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martedì 22 novembre 2011

Lettera a Monti dalle Associazioni lgbt

Lo scorso15 novembre è stata inviata al Presidente del Consiglio, Sen. Mario Monti, una lettera-appello, firmata da molte Associazioni, nella quale si chiede di considerare tra i temi dell’ emergenza italiana anche il fronte dei diritti civili. La lettera, firmata da Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Luca Coscioni, Arcigay, Associazione Divorzio Breve, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Associazione GayLib, Agedo, GayNet, Fondazione Massimo Consoli, Associazione ‘Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani’, Gaynews.it, Psicologia.com, chiede di intervenire sul tema della Riforma del diritto di famiglia, proposta che ha visto coinvolte negli ultimi anni, per la sua preparazione, giuristi, esperti e associazioni italiane, poi pubblicata nel libro ‘Amore Civile’ e depositata in Parlamento come proposta di legge.
Allegati alla lettera sono stati inviati al Presidente del Consiglio il libro ‘Amore civile – dal Diritto della tradizione al Diritto della ragione’ curato dai giuristi Bruno de Filippis e Francesco Bilotta e il testo della proposta di legge n. 3607 ‘Norme Modifiche al codice civile in materia di testamento biologico, di disciplina del diritto di famiglia e della fecondazione assistita, al codice penale in materia di omicidio del consenziente e di atti di violenza o di persecuzione psicologica all’interno della famiglia, nonché al codice di procedura civile in materia di disciplina della domanda di divorzio (presentata il 6 luglio 2010, prima firmataria la deputata Radicale-Pd On. Rita Bernardini.

domenica 13 novembre 2011

Berlusconi si è dimesso... Per Arcigay è merito della Lobby gay

Berlusconi si è dimesso. Fine di un'epoca. Arcigay: anche lobby gay ha scavato fossa

Patané a KlausCondicio: “La dichiarata omofobia del Premier ha avuto rebound internazionale spaventosi condizionando l’immagine dell’Italia"

Domenica 13 Novembre 2011 da Gay News

Roma - “Ben venga la tesi, anche se fortemente esagerata, di oltranzisti cattolici e leghisti che sostengono come le presunte 'lobby' gay abbiano scavato la fossa al governo Berlusconi. E’ vero, a dargli una spallata fondamentale siamo stati anche noi, per esempio con l’ultimo Gay Pride, e con la nostra attività di denuncia italiana e internazionale contro le discriminazioni. Ma sarebbe sbagliato parlare di una nostra vittoria perché lo è di tutta l’Europa civile.” Lo ha dichiarato il Presidente dell’Arcigay Paolo Patanè, ospite del talk show KlausCondicio in onda su YouTube, che ha dedicato la puntata alla fine del governo Berlusconi. “La dichiarata omofobia del Premier ha avuto rebound internazionale spaventosi, condizionandone negativamente l’immagine e gettando sull’Italia un percepito di terribile oscurantismo” ha detto Patané. E alla domanda di Klaus Davi “quanto ha contato l’ostilità dei gay nella fine della sua corsa?” “Molto. Non tanto solo quelle delle associazioni gay, ma di tutte le istituzioni europee e delle democrazie dell’Unione, del Parlamento Europeo che non hanno condiviso l’omofobia spinta di Berlusconi e la sua determinazione a negare i diritti riconosciuti da tutta l’Europa.” Patanè ricorda nel corso della puntata: “mentre Berlusconi si esercitava un machismo da caserma e si distingueva per la sua aperta e violenta misoginia, Merkel nominava ministro degli esteri un gay regolarmente sposato con un uomo, i sindaci gay di Parigi e Berlino venivano riconfermati; Obama si batteva per i gay nell’esercito. Per lui è stato l’inizio della fine…”


Nella foto: Flashmob di Arcigay Pianeta Urano Verona davanti alla Prefettura di Verona, dopo le dichiarazioni omofobe di Berlusconi

domenica 6 novembre 2011

Leghisti come Nazisti...l'Artista crea scalpore

Le similitudini tra Lega Nord e Nazionalsocialismo ci sono tutte e nessuno lo può negare. Non solo nell' ideologia che nonostante qualche differenza, in fondo dice le stesse cose, ma anche nell'autorappresentazione, nella comunicazione, nell'estetica e nell'iconografia. Dal culto della personalità e obbedianza massima verso il "fuhrer" e gerarchi vari, ai loghi-simbolo di partito (entrambi celtici) che evocano le stesse origini di provenienza di un popolo puro e incontaminato. Ha fatto scalpore e creato proteste, un'opera d'arte grafica, esposta all'ultima edizione dell'ART Verona (Salone dell'Arte e delle Gallerie d'Arte)

«Leghisti come i nazisti», bufera sull’opera esposta ad ArtVerona L’autore è Johan Frisò, belga che vive a Brescia. Il titolo? «La storia si ripete». Bragantini: «Un insulto al nostro partito, valuteremo cosa fare

dal corriere.it/verona

VERONA— «E la storia si ripete ». Sotto il titolo, una fotografia su alluminio alta un metro e mezzo con tre immagini : quella di un raduno nazista, quella di un raduno fascista, quella di un raduno leghista. In realtà la medesima rappresentazione, usata tre volte, un’assise con fior fiore di saluto romano collettivo. Alle pareti la prima volta svastiche, la seconda aquile di mussoliniana memoria, la terza il sole delle alpi. Rigorosamente in verde. E’ questa l’opera che campeggia fra le sale di ArtVerona, arrivata proprio in una delle città più leghiste (e di una Lega emotivamente suscettibile, in questo momento) d’Italia. Autore dell’irriverente trilogia temporal-politica è un certo Johan Frisò, cinquantenne belga trapiantato a Brescia e non nuovo a «soggetti leghisti» di certo da lui non venerati o trattati con i guanti. Nella sua mini biografia, che si apre a cassetto dal suo sito, d’altra parte, si legge: «Il ragazzo più cattivo della "Generazione Sensation", decisamente il più provocatorio e dirompente artista che sconvolge la critica dei nostalgici sulle sue opere, con aggettivi come: spiacevoli, trasgressive, scioccanti, assurde, sgradevoli, volgari, repellenti, antiestetiche, distruttive, vomitevoli, orrende, blasfeme, di cattivo gusto ». E ancora: «Nei suoi lavori non ammette il compromesso - si legge -: li realizza basandosi sulla propria visione della cruda realtà della nostra società capitalista». Come dire: qualche arrabbiatura l’ha già creata di sicuro qua e là, con le sue opere in tournée, di volta in volta, nelle zone «offese» dalla sua espressione forte. A confermarlo Matteo Bragantini, parlamentare veronese del Carroccio ed ex segretario locale del partito che ieri sera ha potuto vedere una foto dell’opera. «Un conto è la libertà di pensiero e di espressione, anche provocatoria, a cui ha diritto un artista, ci mancherebbe - spiega -, un altro conto è esternare un insulto come questo ad un movimento solidale come il nostro e che da sempre è stato per la libertà di tutti. Lo ripeto: questo è un insulto che non ammettiamo. Ora valuteremo cosa fare». Non solo: « Non capisco che messaggio abbia voluto dare l’artista, non lo capisco proprio - prosegue Bragantini -. Se qualcuno ha una critica da fare, anche politica, a qualcuno o a qualche partito o movimento, la esterni a quel soggetto, non lo metta in relazione ad altri eventi o soggetti così negativi che nulla hanno a che fare con la realtà in questione. Non si possono assolutamente accostare due cose come il nazismo e il fascismo ad un movimento come la Lega Nord, scherziamo?». Per il parlamentare veronese, poi, «sarebbe stato più «comprensibile, al limite, associare l’Armata Rossa al Partito comunista». Silvia Maria Dubois

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento - Blog di informazione e discussione politica a cura di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona