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sabato 25 febbraio 2012

Fino a quando sopporteremo tutto questo?


Giovanardi, Ciarrapico e poi Annunziata e via così... sembra che in Italia insultare le persone LGBT stia diventando uno sport più popolare del calcio.



Ciarrapico (Pdl): 'I gay? Che schifo'. Capezzone (Pdl): 'Sconcerto e avvilimento'
Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli”
Leggi anche su: http://stopomofobiaverona.blogspot.com/ 

Fonte Gaynews

Roma - Dopo Giovanardi, che ha detto che vedere due donne che si baciano per strada è come vedere qualcuno fare pipì in pubblico, ecco che arriva Giuseppe Ciarrapico, altro esponente del Popolo della Libertà, a gettare benzina sul fuoco: "Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli”. Parole durissime, certamente da condannare. Parole che non fanno bene all'immagine del PdL, all'immagine di un partito serio, liberale e democratico.

Ancora Ciarrapico, intervistato su Radio24 alla Zanzara: "In questo paese i gay non si possono attaccare, ma io preferisco la farfallina di Belen. Questo è uno strano paese dove si salta quando si vede la farfallina sull’inguine di quella bellissima figliola e non si osa attaccare i gay. In Italia oggi ti devono piacere per forza i gay, ma a me piacciono le donne. Per fortuna vedo gli omosessuali una volta l’anno durante il gay pride, poi basta”.

Tantissime le reazioni che hanno scatenato le parole del senatore PdL. Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, in una nota esprime "sconcerto e avvilimento per battute omofobe che lasciano esterrefatti". Capezzone precisa: "Da liberale, difendo la libertà di parola e di opinione, innanzitutto rispetto a parole e opinioni lontane dalle mie. Ma davvero non capisco come, nell'anno 2012, ancora si possano proporre battute e sortite discriminatorie, offensive, lontane dal rispetto che va garantito ad ogni persona, indipendentemente dal suo orientamento e dalle sue preferenze sessuali". Sottoscriviamo in pieno. 

Si fa sentire anche Mara Carfagna, PdL, ex ministro delle Pari opportunità: "Ciascun uomo o donna ha diritto ad esprimere la propria opinione", premette, ma allo stesso tempo invita tutti i suoi colleghi parlamentari, "compreso quei pochissimi che non riescono a risparmiarsi battute, ad imparare a rispettare gli omosessuali e a contenersi. Questo ci si aspetta da esponenti di un partito moderno come vuole essere il Pdl e ciò prevede, tra l'altro, la Costituzione italiana".

Quelle di Ciarrapico sono parole davvero pesanti nei confronti dei gay, che vanno solamente condannate. E' incredibile che siano arrivate da un rappresentante del Parlamento. Ma ormai, con l'andazzo che tira, non ci sorprende davvero più nulla.

Ricoridamo che Giuseppe Ciarrapico è stato rinviato a giudizio per truffa: avrebbe creato due cooperative editoriali per ricevere indebitamente contributi della presidenza del Consiglio dei ministri. Si parla di 30 milioni di euro. Alfano, quand'è che ti decidi a fare pulizia? Fonte: Italia chiama Italia
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Servizio Pubblico, Annunziata offende i gay, l'Olocausto e la libertà di espressione

Le parole di Lucia Annunziata a difesa di Celentano "anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio...." finiscono anche per essere un corner alle parole di Ciarrapico



Roma - (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay) - Le parole di Lucia Annunziata a difesa di Celentano "anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio...." finiscono per essere un corner alle parole di Ciarrapico che proprio ieri, su Radio 24, ha dichiarato “Due gay che si baciano mi fanno schifo. Il fascismo li mandava a Carbonia, scavavano e stavano benissimo”.


L'Italia è un Paese incredibile: nei 150 anni dell'Unità d'Italia andiamo a scoprire che ciò che unisce personaggi di estrazione politica, culturale, umana e sociale praticamente agli antipodi, come Annunziata e Ciarrapico, è la più assoluta mancanza di sensibilità ed un cinismo capace di utilizzare i più estremi riferimenti per tradursi in omofobia.

Se Lucia Annunziata ha l'ambizione di rimarcare una sua differenza culturale e di linguaggio da un personaggio non nuovo ad affermazioni becere come Ciarrapico, trovi come rimediare. E non sarà semplice, soprattutto perché il riferimento all'Olocausto rivela ulteriore mancanza di rispetto nei confronti di chi l'Olocausto l'ha vissuto ed estrema leggerezza nel trattare una pagina spaventosa della storia umana. 

La scorsa settimana l'Italia ha aderito al programma del Consiglio d'Europa contro le discriminazioni per diverso orientamento sessuale ed identità di genere, e il Ministro Fornero ha invocato "l'educazione come strumento di lotta all'omofobia ed alla transfobia ", ma evidentemente anche per Lucia Annunziata, come per Ciarrapico, e tanti altri l'Europa è un noioso problema, l'insulto è una facile opportunità e l'Olocausto è una pagina che è meglio dimenticare. 

Roma - (Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli - Andrea Maccarrone – Direttivo) - Lucia Annunziata, ospite nella trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, dichiara: “difenderei Celentano anche se dicesse di mandare i gay ai campi di sterminio”. Dobbiamo informare la giornalista che gli omosessuali, come gli ebrei, i Rom e Sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti. 

Purtroppo di fronte alle quotidiane dichiarazioni di tenore omofobo che vengono dai mezzi di informazione e da esponenti politici, religiosi e dello spettacolo, quello di Lucia Annunziata appare non come un improbabile paradosso ma come l’ennesima cruda dimostrazione di quanto indietro siamo in Italia.

Invitare a mandare i gay, o chiunque altro, ai campi di sterminio, si colloca ovviamente ben al di là dell’ambito della libertà di espressione e l’esempio portato è persino offensivo per la memoria delle decine di migliaia di vittime omosessuali che nei campi di sterminio ci sono stati davvero e ci sono morti. 

Il rispetto per tutte le vittime dell’odio nazista deve essere massimo, sempre, e riteniamo che mai e giustamente l’Annunziata avrebbe osato giocare sul paradosso utilizzando gli ebrei o i partigiani. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli giudica quelle parole inqualificabili e non degne di una professionista della comunicazione dell’esperienza di Lucia Annunziata.

Le scuse migliori, per onorare le vittime dell’ “omocausto” , sarebbero quelle di dedicare una puntata della sua trasmissione proprio a questo tema, così poco conosciuto e sul quale evidentemente si compiono ancora scivoloni inaccettabili 

sabato 18 febbraio 2012

Arcigay Pianeta Urano Verona scrive a Giovanardi


Arcigay Pianeta Urano Verona scrive al Senatore (PDL) Carlo Giovanardi, dopo la sua orrenda uscita sul "bacio lesbico".
Gentile Senatore,
non prendiamo oggi la parola per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Siamo pienamente consapevoli dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahinoi – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo.
Prova ne è il presente intervento, che ci sta rendendo complici, nostro malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Pensiamo a realtà tutt'altro che rare nelle provincie di Verona e Vicenza, che il nostro comitato ha l'onore di rappresentare: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono, e molti) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non potranno manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.Troviamo avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Troviamo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – crediamo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.Auspichiamo pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo con chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la invitiamo a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.Nella speranza che le nostre parole trovino ascolto, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.  Verona, 14 febbraio 2012

Per il Comitato Arcigay Pianeta Urano Verona

Michele Breveglieri
Laura Pesce
Giovanna Bassan
Daniele Speziari
Raffaele Ladu
Zeno Menegazzi
Fabrizio Collareda

nonostante la scarsa considerazione in cui meriterebbe di essere tenuto il personaggio, abbiamo comunque ritenuto di reagire alle più recenti dichiarazioni dell'ex esponente del governo Berlusconi, Carlo Giovanardi. Vi mando di seguito: (1) la nostra risposta; (2) una versione leggermente modificata che ciascuno/a di voi può copiare e incollare e inviare all'indirizzo:  giovanardi_c@posta.senato.it .

Scrivete anche voi al Senatore Giovanardi!
(Testo Modello)
Verona, 14 febbraio 2012

Gentile Senatore,
mi rivolgo a lei per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Come tutti, sono pienamente consapevole dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahimè – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo. Prova ne è il presente messaggio, che mi sta rendendo complice, mio malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Penso a realtà tutt'altro che rare nelle varie provincie italiane: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non possono manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.
Trovo francamente avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Trovo allo stesso modo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza di omosessuali, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – credo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.
Auspico pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo fra la nostra comunità e chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la inviterei a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.
Nella speranza che le mie parole trovino ascolto, le porgo i nostri più cordiali saluti.

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento - Blog di informazione e discussione politica a cura di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona