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mercoledì 24 luglio 2013

Arcigay: Discriminati da una legge contro le discriminazioni?

Flavio Romani
Presidente Nazionale Arcigay
Omofobia, Arcigay in allarme: “Discriminati da una legge contro le discriminazioni? Inaccettabile. Si voti l’emendamento per l’estensione piena della legge Mancino” 

23 luglio 2013 – Conclusi i lavori della Commissione Giustizia della Camera sul testo della legge contro l’omotransfobia, Arcigay lancia un messaggio di forte allarme: “Attualmente – spiega il presidente Flavio Romani – il testo licenziato dalla Commissione non estende le aggravanti previste dall’art.3 della legge Mancino ai reati di origine omotransfobica. Insomma siamo di fronte al paradosso di una legge contro le discriminazioni che al suo interno contiene una gravissima discriminazione, e questo, oltre che assurdo, è evidentemente inaccettabile. È indispensabile allora che quel testo sia emendato in aula affinché preveda l’estensione piena della legge Mancino, così come è scritto a chiare lettere nel programma elettorale del centrosinistra, che su questa posizione può realisticamente costruire un’ampia maggioranza alla Camera. Ogni arretramento rispetto a questo punto – prosegue Romani – sarà interpretato come un atto grave di slealtà delle forze politiche del centrosinistra, un vero e proprio tradimento nei confronti dell’elettorato, sufficiente ad aprire una profonda crisi di rappresentanza per tutti gli eletti e le elette di questa Legislatura”. Per Arcigay inoltre sono allarmanti le notizie diffuse dai mezzi di informazione circa un emendamento firmato da alcuni deputati del Pd e attraverso il quale si vorrebbero escludere i cosiddetti “hate speech” omotransfobici, cioè l’incitamento e la propaganda alla discriminazione di omosessuali e transessuali, dalle rilevanza penale sancita per tutti gli altri casi dalla legge Mancino. “Nessuno tocca la libertà d’opinione – precisa Romani – chi la tira in ballo sta mistificando: incitare la violenza è molto oltre l’espressione di un parere. Mostrarsi indulgenti verso quegli atti significa legittimare ed armare la mano dei violenti”. “Il Pd non faccia scherzi – avverte Romani – e si guardi dal mostrarci ancora quel teatrino di guerre fra bande e franchi tiratori che già più volte in questi mesi abbiamo visto messo in scena. Siano leali al programma e all’elettorato – chiosa il Presidente di Arcigay – oppure saranno evidentemente un partito al capolinea”.

Fonte Arcigay.it

martedì 23 luglio 2013

Europride 2013: Un'occasione mancata

Da francofilo quale sono, non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di una breve vacanza in una delle città francesi che ancora conoscevo poco: Marsiglia, sede dell'Europride 2013. Avrei così potuto unire l'utile al dilettevole: manifestare, entrare in contatto con un movimento LGBT diverso da quello italiano cui sono abituato, e al contempo concedermi delle escursioni e dei giri per musei e per i vari siti turistici. Ahimé, soltanto questa seconda parte del programma può dirsi riuscita, mentre l'Europride in sé si è rivelato un buco nell'acqua (a voler essere generosi). Già nei giorni immediatamente precedenti la mia partenza, avevo fiutato un'aria poco promettente: la sfilata di sabato 20 luglio era infatti stata anticipata da dieci giorni di eventi di varia natura e da serate in discoteca che, come ho potuto apprendere dai gruppi Facebook dedicati all'Europride, sono state spesso annullate con un preavviso minimo, e dopo che molti si erano già procurati i biglietti. Cambi di programma improvvisi, comunicazione delle informazioni carente, luoghi degli eventi troppo distanti gli uni dagli altri, prezzi assurdi... Sotto tiro gli organizzatori, i quali a loro volta accusavano il Comune, guidato, sembra, da un omofobo che 32 anni fa, da deputato, votò contro la depenalizzazione dell'omosessualità. Insomma, fin dal 10 luglio, data di inizio dell'Europride, le polemiche sono state particolarmente infuocate, tanto da scoraggiare anche persone motivate come me che, non fosse stato per le spese già sostenute, sarei stato indotto a rinunciare ad imbarcarmi in qualcosa di tanto fallimentare. Non un commento positivo da parte di chi stava partecipando alle serate. Ma tant'è: potevo sempre sperare nella riuscita della sfilata finale. 
Effetto ottico sulla piazza del Vieux Port, prima dell'inizio della sfilata
10.000 partecipanti secondo la polizia, 50.000 secondo gli organizzatori: questi i numeri forniti dalla stampa. Numeri molto più vicini a quelli di un pride non dico nazionale ma addirittura regionale (come quello di Vicenza) che a quelli di un Europride (a Roma, ricorderete, eravamo un milione!). Quali le cause di un tale insuccesso? Numerose sono quelle avanzate dai vari commentatori in rete, e personalmente le ritengo tutte plausibili (e che ci servano di lezione!). Innanzitutto, la frammentarietà del movimento LGBT marsigliese, litigioso e incapace di comunicare all'esterno, in particolare a livello europeo; l'amministrazione comunale, che potrebbe effettivamente aver messo i bastoni fra le ruote contribuendo a sabotare un evento di una tale rilevanza internazionale; la scarsa propensione delle persone LGBT francesi a tornare in piazza a mobilitarsi dopo aver ottenuto il "mariage pour tou(te)s". 
Non concordo invece con l'opinione di chi sostiene che l'Europride si sarebbe dovuto svolgere a Parigi e non a Marsiglia. Credo anzi che questi eventi servano proprio a far progredire contesti che hanno bisogno di crescere e che presentano particolari problematiche sociali, piuttosto che a raccogliere milioni di persone in una metropoli che non ha nulla da guadagnarci. Aggiungo anche che un "Pride del Mediterraneo" avrebbe avuto un senso enorme, proprio perché questo mare unisce realtà molto diverse fra loro: non soltanto la Francia del matrimonio egualitario, ma anche l'Italia e la Grecia degli omosessuali senza diritti e delle ingerenze delle rispettive chiese, la Turchia in rivolta contro Erdogan, e il Nord Africa delle "primavere arabe", della deriva islamista e della persecuzione dell'omosessualità. Quante tematiche si sarebbero potute affrontare! E invece, questo Europride si è rivelato, in primo luogo, il pride dei marsigliesi, e nemmeno di tutti. Di europeo, si è visto ben poco, a mio avviso. Davvero un'occasione sprecata. Speriamo vada meglio il prossimo anno, a Oslo.

Daniele Speziari
Responsabile Cultura Arcigay Pianeta Urano Verona 

Le Sorelle della Perpetua Indulgenza all'ingresso dell'Europride Beach

sabato 20 luglio 2013

Verona: Dal 1995 nulla è cambiato!




Sul tentativo di revoca delle Mozioni Omofobe approvate nel 1995, a Verona nulla è cambiato

Comunicato Stampa:  Circolo pink GLBTE Verona - Arcigay Pianeta Urano Verona - Milk Lgbt Center Verona - Arcilesbica Verona 

 Il clima da medioevo sessista che 18 anni fa approvò le ormai troppo famose mozioni omofobe è ricomparso oggi in tutto il suo cinico splendore. Ieri, 18 luglio 2013, il centrosinistra veronese ha provato con una contro-mozione, che alleghiamo a firma di Mauro De Robertis (SEL) e Michele Bertucco (PD), a riparare a quanto fatto il 14 luglio 1995, quando venne approvata dall'allora giunta Sironi (Forza Italia) la mozione n. 336, altamente lesiva nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. 

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento

LGBT Politica e Movimento / Politica del Movimento - Blog di informazione e discussione politica a cura di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Verona