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domenica 26 giugno 2011

NOZZE GAY: RADICALI, ITALIA SEMPRE PIU' LONTANA DA CIVILTA'

NOZZE GAY:
RADICALI, ITALIA SEMPRE PIU' LONTANA DA CIVILTA'

(ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Eravamo certi che lo Stato di New York avrebbe approvato la legge che consente alla coppie gay di accedere all'istituto del matrimonio, divenendo cosí il sesto Stato Usa, dopo Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont e District of Columbia": lo afferma Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti.
Rovasio ricorda che in Cristopher Street al Village, a New York, davanti al locale 'Stonewall', ci fu il 28 giugno 1969 una rivolta della comunità gay contro i soprusi della polizia, che viene oggi ancora celebrata in tutto il mondo dalla comunità lgbt. "Non è certo casuale - sottolinea - se il Senato dello Stato ha voluto approvare il provvedimento proprio oggi, 25 giugno, il miglior modo per celebrare la data mondiale dell'orgoglio lgbt".
"Il Governatore cattolico Andrew Cuomo, grande sostenitore della legge pro-gay, non sarà scomunicato dalla chiesa cattolica - prosegue Rovasio - e non è certo un caso se non hanno convocato nessun 'family day', non hanno attivato le parrocchie per mandare pullman di fedeli e bambini davanti alla sede del Senato, non sono intervenuti con fondi avuti dall'8 per mille (che esiste solo in Italia), n‚ tanto meno nessun cardinale o monsignore ha osato paragonare l'omosessualità alla violenza sui minori, nessun parlamentare clerical-fondamentalista ha osato dire che il provvedimento viola la carta costituzionale".
"L'Italia è sempre piú lontana dalla civiltà e dal progresso.
I nostri politici imparino da quei quattro senatori conservatori repubblicani dello Stato di New York, che hanno votato si' al provvedimento e da quanto dichiarato dal Senatore Mark J.
Grisanti, repubblicano conservatore di Buffalo, che era stato eletto promettendo di opporsi alle nozze gay e alla fine ha votato si' dopo una lunghissima, personale riflessione e ha avuto il coraggio di dichiarare: 'chiedo scusa a chi si sente offeso ma non posso negare a una persona, a un essere umano, a un contribuente, a un lavoratore, alla gente del mio Stato, di avere gli stessi diritti che io ho con mia moglie'. Grazie al senatore Grisanti per il suo coraggio e per la sua umiltà: lui non si deve certo scusare con nessuno, a differenza di molti politici italiani" conclude. (ANSA).

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