che ha caratterizzato la storia politica del Paese dal 5 dicembre ad oggi, dalle iniziative in difesa della Costituzione e contro il legittimo impedimento e il processo breve fino alla grande campagna contro la legge bavaglio pensata da Berlusconi per proteggere se stesso e le “cricche” che lo sostengono e per salvare dai processi e dal giudizio dell’opinione pubblica gli indagati, i condannati, i corrotti, i corruttori e i mafiosi presenti all’interno del suo governo, del Parlamento e nella rete di poteri, spesso occulti come la P3, che tiene in piedi il cosiddetto berlusconismo.

Col secondo “No Berlusconi Day” ribadiamo l’urgenza di mandare a casa Berlusconi e tutto il governo da lui presieduto, artefice tra l’altro del disastro sociale ed economico del Paese, della distruzione della dimensione pubblica, a partire dalla scuola e dall’Università, e massima espressione del degrado morale e del dilagare del fenomeno della corruzione che attraversa, come e più di Tangentopoli, le istituzioni e la classe politica come dimostrano i casi Scajola, Brancher, Bertolaso, Cosentino, Dell’Utri, Verdini solo per citarne alcuni.

Per lasciarci alle spalle la lunga e drammatica fase storica del berlusconismo, iniziata nel ’94 con la nascita di Forza Italia sostenuta dalla mafia, non bastano le dimissioni di Berlusconi e del governo: occorre operare un radicale cambiamento delle condizioni politiche e culturali che ne hanno favorito la nascita e lo sviluppo, in particolare attraverso il ricorso ai mezzi di informazione di proprietà di Berlusconi sin dalla sua “discesa in campo”.

Per questo chiediamo che dopo le dimissioni di Berlusconi si operi tempestivamente 1) per la modifica dell’attuale legge elettorale e 2) per una nuova legge sul conflitto di interessi che impedisca il riproporsi dei nuovi Berlusconi.

E poi subito al voto per nuove elezioni libere e democratiche.

Invitiamo i cittadini, le associazioni, le forze democratiche e la libera stampa a partecipare e sostenere il “No Berlusconi Day 2″ che si terrà a Roma, sabato 2 ottobre 2010, con un corteo che, partendo da piazza della Repubblica alle ore 14 si concluderà in piazza San Giovanni

Il popolo viola

Per aderire all’appello scrivere a: fondatorenobday@hotmail.it specificando nell’oggetto “Appello”

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento - Blog di informazione e discussione politica a cura di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona